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Trasporto malati alla Cri, i consiglieri di centrodestra "processano" la Asl

Le 25 associazioni dell’Anpas criticano la scelta della Croce rossa

Redazione PdN

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Trasporto malati alla Cri, i consiglieri di centrodestra "processano" la Asl




CHIETI. Processo segreto, ma non tanto, per i vertici della Asl di Chieti, chiamati ieri a rapporto da alcuni consiglieri regionali di maggioranza.  Emidio Nasuti, Giuseppe Tagliente, Nicola Mincone e Mauro Febbo, molto contrariati dalla scelta di affidare il trasporto malati solo alla Croce rossa (il che esclude dal servizio tutte le altre associazioni di volontariato della provincia di Chieti, loro bacino elettorale) hanno chiesto spiegazioni a Francesco Zavattaro, manager Asl, Tonino Flacco (direttore sanitario) e Stefano Spadano (direttore amministrativo) e li hanno invitati a riflettere bene sulla vicenda per trovare una via d’uscita a questo pastrocchio.
La Asl si è difesa sostenendo che esiste una legge nazionale che consente di affidare in via prioritaria questo trasporto alla Cri, ma non tutti sono stati d’accordo nell’interpretare così la normativa e qualcuno ha pure avanzato l’ipotesi di un errore di valutazione della Asl nel conferire tutto il servizio alla Cri senza aver fatto un’istruttoria completa sulla reale dotazione di mezzi necessari al trasporto.
Al termine dell’incontro i vertici Asl hanno assicurato che entro pochi giorni daranno una risposta “riparatrice” a tutte le proteste delle Associazioni ed agli stessi consiglieri.
Anche se questa risposta potrebbe arrivare in ritardo rispetto al ricorso al Tar contro la delibera del 30 dicembre che l’avvocato Pierpaolo Andreoni di Vasto sta per presentare per conto delle Associazioni escluse.
A quanto se ne sa, i punti del ricorso sono semplici: anomalia dell’istruttoria, obbligo della gara per l’importo elevato (2 mln) del servizio, mancata informazione e coinvolgimento dei gestori ricorrenti, mancanza dell’urgenza con cui è stata giustificata la scelta, senza che mai la Asl avesse lamentato disfunzioni, scelta di affidare il servizio alla Cri il cui vecchio statuto scadeva il giorno dopo.
Su questo punto, il direttore amministrativo regionale della Croce rossa, raggiunto telefonicamente, non ha voluto rispondere, perché a suo dire «tocca alla Asl di Chieti chiarire perché ha chiamato solo noi – spiega il dott. Michele Montanari – la storia è semplice: ci hanno chiesto di partecipare e noi abbiamo detto sì. Siamo in trattativa anche con altre Asl, ma ogni manager ha una sua linea. Se il Piano Baraldi è stato superato lo ha detto e scritto la Asl di Chieti».

LA PROTESTA DI 25 ASSOCIAZIONI DELL’ANPAS ABRUZZO
Intanto va registrata la ferma protesta dell’Anpas Abruzzo. Questa associazione riunisce 25 Pubbliche assistenze, con 8 sezioni, che operano nell’emergenza sanitaria, nelle attività socio-sanitarie, di Protezione Civile e di solidarietà internazionale. La struttura si avvale di 91 mezzi di soccorso, ma soprattutto della partecipazione di 1.839 volontari attivi e di 2.844 soci sostenitori. Dal 2011 l’Anpas è sede strutturata e autorizzata per le adozioni internazionali in 14 paesi e insieme all’Anpas nazionale sviluppa grandi progetti di solidarietà internazionale.
Il comitato regionale Anpas «si oppone con forza all’affidamento dei servizi ad un unico soggetto nella Asl di Chieti. E’ una decisione che ha determinato una situazione davvero incomprensibile ed ha cancellato un rapporto positivamente costruito in anni di fattiva collaborazione con tutte le associazioni e pubbliche assistenze presenti e attive sul territorio provinciale».
 E continua «questo provvedimento svuota di senso la privatizzazione della Croce Rossa Italiana entrata in piena operatività soltanto pochi giorni fa (il giorno successivo la firma della delibera) che dovrebbe uniformare l’ente a tutte le altre organizzazioni di Volontariato del soccorso sanitario, ma alla luce dei fatti non lo fa, ponendo l’ente in una posizione privilegiata rispetto alle altre organizzazioni che stentano ad essere rappresentate nei tavoli decisionali, ma che allo stesso modo durante l’arco dell’anno operano offrendo i medesimi servizi».

Sebastiano Calella