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Pescara. Caso Tre Gemme, il Tar: «Comune decida a febbraio»

La società ha trascinato l’amministrazione comunale in tribunale

Redazione PdN

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COMUNE PESCARA

PESCARA. Sul caso Tre Gemme il Tar di Pescara ha dato al Comune un termine per fare una risposta definitiva.
E’ successo dopo che la società si è ribellata al silenzio dell’amministrazione comunale che da mesi si trascina la questione e non riesce a decidere. Tutto è partito a marzo del 2012: con un’ istanza la Tre Gemme srl ha chiesto il rilascio del permesso di costruire (in deroga ex articolo 5 del D.L. 13 maggio 2011, n. 70) nell’area dell’ex Consorzio Agrario, tra via del Circuito e via Monte Camicia.
Si prevedono quattro palazzine residenziali, di altezza massima di 25 metri, con parcheggi interrati su due livelli, e aree di cessione pubblica destinate a verde, parcheggi, con relativa monetizzazione di una superficie aggiuntiva.
Il 21 marzo, un anno dopo, lo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune, dopo aver richiesto un’integrazione documentale e dopo aver sospeso il procedimento in relazione all’entrata in vigore della L.R. Abruzzo 15 ottobre 2012, n. 49, ha comunicato il riavvio del procedimento, predisponendo una proposta di deliberazione del Consiglio Comunale.
Ma dal Consiglio nessuna risposta è arrivata. Così la società ha chiesto al tribunale amministrativo da un lato la declaratoria dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune e dall’altro la condanna dell’amministrazione al risarcimento dei danni subiti.
Il Comune a sua volta si è difeso sostenendo che il rilascio del permesso di costruire in deroga non costituisce un atto dovuto.
I giudici sostengono che il ricorso sia fondato, «essendo decorso il termine di anno dalla presentazione dell’istanza ed essendo stato proposto il ricorso entro un anno dalla scadenza di detto termine».
Il tribunale ha adesso ordinato «al competente Dirigente del Comune di Pescara di concludere il procedimento mediante l’adozione di un provvedimento espresso entro sessanta giorni dalla data di comunicazione della presente sentenza». Inoltre è stata fissata l’udienza pubblica del 20 febbraio 2014 per l’esame della domanda risarcitoria. Per il momento le spese sono compensate.
Dunque entro i primi di febbraio il Comune dovrà prendere una posizione. Ed ora?
Sarà il Consiglio comunale o il dirigente competente ad assumere quel provvedimento per la conclusione?, domandano i consiglieri comunali del Partito Democratico Enzo Del Vecchio e Camillo D’Angelo.
Il giudice scrive che il provvedimento «dovrà essere adottato anche nelle ipotesi in cui il Consiglio comunale, espressamente convocato, non abbia assunto alcuna determinazione positiva in ordine alla richiesta deroga».

I dubbi e le perplessità non mancano ma secondo i due esponenti dell’opposizione «i giudici hanno sancito cose importanti e che confermano quanto detto e scritto in più pregiudiziali dalla opposizione; quelle pregiudiziali sistematicamente bocciate dalla maggioranza. Innanzitutto i giudici amministrativi scrivono: “Va però in merito osservato che un termine particolare non risulta sia stato previsto da alcuna disposizione relativamente ai permessi di costruire “in deroga” e per altro verso che il termine di trenta giorni, fissato in via residuale alla legge, non appare di certo ragionevole in relazione sia agli ordinari termini di conclusione del procedimento di rilascio del permesso di costruire di cui al più volte ricordato art. 20, sia all’aggravamento del procedimento in parola, che implica l’intervento del Consiglio comunale di autorizzazione a derogare lo strumento urbanistico.”».
Ancora più esplicita, secondo il Pd, risulta essere l’analisi dei giudici quando affermano: “In definitiva, il procedimento in questione, che implica una modifica dello strumento urbanistico…” . «Con queste parole il TAR di Pescara», sottolineano Del Vecchio e D’Angelo, «ha definitivamente posto fine ad una insulsa e spregiudicata propensione della maggioranza del sindaco Mascia a voler concedere benefit non previsti dalla legge e per di più al di fuori delle procedure riguardanti la gestione dell’urbanistica comunale. Come opposizione abbiamo ripetutamente segnalato questa erronea attività procedimentale ma, purtroppo, tutte le nostre pregiudiziali sono state bocciate da una maggioranza incapace di ragionare e comprendere il valore insito nello strumento urbanistico e sulle modifiche che allo stesso possono essere apportate solo con le procedure previste e regolamentate. Chissà se anche questa penosa e vergognosa vicenda sia stata inserita negli accordi raggiunti tra il sottogruppo dell’Udc di Dogali e Di Noi con il sindaco Mascia».
a.l.