LA CONTA

Alluvione Pescara, «14 milioni di euro di danni»

Ancora sotto osservazione 15 frane

Redazione PdN

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Alluvione Pescara, «14 milioni di euro di danni»




PESCARA. Oltre 400 persone, di cui 200 volontari, che hanno operato sul territorio di Pescara dal giorno dell’alluvione con il Centro Operativo comunale.
500 famiglie evacuate in una notte, 110 quelle assistite, di cui 50 sgomberate dal Villaggio Alcyone e 60 da via Aterno; 8 le famiglie che ancora oggi sono fuori casa, tra via Colle Breccia e strada Colle Santo Spirito. Sono solo alcuni degli interventi che il Comune di Pescara ha realizzato a partire dalle 3.30 del 2 dicembre scorso, quando, a fronte del peggioramento delle condizioni meteorologiche, è stato aperto formalmente il Coc, dopo aver però adottato alcune misure cautelative, come la chiusura al traffico e alla sosta delle due golene, già dalle 7 della domenica mattina, quando a Pescara c’era ancora il sole.
I danni sono stati comunque enormi: almeno 6milioni 542mila euro, dice il Comune, per quanto riguarda il patrimonio pubblico e senza considerare quelli arrecati agli immobili privati, che potrebbero superare i 7milioni di euro.
«Eppure possiamo parlare di ‘disagi contenuti’», spiega l’assessore Berardino Fiorilli, «perché la Protezione civile ha funzionato e per questo devo ringraziare, uno ad uno, tutti coloro che non si sono risparmiati un secondo pur di aiutare la popolazione».
E l’emergenza non è finita: «l’alluvione ha determinato criticità che si risolveranno solo nei prossimi mesi», ammette Fiorilli, «come la frana di Colle Renazzo dove abbiamo dovuto chiudere la strada al traffico dopo che se n’è scesa mezza collina e occorreranno interventi di ripristino importanti, o anche via Colle Breccia dove abbiamo 5 famiglie ancora sgomberate, e via Colle San Donato, via Colle Santo Spirito, via Catani, via Fonte Borea. Frane che sono già state oggetto di una stima di massima per inoltrare la nostra richiesta di risarcimento danni».
Per i privati, invece, è stata accordata una proroga sino al prossimo 2 gennaio 2014 per la presentazione delle richieste di risarcimento dei danni utilizzando gli stessi moduli già disponibili sul sito internet istituzionale del Comune. Per danni superiori ai 15mila euro dovranno corredare le richieste oltre che con le foto anche con una perizia asseverata; per danni inferiori ai 15mila euro saranno sufficienti foto e preventivi.

ANCORA 15 FRANE
«Molte frane – ha detto il geologo Lorenzo Ballone - si sono purtroppo verificate anche 3 o 4 giorni dopo la conclusione dell’alluvione. Oggi abbiamo 15 movimenti franosi in atto che sono stati verificati e monitorati da quattro squadre composte da 8 geologi in tutto. Per ora parliamo di una situazione non ancora stabilizzata».
«A tal proposito – ha ripreso l’assessore Fiorilli – rispondo alle polemiche sulle condizioni di via Colle Breccia dove abbiamo dovuto sgomberare 5 famiglie. Nei giorni scorsi ho incontrato le stesse famiglie e ho loro ricordato che quando un terreno è di proprietà privata, la legge dice che è il privato a dover intervenire per la sua messa in sicurezza in caso di dissesto. Quando però i danni sono stati determinati anche da concause, ovvero se ci fossero delle responsabilità di terzi, Comune compreso, il Comune non si tirerà indietro. Ma l’accertamento delle cause è cosa diversa ed è un problema successivo alla fase dell’emergenza . Ora, superata la prima fase, accerteremo le responsabilità: se i cittadini hanno denunciato già due anni fa l’esistenza di problematiche che potenzialmente potevano determinare disagi in via Colle Breccia, tanto meglio per loro e per la risoluzione del problema, tant’è vero che anche noi abbiamo già inserito quella frana tra i danni del patrimonio pubblico proprio perché abbiamo ipotizzato una possibile concausa. Ma oggi né io, né il sindaco, possiamo pronunciarci nel merito. Se ci sono corresponsabilità pubbliche i cittadini possono stare calmi perché il Comune non si tirerà indietro. Alla stessa maniera ricordiamo che è vero che la zona dello stadio ha subito gli allagamenti, ma solo perché la rete progettata con il Piano antiallagamenti non è ancora stata completata».