OCCUPAZIONE

Villa Pini, procedura di mobilità per 298 dipendenti

L’Udc lancia l’allarme: «tutti uniti per i lavoratori»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3688

VILLA PINI esterno

Villa pini




CHIETI. «I nostri timori sul futuro occupazionale di Villa Pini erano fondati: ora tutti impegnati per i lavoratori».

Così il segretario cittadino Udc, Andrea Buracchio, e il capogruppo in Consiglio comunale, Mario De Lio, commentano le notizie in arrivo dalla curatela fallimentare circa la procedura di mobilità per quasi 300 dipendenti.
Infatti, con un documento datato 6 dicembre 2013, il curatore del “Fallimento Villa Pini S.r.l”, Giuseppina Ivone, ha attivato la procedura di mobilità per i dipendenti del Fallimento Villa Pini d’Abruzzo.
Ciò significa che la Curatela procederà alla «risoluzione dei rapporti del personale dipendente occupato nella sede di Via dei Frentani 228 a Chieti».
«Le nostre preoccupazioni – proseguono Buracchio e De Lio – erano tutt’altro che peregrine e come Udc siamo ancora una volta convinti sempre più di stare vicini e soprattutto di dare voce a chi oggi rischia addirittura il posto di lavoro, mentre ieri subiva, nel silenzio generale, le conseguenze delle modalità di applicazione del verbale d’accordo del 7 settembre 2013».
In effetti Mario De Lio ed Andrea Buracchio nel recente passato si sono già mossi in favore “di chi non ha voce”, con riferimento proprio a questi dipendenti che sono rimasti fuori dalle assunzioni della nuova proprietà e che ora rischiano tutto dopo la comunicazione del curatore fallimentare che – dopo la vendita del complesso – non può più assicurare né la cassa integrazione né la permanenza alle dipendenze della curatela. Di qui l’allarme lanciato ai sindacati ed alle forze politiche che sembrano aver dimenticato le sorti di questi 300 dipendenti e delle loro famiglie. In realtà nei giorni scorsi, ed anche oggi, i sindacati hanno incontrato Santa Camilla spa per cercare di superare alcune incongruenze (nei nomi dei chiamati e negli stipendi) che ci sarebbero state nell’applicazione dell’accordo per la riassunzione degli operatori sanitari e dei medici. Oggi il timore dell’Udc è che dietro questa apparente lentezza della nuova proprietà ci possa essere un progetto complessivo di disimpegno da Chieti che gli amministratori locali dovrebbero contrastare
«Ad una situazione lavorativa che era già difficile e mortificante per i dipendenti», continua Buracchio, «si aggiunge oggi una nuova avversità, rappresentata dalla richiesta di mobilità giustificata dalla Curatela Fallimentare con la motivazione della necessità improcrastinabile conseguente alla vendita del complesso aziendale».
«Tutto avviene in un momento nerissimo per le famiglie e i lavoratori», denuncia l’Udc, «in cui si registrano pesanti tensioni occupazionali: un vero dramma sociale che per i lavoratori di Villa Pini dura da anni.
La grave situazione del mondo del lavoro nella provincia di Chieti ha raggiunto, già da tempo, un pericoloso livello di guardia ed è acuita ancor di più in considerazione dell’incertezza sull’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga, ad oggi ancora senza risposte».
L’Unione di Centro si augura che il tavolo delle trattative aziendali «sia più che mai proficuo al fine di trovare soluzioni che possano ragionevolmente superare il dramma e le incertezze dei lavoratori. Come Gruppo UDC ci attiveremo da subito ed in tutte le sedi competenti, ma riteniamo sia dovere di tutte le forze politiche ed istituzionali unirsi a noi per far sentire la propria voce affinché non si concretizzi questo ennesimo dramma che coinvolge l’intera città di Cheti».

Sebastiano Calella