DIPENDENTI IN AGITAZIONE

UdA, appello di sindacati e Rsu al rettore

«Pensa tu a risolvere la vertenza del personale»

Redazione PdN

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Carmine di Ilio

Carmine di Ilio




CHIETI. «Rettore pensaci tu»: è questo l’appello dei sindacati e della Rsu della d’Annunzio che hanno scritto una lettera a Carmine Di Ilio.
«Serve un tuo intervento per uscire da questo scontro che oppone il personale ai vertici amministrativi e che ha generato tanto malessere. Tocca a te superare l’insanabile contrapposizione che caratterizza il confronto tra i sindacati del personale ed il direttore generale. Ti chiediamo perciò un incontro per concordare le modalità di chiusura di questa fase difficile ed assolutamente negativa» della d’Annunzio.
Arriva a sorpresa questa lettera firmata all’unanimità da cinque sindacati e quattro Rsu che in tono formale (la Magnificenza vostra) scrivono sulla necessità di rimettere la palla al centro: si tratta di affrontare insieme e senza scontri preconcetti le problematiche sindacali sullo stipendio accessorio.
Non a caso la lettera è stata inviata anche al professor Luigi Capasso, delegato alle relazioni sindacali dell’Ateneo, al dg Filippo Del Vecchio, ai Senatori accademici, ai Consiglieri del Cda ed a tutto il personale tecnico ed amministrativo.
Sarebbe però sbagliata un’interpretazione al ribasso di questa posizione conciliativa: i sottoscrittori rilanciano le critiche alle posizioni unilaterali del dg ed all’appiattimento del CdA su queste scelte «sulla base di un’istruttoria confusa, parziale e non conforme alla verità storica dei fatti (ad esempio la presunta “informalità” dell’accordo decentrato del 2005)».

 Sull’argomento salario accessorio ci sono inoltre, scrivono i nove firmatari  al rettore, le posizioni dei sindacati nazionali che hanno spiegato per filo e per segno lo stato dell’arte che non è affatto favorevole alle tesi del dg.
Riuscirà Di Ilio a recuperare un briciolo di autonomia nella gestione di questa vicenda? I dipendenti in effetti sono un pò perplessi per il ruolo del rettore che sembra scomparso dietro il protagonismo del dg e si aspettano una sua risposta. Di fatto però fino ad oggi il rettore ha dovuto navigare a vista in mezzo a mille difficoltà ed a mille trappole burocratiche, senza un aiuto del CdA che sulla carta doveva essere il suo braccio operativo e che si è rivelato un’autentica delusione per la mancanza assoluta di iniziativa autonoma.
Strani questi organi collegiali nuovi, ma incomprensibile anche l’atteggiamento di tutti i docenti della d’Annunzio che non hanno espresso alcuna posizione degna di essere ricordata sulla vicenda del personale che pure lavora a loro stretto contatto. Se si eccettua la lettera del professor Stefano Trinchese, condivisa a quanto se ne sa solo dalla prof Augusta Consorti, i docenti tacciono.
Meglio appiattirsi, come ha fatto il CdA.
Sebastiano Calella