CONSEGUENZE

Pescara post alluvione, evacuazione per 5 abitazioni minacciate da una frana

Vanno avanti lavori per la bonifica delle golene dopo l’esondazione del fiume

Redazione PdN

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Pescara post alluvione, evacuazione per 5 abitazioni minacciate da una frana





PESCARA. E’ stato riaperto alle auto il sottopasso di Fontanelle dove lunedì scorso è morta Anna Maria Mancini
Nel pomeriggio di ieri, dopo un consulto con i tecnici, è stato deciso di autorizzare il transito dei mezzi, vietato con l’installazione di 14 transenne, peraltro rimosse ben 15 volte in appena ventiquattro ore da automobilisti che avevano fretta di tornare a utilizzare l’asse.
«In realtà, approfondita la questione», ha spiegato l’assessore Berardino Fiorilli, «è risultato chiaro che la Magistratura, che ha aperto l’inchiesta dopo la morte della signora Mancini, ha posto sotto sequestro gli impianti di sollevamento e non il sottopasso, che quindi può tornare a essere fruibile dalla città».
Si aggrava invece il fronte delle frane: dopo i sopralluoghi effettuati nel pomeriggio di giovedì e nella mattinata di ieri dai geologi comunali, è emerso che sono in realtà 5 e non 3 le abitazioni che devono essere sgomberate in quanto immediatamente minacciate da frane.
Una casa si trova in via San Donato, a ridosso del campo di calcio; due in via Colle Breccia; la quarta è situata sotto via Catani, dove c’è una frattura importante; infine la quinta si trova in via Fonte Borea.
Nel pomeriggio di ieri gli addetti del Coc hanno verificato quante e quali sono effettivamente le famiglie che dovranno essere evacuate.
Intanto lunedì il Comune stipulerà una convenzione con l’Ordine dei Geologi per reclutare almeno 10 professionisti che, divisi in cinque squadre da tre unità, già da martedì mattina avvieranno le verifiche sul territorio, ossia entro 15-20 giorni dovranno eseguire le indagini geologiche accertando l’entità e la lunghezza dei fronti di frana, per poi pianificare gli interventi più opportuni da realizzare.
Si è deciso anche di continuare a mantenere ancora chiuse al pubblico la Riserva naturale dannunziana e la Riserva statale di Santa Filomena, dove ancora non si è assorbita l’acqua caduta.

LA BONIFICA DELLE GOLENE
E sono partiti i lavori di bonifica delle golene di Pescara. L’impresa incaricata dal Comune ha cominciato a operare con due ruspe e 4 operatori lungo la golena nord, all’altezza dell’ex Circolo Canottieri, dunque all’uscita della pista ciclabile realizzata dalla Provincia, per poi procedere gradualmente verso sud, un lavoro lungo, anche perché in parte il fango depositato sull’asfalto ha cominciato a solidificarsi e, al tempo stesso, le ruspe devono prestare attenzione per limitare gli eventuali danni al manto d’asfalto.
Già pronti anche i dieci cassoni a tenuta stagna che andranno a contenere il limo in attesa delle caratterizzazioni da parte dell’Arta.
I fanghi, depositati all’interno dei cassoni, verranno trasportati all’interno dell’area dell’ex Cofa, come disposto attraverso un’ordinanza comunale che il sindaco ha sottoscritto ieri mattina requisendo circa 400 metri quadrati della superficie per circa un mese. E poco prima delle 16.30 di ieri il primo cassone, scortato dalla Polizia municipale, con il maggiore Danilo Palestini, ha varcato l’ingresso dell’ex Cofa, trasportato dalla Attiva.
L’intera golena nord è ricoperta da circa 30 centimetri di fango e sabbia, ovvero il limo lasciato dal fiume. «Addirittura», racconta Fiorilli, «abbiamo ritrovato una piccola barca semi-distrutta che evidentemente, strappati gli ormeggi, è stata trascinata sulla golena nord dalla furia del fiume, con sei giubbotti di salvataggio appesi, sbattuta tra i platani che sulla golena nord delineano il confine tra l’area di sosta e la carreggiata carrabile. E per la prima volta abbiamo potuto vedere anche il campetto di calcio posto sotto l’ex Circolo, anch’esso ricoperto dal fango». Secondo le previsioni dell’impresa, la stessa lavorerà ininterrottamente per concludere la bonifica della golena nord entro le 12 di oggi, per poi spostarsi sulla golena sud.
Nel frattempo, tolte le ruspe, sul lungofiume nord interverranno gli operatori della Attiva che cominceranno a lavare e igienizzare la superficie, anch’essa un’operazione che potrebbe concludersi entro il primo pomeriggio di domenica.