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Pescara, il porto delle sabbie e delle parcelle

Ecco lo studio del professor Rainone

Redazione PdN

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Pescara, il porto delle sabbie e delle parcelle

Rainone




PESCARA. L’insabbiamento del porto canale di Pescara, fenomeno del tutto naturale, è stato trasformato in emergenza. E forse anche l’emergenza straripamento di questi giorni, con il trasporto di fango e detriti in quantità potrà essere l’occasione per altri lavori, altri mln e altri Piani portuali che producono parcelle a gogò e repliche piccate dei tecnici i cui progetti hanno avuto il risultato che è sotto gli occhi di tutti.
Che l’insabbiamento non sia un’emergenza, ma la vita naturale del fiume da governare e regolare con una normale manutenzione, lo ha dimostrato anche il professor Mario Luigi Rainone, associato di Geologia applicata alla d’Annunzio, in un convegno che si è tenuto il 29 ottobre scorso alla Provincia di Pescara e di cui PrimaDaNoi.it pubblica le slides intitolate, non a caso, “Il porto delle sabbie, tra sogni e bisogni”.

In realtà il prof Rainone è stato anche ctp, consulente tecnico di parte per gli operatori economici del porto, in un processo al Tribunale delle acque di Roma che aveva chiesto al ctu nominato direttamente di rispondere a poche domande essenziali sullo stato di salute del porto canale: le variazioni del pescaggio nel tempo, le conseguenze sulla navigabilità e l’acquisizione dei dati sull’accessibilità del porto dal 2008 ad oggi. In effetti i progetti sul fiume di cui parla la cronaca fanno spesso riferimento a prove con modelli matematici o in scala, mentre questo studio presentato alla Provincia sulla dinamica fluviale e costiera del porto canale riporta dati veri ricavati da una serie di rilievi e dalle prove batimetriche disponibili dal 2008 ad opera dell’Arta.
Si tratta di controlli effettuati con questa scansione: uno nel 2008, tre nel 2010, due nel 2011 ed uno nel 2012, precisamente l’8 agosto di quell’anno, dove si arriva all’insabbiamento quasi totale.
Tutti ricordano il pescatore che quasi camminava sulle acque, tanto era basso e quasi inesistente il pescaggio. I dati di questi rilevamenti sono stati digitalizzati e trasformati in 3 dimensioni ed è facilmente rilevabile che il trend di crescita del fango depositato, sia come forma che come volume, è costante, regolare e prevedibile. Come dire: non era necessario aspettare l’insabbiamento totale per decidere che serviva un’opera di dragaggio, con appalti, polemiche, spese ecc. ecc. Come avveniva peraltro negli anni 50-60 ed oltre quando una draga stazionava alla foce del fiume ed annualmente provvedeva alla manutenzione della foce.

Il fiume Pescara è l’unico porto canale naturale dell’Adriatico e la sua portata è quasi all’80% determinata dalle sorgenti a monte, mentre solo il 20% deriva dalle acque stagionali. E da sempre ha avuto problemi per i detriti trasportati dall’acqua e per la sabbia del mare, un fenomeno quest’ultimo forse aumentato per gli interventi recenti dovuti alla sistemazione del porto e per la costruzione della diga foranea.
In realtà la diminuzione del pescaggio inizia quando nel secolo scorso è stata allargata la darsena, il che ha fatto diminuire la velocità dell’acqua alla foce con la conseguenza pratica di un aumento dell’insabbiamento.
La slide 25 dimostra che dal 2008 al 2012 dei 7 metri di pescaggio, se ne sono persi 4,4 metri. Le altre slides (la 27 e la 28) chiariscono anche che l’insabbiamento cresce regolarmente, mentre il volume del materiale depositato cresce ancora di più.
Il che significa (slide 29) che per ritornare ai 7 metri di pescaggio originale bisognava asportare 250-260 mila metri cubi di materiale.
Come peraltro è stato fatto al termine di anni di polemiche ed al costo del blocco delle attività portuali e di pesca che hanno creato un danno economico incalcolabile. Detto in altre parole, in questi anni dal 2008 ad oggi una normale manutenzione annuale del porto da 40-50 mila metri cubi avrebbe evitato tutto quello che Pescara ha dovuto subìre. Quando si dice che la normalità fatta passare per eccezionalità serve solo a pagare parcelle….

Sebastiano Calella

STUDIO PROF RAINONE Pescara Porto 2013