IL FATTO

Abruzzo. Per partorire a Chieti si paga il ticket

La Asl dopo 5 anni chiede 36,15 euro per il Pronto soccorso

Redazione PdN

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Abruzzo. Per partorire a Chieti si paga il ticket




CHIETI. Adesso si paga il ticket anche per partorire. Almeno secondo la richiesta che nei giorni scorsi la Asl di Chieti ha inviato ad una donna che nel 2008 è corsa al Pronto soccorso del SS. Annunziata perché le “si erano rotte le acque”.
Che i figli siano una spesa continua è risaputo ma che addirittura si paghi anche per nascere è una novità assoluta. Chiaramente si tratta di un disguido: le prestazioni di Pronto soccorso seguite da ricovero sono esenti dal ticket e il parto è facilmente dimostrabile, così come il ricovero in neonatologia (stando al racconto della donna vittima e protagonista di questa vicenda burocratica). Resta lo sconcerto per la comunicazione Asl, simile alle tante cartelle pazze delle tasse che a volte vengono inviate a contribuenti che in realtà sono bambini di pochi anni.
 Certo è che i meccanismi di controllo questa volta non hanno funzionato, perché necessariamente sul certificato del Pronto soccorso la diagnosi sarà stata precisa visto che la rottura delle acque non è facilmente scambiabile con altre malattie da codice bianco.
A meno che l’ufficio preposto, sommerso dalla marea di ticket da recuperare (qui siamo al 2008, un ritardo di 5 anni) non vada avanti con i prestampati che spedisce a tutti.
In contemporanea giunge la notizia che il presidente Chiodi ha firmato una convenzione con Israele per la formazione del personale abruzzese nelle strutture dell’emergenza urgenza di quel Paese. Non guasterebbe se invece di pensare al futuro, Chiodi pensasse pure al presente, cioè a come funzionano le strutture amministrative delle Asl che sono quelle che producono la “sanità percepita”.

s. c.