LA GUERRA DELLE CARTE

Uda, disdetta la Convenzione con il Cus

Ma la notifica è incompleta e si apre una nuova guerra

Redazione PdN

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Filippo Del Vecchio

Filippo Del Vecchio



CHIETI. La rescissione del contratto UdA-Cus è avvenuta ed è stata adottata nel Cda della d’Annunzio il 29 ottobre scorso quando è stato deciso di annullare la Convenzione 25ennale in atto.
Ma la notifica ufficiale della disdetta non è ancora avvenuta, a meno che non siano spacciate per notifica le lettere di comunicazione arrivate senza documenti ed allegati giustificativi, alcuni dei quali sono stati spediti successivamente e con tante scuse solo dopo un’espressa richiesta. La Convenzione annullata è quella che nel 2011 transattivamente aveva anticipato la scadenza naturale del contratto decennale allora in essere (sarebbe scaduto a fine 2014), riconoscendo alcuni crediti che il Cus vantava nei confronti dell’università per attività extra-istituzionali.
La soluzione all’epoca adottata, anche su proposta della commissione interna al CdA presieduta dal professor Luigi Capasso, fu di dimezzare i crediti vantati dal Cus (circa 40 milioni) e di spalmare il resto in 25 anni con quote annuali da circa 1,35 milioni, di cui una parte destinata alla ex Bls con una cessione di credito. Oggi, come detto, c’è stata questa improvvisa cancellazione del contratto con delibera immediatamente esecutiva, che però non è stata ancora notificata al Cus in modo ufficiale e completo. Infatti sono partite solo due lettere (14 novembre e 25 successivo) prive di allegati e di documenti citati in delibera, che invece sono stati richiesti perché indispensabili per attivare un contraddittorio e per capire le motivazioni della decisione. 

Scrive il Cus “con diffida” al direttore generale Filippo Del Vecchio e per conoscenza al rettore Carmine Di Ilio ed a Tullia Rinaldi, direttore dell’aerea finanziaria: «per la disdetta del contratto fateci avere la nota del dg del 27 luglio scorso, il documento sulla nostra rendicontazione firmato dai prof. Briolini, Civitarese e Palumbo, la lettera di rinuncia dell’Avvocatura dello Stato – unica titolata ad esprimersi - ad emettere un parere legale, la lettera di incarico al prof. Aldo Travi (ordinario di Diritto amministrativo alla Cattolica di Milano) per ottenere le sue “considerazioni” sulla possibilità di rescindere il contratto con la convenzione (la sua nota non sarebbe infatti un parere pro-veritate), la lettera di incarico al prof. Civitarese che ha contattato questo esperto ed infine la relata di notifica alla banca che ha accettato la fidejussione».
Il tono ed il contenuto di queste richieste fanno presagire uno scontro in cui il Cus non sembra voler fare la vittima sacrificale, ma soprattutto indicano un metodo di lavoro un pò troppo decisionistico che il nuovo dg della d’Annunzio sembra aver imposto anche in altre vertenze: prima si decide una linea (alcuni appalti, no Cus, no salario accessorio) e si va allo scontro, poi eventualmente si tratta. Con il rischio di brutte figure, come è avvenuto per le bocciature al Tar per alcuni appalti o come potrebbe accadere al Ministero per il contenzioso con il personale. Contromosse del Cus? Prima leggere almeno il parere del professor Travi che dovrebbe essere l’arma segreta della guerra dell’UdA alla Convenzione per l’attività sportiva degli studenti.


Sebastiano Calella