IL PROCESSO

Inchiesta tangenti Spoltore: 12 a giudizio tra cui Roselli, Ranghelli e Vernamonte

Prosciolte 5 persone

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

4569

Inchiesta tangenti Spoltore: 12 a giudizio tra cui Roselli, Ranghelli e Vernamonte




PESCARA. Alla fine è arrivato il rinvio a giudizio sull’inchiesta di Spoltore, nota come “Cabina di Regia” che nel 2010 portò agli arresti il sindaco Franco Ranghelli e Marino Roselli.
Il gup di Pescara ieri ha rinviato a giudizio 12 persone e ne ha prosciolte 5. Tra i reati contestati l’associazione a delinquere, corruzione, concussione, falso. Regge sostanzialmente l’impianto dell’accusa anche se alcuni capi di imputazione sono caduti.
I rinviati a giudizio che dovranno sostenere il processo che partirà nel 2014 sono l’ex sindaco Franco Ranghelli, l’ex presidente del consiglio regionale, Marino Roselli, l’ex componente del Cda di Ambiente spa, Luciano Vernamonte, l’ex assessore comunale all’urbanistica Ernesto Partenza, l’ex consigliere comunale Pino Luigioni, Giuseppe Del Pretaro, Alessandro D’Onofrio, Tullio Santroni, Emilio Di Paoloemilio, Luigi Zampacorta, Marcello Sborgia, Bruno Crocetta.
Gli indagati che non saranno giudicati nel processo (salvo appelli dall’esito positivo) sono Claudio Santurbano, Angelo Mario D’Eramo, Enzo Ginsante, Alessio Carletti, Marco Della Torre.
Tra i primi a commentare la decisione l'ex assessore Claudio Santurbano che parla di  «infamanti accuse di corruzione» che si ripromette di ritornare a parlare tra qualche giorno dopo aver metabolizzato la buona notizia.

INDAGINI DURATE 2 ANNI
Nel mirino della Forestale che ha condotto le indagini per oltre due anni c’è stata la redazione del nuovo piano regolatore; l'accordo di programma per l'ampliamento del cimitero; un progetto per la realizzazione di appartamenti nella zona del fiume Pescara.
Secondo l'accusa Ranghelli, Roselli, Vernamonte, Partenza, D'Onofrio e Luigioni avevano creato «un vero e proprio organo decisionale, denominato cabina di regia, estraneo agli organi istituzionali preposti all'amministrazione del Comune di Spoltore, che venivano così esautorati, allo scopo di condizionare le scelte amministrative e politiche di tale ente e di consentire affari e personalismi».

L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
Riguardo al capo di imputazione più pesante, quello che riguarda la presunta associazione a delinquere, il gup ha ritenuto sussistenti le prove raccolte dalla procura (pm Gennaro Varone) e rinviato a giudizio Ranghelli, Roselli, Vernamonte, Partenza e Luigioni mentre è stato tirato fuori l’imprenditore Alessandro D’Onofrio.

LA GARA PUBBLICA
L’ex sindaco dovrà rispondere di concussione perché, abusando della sua qualità e della sua funzione di sindaco del Comune di Spoltore, avrebbe invitato i vincitori della gara pubblica per il conferimento dell'incarico di redattori del Prg (Vincenzo Cerritelli, Pasquale Felicetti, Tiziano Cetrano e Fabio Marulli) a rinunciare e si sarebbe fatto promettere dagli stessi un atto di rinuncia. In questo modo, secondo l’accusa, Ranghelli avrebbe avuto mani libere per modellare meglio il Prg sugli interessi personali propri, di Marino Roselli e di Luciano Vernamente (a loro volta esponenti di imprenditori locali interessati alle speculazioni edilizie).

LA MAGGIOLI TRIBUTI
L’ex sindaco è stato prosciolto invece sulla vicenda che ha riguardato la Maggioli Tributi spa che aveva ricevuto l’affidamento del Comune del servizio di gestione delle procedure relative alla verbalizzazione e alla notifica delle violazioni al Codice della Strada e alla riscossione delle stesse, «in violazione delle norme sul buon andamento, trasparenza ed imparzialità della P.A., consistenti in particolare».
Secondo il gup non ci sono sufficienti elementi per contestare a Ranghelli azioni volte ad attribuire alla ditta un ingiusto vantaggio in cambio della assunzione di suo figlio, Alexander. Per questo è stato prosciolto anche l’imprenditore Enzo Giansante.

IL PIANO REGOLATORE
Caduto anche il capo di imputazione secondo il quale Carlo D’Eramo su «istigazione accolta di Marino Roselli (che agiva, a sua volta, per previo accordo con i soci in affari Carletti Alesio e Zampacorta Luigi, avvalendosi dell’influenza derivategli dalla carica di presidente del Consiglio Regionale di Abruzzo), nella qualità di Responsabile dell’Ufficio Autorità di bacino della Regione Abruzzo e, dunque, di pubblico ufficiale, certificava falsamente correzione di un errore sulla profondità della fascia di pericolosità idraulica, entro cui insisteva vincolo di inedificabilità assoluta presso il fiume Pescara nel comune di Spoltore».

SANATORIA PER SOTTOTETTI
Ranghelli, Roselli, Zampacorta e Marcello Sborgia sono accusati anche di aver tentato di sanare i sottotetti progettati da Roselli. Secondo l’accusa Ranghelli, nella qualità di sindaco del Comune di Spoltore, avrebbe promesso di sanare a ‘recupero abitativo’ i sottotetti abusivi con il piano regolatore (da adottarsi da tecnici di fiducia dell’amministrazione comunale) in cambio di somme di denaro. Si tratta di sottotetti realizzati dai costruttore Zampacorta Luigi (gestore della Villa Costruzioni Srl e della Ediliiza, che avevano realizzato i complessi “Le Perle” e “Le Coccinelle”) e Sborgia Marcello (gestore dell’impresa Diessecì, che aveva realizzato i complessi “Le Monache 2” e “Le Monache 3”) che erano già stati «fraudolentemente venduti con abusiva destinazione residenziale», in pratica venduti come appartamenti veri e propri ma non computati nella cubatura complessiva dell’edificio.

LE ASSUNZIONI
E sempre a Ranghelli sono mosse le accuse di «richiesta ossessiva a Mazzetti Daniele, gestore della casa di riposo di Caparra di Spoltore, di proprietà comunale, di assumere persone da lui segnalate; così inducendo nel Mazzetti, per lo stato di timore e prostrazione psicologica (in conseguenza delle possibili ripercussioni negative che sulla gestione economica della Agorà avrebbe potuto avere un rifiuto, in considerazione dell’interesse personale che il sindaco aveva mostrato in quelle assunzioni)», ad assumere almeno sei lavoratori.
L’inchiesta “cabina di regia” ha poi dato vita ad un altro separato filone che a sua volta ha dato vita ad un separato processo che riguarda le presunte irregolarità commesse nell’ambito della costruzione del centro commerciale City Moda.

Alessandro Biancardi