IL FATTO

Abruzzo.UdA: la Cisl dice no al taglio dello stipendio accessorio

Stroncatura senza appello: «troppa confusione nelle proposte del dg»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3088

CAMPUS UDA




CHIETI. «Irricevibile».
La Cisl nazionale università stronca così «l’ipotesi di revisione dell’accordo integrativo sull’indennità mensile accessoria» proposta dall’UdA. Lo scrive Francesco De Simone Sorrentino, segretario nazionale del settore in una lettera appena inviata al rettore Carmine Di Ilio, al dg Filippo Del Vecchio ed a Gian Luca Di Sante, segretario provinciale Cisl università. Ma non finisce qui.
La Cisl aggiunge addirittura che va valutata come «opportuna la sottoscrizione di un nuovo accordo che confermi la continuità» di quello esistente per «evitare che la tensione del personale tutto possa sfociare in atti che sfuggono al controllo della scrivente Federazione».
«Fermo restando che in assenza di riscontri positivi – conclude la lettera - la Cisl agirà per la massima tutela dei lavoratori con tutti i mezzi previsti dalla legge contro eventuali atti unilaterali dell’Ateneo in difformità dal quadro normativo vigente e di cui i diretti responsabili saranno chiamati a rispondere nelle sedi competenti».

LA CISL SI ALLEA APERTAMENTE CON I DIPENDENTI UDA
Nemmeno i dipendenti UdA, in fibrillazione per i cambiamenti preannunciati sul loro salario accessorio (Ima), avrebbero sperato in una bocciatura più chiara e più tombale, che tra l’altro si aggiunge ai pareri della Cgil e della Uil, più stringati, ma altrettanto critici nei confronti dei vertici UdA. Di fronte a questo documento di sei pagine fitte fitte di leggi, commi, circolari e casistica varia (si legge che quasi tutte le amministrazioni hanno avuto torto nei contenziosi attivati dopo l’applicazione del decreto Brunetta) forse i sindacalisti “ambasciatori” delle istanze del personale non avrebbero trovato un delegato del rettore così inamovibile come è stato, visto che questa era la consegna. Ma tant’è: la linea dell’UdA finora non ha mostrato segni di apertura al dialogo, come se fosse tornata indietro nel tempo dall’età napoleonica a quella dell’assolutismo monarchico.

I MOTIVI DEL NO ALLE IPOTESI UDA DI CAMBIAMENTO DELL’IMA
La Cisl demolisce il castello messo in piedi per giustificare le proposte sulla via di Brunetta. Intanto perché l’accordo del 2005 che istituiva l’Ima non è “informale”, come lo definisce il CdA nel suo verbale del 29 ottobre scorso, ma è un contratto con tutti i crismi della legalità, approvato ben due volte. «Non meritevole nemmeno di un commento – continua la Cisl – è poi la lettera dell’Aran usata come supporto per introdurre il decreto 150 sulla premialità: si tratta invece di un parere “unilaterale” che lascia il tempo che trova». Infatti le «interpretazioni autentiche del contratto possono essere effettuate solo dalle parti che lo hanno sottoscritto» ed i sindacati non c’erano. Ma per fare chiarezza, il segretario Cisl università ricorda che è ben chiaro a tutti che il decreto Brunetta innova con il Piano delle performance e con un nuovo tipo di contrattazione, graduandolo negli anni. Però il Contratto dell’Università già conteneva queste novità. Inoltre la “performance organizzativa” introdotta da questo decreto è diversa dall’Ima, disciplinata fin dal 2005 e che in parte utilizza risorse nazionali ed in parte fondi locali. C’è infine un altro aspetto che sembra essere decisivo: il salario accessorio (Ima) è dentro il Contratto collettivo nazionale «e non può essere dismesso dalla contrattazione integrativa locale a cui è affidata solo l’individuazione dei criteri di riparto» dei fondi.
«Questi due istituti contrattuali sono diversi e rispondono a logiche negoziali differenti - conclude la Cisl - eventualmente se ne potrà riparlare nel prossimo contratto». Per il momento dunque stop a fughe in avanti, quando alle spalle l’esercito non segue più i capi e non ne comprende il linguaggio. Lo scorso anno, nell’elezione del rettore, circa il 70% del personale dipendente votò Carmine Di Ilio, accreditato come uomo del dialogo e della mediazione. Caratteristiche che il suo cerchio magico di collaboratori non sembra possedere.

Sebastiano Calella