PESCARA

Riqualificazione Corso Vittorio, Fiorilli: «sospensiva Tar troppo tardi, lavori già finiti»

Il Comune sta preparando comunque opposizione

Redazione PdN

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Riqualificazione Corso Vittorio, Fiorilli: «sospensiva Tar troppo tardi, lavori già finiti»

La rotatoria




PESCARA. «I lavori vanno avanti, nessuno stop, le opere propedeutiche si sono già chiuse».
L’assessore alla Riqualificazione urbana Berardino Fiorilli smorza i toni e spiega che l’amministrazione Mascia non ha alcun ripensamento sulla riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele, nemmeno dopo questa prima battuta d’arresto.
Nessuna intenzione di tornare sui propri passi o aprire un dialogo, come si era augurato ieri Ezio Ardizzi, ma avanti tutta.
«L’ordinanza di sospensiva del Tar», chiarisce Fiorilli, «non ha bloccato i lavori di riqualificazione, opere regolarmente appaltate e che partiranno senza alcun problema. L’ordinanza ha piuttosto disposto la sospensiva dei lavori di realizzazione della rotatoria prevista all’incrocio tra via Teramo-via Ferrari-via De Gasperi-aree di risulta e di adeguamento della strada che, correndo parallelamente a corso Vittorio Emanuele, ne avrebbe assorbito parte del traffico. Ovviamente prendiamo atto della decisione del Tar, che peraltro è giunta dopo la conclusione stessa di tali opere, visto che la rotatoria è già stata completata, così come la relativa segnaletica stradale. Ma è altrettanto ovvio che i nostri uffici stanno già preparando il ricorso al Consiglio di Stato contro quell’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale».

COSA DICE IL TAR
Il Tar afferma «le opere previste rientrano all’interno della zona di Prg qualificata come Polo centrale PP1 ai sensi dell’articolo 37 delle Norme tecniche di attuazione, il quale impone per detta area solo interventi urbanistici di carattere unitario da approvarsi nelle forme del Piano particolareggiato; rilevato pertanto che appare palese la violazione della richiamata disciplina di Prg, che la dedotta provvisorietà dell’intervento, oltre a non essere ricompresa tra le possibili deroghe alla citata disciplina di Prg, appare in contrasto con la realizzazione di opere strutturali di modifica della destinazione d’uso, che appaiono di importo tutt’altro che trascurabile, nonché di rilevante impatto urbanistico, il Tar accoglie l’istanza cautelare di sospensione e fissa l’ulteriore trattazione all’udienza del 20 marzo 2014».
«Il tribunale», fa notare il consigliere comunale di Rc, Maurizio Acerbo, «pur esprimendosi per ora soltanto sulla sospensiva ha esplicitamente anticipato il giudizio di merito confermando interamente la tesi che ho mille volte: per realizzare un nuovo asse viario sull'area di risulta era necessaria una variante al PRG che doveva quindi essere approvata in Consiglio Comunale».

LE ALTERNATIVE
Nel frattempo l’Ufficio mobilità ha già avviato l’esame delle possibili alternative a quella stessa strada, e a questo punto Fiorilli non esclude di realizzare subito la strada già prevista nel Piano regolatore generale e nel Piano urbano del traffico redatto dal Partito Democratico, una strada che corre sempre sulle aree di risulta, ma più distante da corso Vittorio Emanuele, ossia a ridosso della stazione ferroviaria, sul versante monte.
«Ovviamente esprimo rammarico per la posizione assunta dalla Confcommercio», commenta Fiorilli, «che oggi, soddisfatta per l’esito del primo round di una battaglia tutt’altro che conclusa, cerca il ramoscello d’ulivo verso un’amministrazione con cui ha avuto ben 10 incontri e riunioni per esaminare il progetto. A questo punto non credo che nuovi incontri possano servire a dirimere una querelle già partita e che si chiuderà solo nelle aule del Tribunale amministrativo».

PD: «ARROGANZA E SUPPONENZA»
I consiglieri comunali del Pd Enzo Del Vecchio e Moreno Di Pietrantonio parlano però di «arroganza e la supponenza dell’amministrazione masciana che con ostinazione ha voluto portare avanti un progetto a dispetto del parere dei cittadini che abitano e lavorano in quel luogo e contro le regole urbanistiche che volevano una nuova strada sulle aree di risulta senza il preventivo ed obbligatorio passaggio in Consiglio Comunale. Una pervicace mancanza di buon senso anche da parte del Dirigente comunale competente che appena una settimana fa, e nonostante il Tar avesse fissato l’udienza per l’esame della richiesta cautelare, aveva ritenuto di far partire i lavori sull’area di risulta e che oggi devono essere gioco-forza interrotti con le inevitabili conseguenze sul piano della funzionalità di quelle realizzate e del possibile danno patrimoniale arrecato alla collettività per la inutile spendita del denaro pubblico»