SANITA'

Asl Pescara, Cisl Fp contro il bonus di 24 mila euro a D’Amario

«Non sono state considerate le criticità»

Redazione PdN

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Claudio D'Amario

Claudio D'Amario




PESCARA. La Cisl Fp di Pescara, fuori dal coro degli elogi che in questi giorni sono stati espressi da più parti sulla virtuosità del direttore generale della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, nella gestione dell’ Azienda.
Il manager nei giorni scorsi è stato promosso e premiato con un bonus di 23 mila euro, ovvero il 20% di 115 mila euro del suo stipendio (i sindacati parlano però di 34 mila euro) così come stabilito nella delibera di incarico firmata 18 mesi fa. Si stabilì infatti che l’integrazione sarebbe stata disposta in misura del 20% annuo qualora dopo la verifica il direttore avesse raggiunto un punteggio complessivo pari o superiore a 120. Lui ha portato a casa un bel 122,31. La sufficienza si ottiene con 90 e al di sotto di questa valutazione non c’è nemmeno la riconferma.
Ieri si è tenuto un incontro sindacale con all’ordine del giorno la tanto controversa vicenda dei coordinatori della Asl su cui il direttore all’inizio del mese di ottobre aveva preso l’impegno, dopo denunce e comunicato stampa, di risolvere la disputa entro 15 giorni dando mandato ad una commissione interna di esperti di formulare una proposta risolutiva all’annosa vicenda.
Il 30 ottobre i sindacati si sono incontrati per la prima volta con la nuova Delegazione Trattante di parte pubblica che lo stesso D’Amario, proprio allo scopo di rinnovare buone e corrette relazioni sindacali, con propria delibera aveva istituito ex novo. Con la delegazione, dopo le presentazioni di rito, si è decise di aggiornarsi al giorno 20 novembre stabilendo all’ordine del giorno la trattativa proprio dei coordinamenti visto che dall’impegno preso dal direttore generale sarebbero passati oltre 45 giorni.
I sindacati si sono recati all’incontro, ma con sommo stupore hanno appreso dai componenti la delegazione che il documento sui coordinamenti non era stato fornito dalla direzione generale perché ancora inesistente.
«D’Amario, è stato raggiunto telefonicamente», spiega il sindacato, «e con un puerile pretesto, ha affermato non aver avuto il tempo materiale di analizzarlo. Di fronte all’imbarazzo della delegazione i sindacati chiaramente hanno scagionato da tali responsabilità i membri stessi, ma hanno stigmatizzato l’operato della Direzione Generale che con tali strategie dilatorie tende a rinviare e non affrontare mai i problemi. E se lo stesso D’Amario è così lacunoso ed inadempiente su materie di gestione corrente, quasi di secondo piano, quale quello dei coordinamenti, come può essere in grado di operare scelte di politica aziendale di alto profilo che prevedono un rinnovamento radicale della sanità pescarese?»

LE CRITICITA’
Infatti, spiega ancora la Cisl Fp, «a ben analizzare le valutazioni fatte dalle Regione spuntano fuori già tre grosse criticità come le lunghe liste d’attesa per le visite, una esagerata mobilità passiva e troppi ricoveri nelle cliniche private. E allora dove è stato bravo D’Amario? La relazione ci dice che è stato un esempio nel taglio della spesa. Ma per far ciò non si aveva bisogno di un manager, pagato così lautamente con tanto di bonus, ma bastava un semplice ragioniere. Inoltre la valutazione positiva sulla riduzione dei costi complessivi della Asl non ci dice quale impatto abbia avuto sulla garanzia dei servizi sanitari, sulla loro qualità, su quanti di questi servizi sanitari l’utente ha preferito il regime privatistico rispetto a quello pubblico e quale impatto psico-fisico ha avuto sul personale sanitario medico e non medico la riduzione della spesa sul personale. Queste considerazioni il presidente Chiodi non se le è poste al momento di decidere che D’Amario andava incentivato con 34 mila euro, poiché, anche lui, alla stessa stregua e per altri versi, porta avanti una sostanziale politica sanitaria basata esclusivamente sul dato contabile e non sulle certezze e qualità sanitaria».