L'INCHIESTA

Abruzzo. Truffe alle assicurazioni: tra gli arrestati un avvocato di Pescara

L’inchiesta della procura di Pescara coordinata dalla Squadra Mobile

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

26104

Abruzzo. Truffe alle assicurazioni: tra gli arrestati un avvocato di Pescara

Gli arrestati

CHIETI. Gli uomini della Squadra Mobile di Chieti, diretti da Francesco Costantini, stanno eseguendo alcune ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dei componenti di un sodalizio dedito alle truffe e alle frodi assicurative.

Fra i destinatari dei provvedimenti c'è anche un avvocato di Pescara mentre un medico è stato indagato a piede libero.

IERI ASSOLTO OGGI ARRESTATO: ANCORA GUAI PER L’AVVOCATO CAPASSO
Tra gli arrestati di oggi figura anche l’avvocato del foro di Pescara, Luca Capasso, che ieri era stato assolto dal tribunale di Pescara nell'ambito di un'altra  inchiesta su presunte truffe  per l'ottenimento del riconoscimento di invalidità.

L’indagine nasce da un filone completamente diverso che portò nel 2012 gli uomini della Mobile dritti a sequestrare 28 chilogrammi di marijuana in una retata a Contrada cerreto di Miglianico.
L’accusa era allora di  concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e furono  arrestate sette persone:  A.O., 33 anni e B.R., 25, entrambi albanesi e residenti a Fermo; G. P. (20), T.M. (20), A.C. (46), A.P. (29) e A.M. (31), tutti residenti a Pescara, nel quartiere di Rancitelli.
Sei degli arrestati erano comunque incensurati, l'unico già noto alle forze dell'ordine aveva precedenti per reati legati alla droga e per tentato omicidio.
Continuando ad indagare sulla droga la polizia si è trovata a scoprire anche il metodo delle truffe alle assicurazioni che prevedevano un meccanismo ben oliato e collaudato dove gli incidenti, le costatazioni amichevoli, i feriti erano tutti falsi; l’unica cosa ad essere vera era il risarcimento ottenuto dalle assicurazione che si vedeva costretta a pagare sulla base di documenti falsi e ad arte costituiti.
Nell’inchiesta tuttavia non figura la denuncia elle compagnie assicurative che dunque fino ad ora non si erano accorti della truffa.

I NOMI DEGLI ARRESTATI: 8 DESTINATARI DI MISURE CAUTELARI

Otto arrestati e 82 indagati sono i numeri della inchiesta denominata "Fatal Crash", portata a termine dal personale della IV sezione della squadra mobile della questura di Chieti, coadiuvato da altro personale della questura e del reparto Prevenzione Crimine Abruzzo. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alle frodi in danno di numerose compagnie assicurative.

Gli arrestati, tutti ai domiciliari, sono: Filippo De Felice, 51 anni, originario di Chieti ma residente a Pescara; Luca Capasso, 41 anni, avvocato nato ad Atri residente a Montesilvano; Andrea Liverotti, 43 anni di Montesilvano; Fernando Colaiocco, 48 di Pescara, Giovanni Di Blasio, 38 di Pescara, Giuseppe Fumia, 51 di Pescara, Sandro Pio Tommaso Russo, 30 di S. Severo, Fabrizio Fusilli, 41 anni di Pescara, Ad una nona persona e' stato notificato il provvedimento dell'obbligo di dimora.

Per due persone indagate  il gip, Luca De Ninis, non ha concesso le misure cautelari richieste dal pm Gennaro Varone per associazione a delinquere finalizzata alla truffa delle compagnie assicurative.
 Il danno finora accertato per i falsi rimborsi degli incidenti assomma a centinaia di migliaia di euro e ne sono state vittime quasi tutte le Assicurazioni operanti sul territorio, con conseguenze inevitabili anche sul costo dei premi assicurativi di tutti che sono lievitati per questi risarcimenti non dovuti.
L’operazione denominata “Fatal crash” è nata da una iniziativa della Squadra Mobile di Chieti nell’ambito di una più vasta attività di indagine che ha interessato anche lo spaccio di droga, perché alcuni degli arrestati reinvestivano i proventi della truffa nel traffico egli stupefacenti.
All’inchiesta hanno poi collaborato il reparto anticrimine della Questura di Pescara e la Polizia di Stato di Foggia per l’arresto di uno degli 8 che risiede a San Severo.

LA MENTE E IL METODO
«La mente della truffa era l’avvocato pescarese Luca Capasso – ha spiegato Francesco Costantini, capo della Squadra mobile di Chieti – ed a suo carico lo scorso anno ci fu pure una perquisizione dello studio legale, alla presenza del pm Gennaro Varone e di un delegato dell’Ordine degli avvocati, come è prassi in questi casi. Ma ci sono tra gli arrestati anche altre vecchie conoscenze, come Andrea Liverotti, implicato nella vicenda della morte dell’ispettore Menichini travolto da un treno mentre lo stava inseguendo per una storia di droga. E sempre per la droga era conosciuto  Giuseppe Lumia, che gestiva un ortofrutta a Sambuceto e che fu sorpreso con 120 grammi di cocaina».
Il meccanismo messo in piedi prevedeva la creazione di falsi incidenti e false contestazioni amichevoli da presentare all’assicurazione che poi davano luogo a risarcimenti.

FIGURANTI E FIGURACCE
Gli arrestati interpretavano diversi ruoli: una volta erano al volante dell’auto che investiva, un’altra erano passeggeri feriti, un’altra ancora erano vittime.
E la truffa era così ben congegnata che è stato difficile per la Mobile trovare il bandolo della matassa. Poi attraverso le dichiarazioni di un pentito ed il controllo di oltre mille pratiche di rimborsi, attraverso alcune intercettazioni e le proteste dei “figuranti” che lamentavano di non essere stati pagati per la prestazione, la Mobile è riuscita a trovare le prove della mega truffa.
E tra l’abilità degli investigatori e qualche problema degli arrestati che a volte confondevano il ruolo che avevano tenuto negli incidenti, sono emerse le responsabilità.
Ad esempio uno degli arrestati ha confermato al perito dell’assicurazione di aver investito un uomo con il trattore. Ma il perito chiedeva notizie di una donna che era stata investita. Insomma sia l’avvocato sia i suoi sodali ad un certo momento non sono più riusciti a governare il giocattolo.
Come detto, questa inchiesta si è sviluppata e si è sovrapposta ad una più ampia sulla droga che già lo scorso anno ha prodotto risultati eclatanti come il sequestro di droga (2 k di eroina e cocaina e 28 kg di marjuana più  54 mila euro contanti) a Miglianico. Proprio per questo filone sono attesi altri sviluppi, anche se la Sezione narcotici di Chieti, guidata dall’ispettore Licio D’Antuono, per circa due anni – tanto è durata questa operazione antitruffa - ha dovuto impratichirsi con successo pure sulle pratiche assicurative.

Sebastiano Calella