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Porto di Pescara, tutti uniti per realizzare in fretta il nuovo progetto

Spina: «troppi allarmi inascoltati per anni»

Redazione PdN

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Porto di Pescara, tutti uniti per realizzare in fretta il nuovo progetto

Come sarà

ABRUZZO. Ora l’intento comune di centrodestra e centrosinistra è quello di spingere per la realizzazione del nuovissimo porto di Pescara, quello che dovrebbe emendare i difetti pure ammessi da uno dei progettisti del gruppo.
Cosa si potrebbe fare di più logico, opportuno e necessario? Nulla, visto dove le varie amministrazioni hanno portato lo scalo pescarese in agonia.
Intanto dietro le quinte e dentro i palazzi sembra si sia consumato un braccio di ferro che ha portato al cambio del provveditore alle opere pubbliche per l’Abruzzo. Donato Carlea, infatti, è stato sostituito da Roberto Linetti voluto dal ministro Lupi ma c’è chi parla di «restaurazione» e di «ritorno dei vecchi poteri dentro le stanze del ministero». Chissà.
Intanto Antonio Spina, da sempre a capo di un comitato che ha denunciato anzitempo e prima che gli stessi progettisti se ne accorgessero, le storture del progetto portuale, rivendica il proprio ruolo ed il fatto che, se le tesi dei suoi studiosi fossero state ascoltate, la città di Pescara oggi avrebbe un porto pienamente funzionante e non ci sarebbe bisogno di affannarsi per la ricerca di almeno 200milioni di euro per realizzare un altro porto.
Tutto questo dimostra che, scrive Spina, «non solo non si diede ascolto a noi ma che nessun ascolto diede l'ingegner De Girolamo (incaricato nel 2001 a presiedere la commissione ANPA che avallò la costruzione del braccio di levante) sia alla relazione del dicembre 1999 dell'ingegner Matteotti, noto luminare di fluidodinamica dell'Università di Padova, (chiamato dall'assessore di allora, Carlo Masci, dopo un lungo chiarimento con noi al mare, sotto l'ombrellone) sia a quella dell'architetto Polacco, uno dei più grossi esperti italiani di pianificazione portuale».

«E invece», chiude amaro Spina, «il porto che hanno per forza voluto si è tutto insabbiato ed è restato chiuso per più di un anno, nel 2012. E per assurdo (o per paura?), l’allora sindaco Luciano D'Alfonso ha affidato il nuovo PRP di Pescara proprio a coloro che hanno sbagliato tutto».
Storie passate di direbbe se non ci fossero le stesse forze e gli stessi nomi a rincorrersi tra le carte del dragaggio e del nuovo porto sopportati a testa bassa dalla politica.
Così ieri l’assessore alle Problematiche portuali del Comune di Pescara, Antonio D’Intino, al termine dell’incontro avuto con una delegazione degli operatori portuali di Pescara, ossia Gianni Leardi, Leonardo Costagliola e Marco Santori ha operato la sua moral suation verso la Regione che inspiegabilmente non si è ancora espressa sul progetto, chiamata ad una valutazione ambientale (Vas).
«La Regione Abruzzo», ha detto D’Intino, «deve chiudere la procedura di Valutazione ambientale strategica sul Piano regolatore portuale, consegnato agli uffici a gennaio 2013. Riteniamo che un anno di attesa, di riflessioni, di incontri e sollecitazioni sia più che sufficiente per esprimersi sulle osservazioni al Prg portuale e per riconsegnare finalmente il documento al Comune, un documento che non ha certamente finito il proprio iter, ma dovrà essere portato in Consiglio comunale e sottoposto all’ultimo visto dell’Autorità Marittima. Le ragioni di tanto ritardo sono onestamente incomprensibili e inconcepibili; a questo punto attendiamo l’ultima data fornita dalla stessa Regione, ossia fine dicembre, data sulla quale saremo vigili e attenti, indisponibili ad accettare ulteriori ritardi o rinvii».

Ore 17.33 - DRAGAGGIO ALTRI INTERVENTI
Intanto i lavori di dragaggio nell'area del porto di Pescara continueranno con ulteriori interventi, aggiuntivi rispetto a quelli inizialmente pianificati, fino a quando non ci sara' la piena agibilita' per le unita' mercantili nell'ambito della darsena commerciale. La notizia e' emersa a seguito di un incontro che si e' tenuto oggi nella sede della Capitaneria di Porto di Pescara, tra i rappresentanti dell'Arta Abruzzo, del Provveditorato Interregionale alle Opere pubbliche, che ha promosso l'appalto, oltre che della Capitaneria di Porto stessa, guidata da Luciano Pozzolano. La riunione era finalizzata proprio a vagliare le possibili soluzioni progettuali da porre in essere per un ulteriore approfondimento rispetto alle previsioni iniziali. Si vuole, cioe', assicurare la piena fruibilita' dello scalo anche alle unita' mercantili fino a 140 metri di lunghezza, mentre ai pescherecci e' stato gia' consentito di tornare in mare dopo mesi di stop forzato