LA SITUAZIONE

Abruzzo. La Guardia di Finanza cerca documenti all’UdA

Ma è già in corso un’altra ispezione ministeriale

Redazione PdN

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CHIETI. C’è un interesse imprevisto, ma non inaspettato, della Gdf di Chieti per certa documentazione conservata negli uffici dell’università di Chieti.
Ma – come si dice – piove sul bagnato, perché già da una settimana almeno è in attività un’altra ispezione della Ragioneria dello Stato, a caccia di presunte irregolarità nella gestione dei fondi dell’UdA negli ultimi anni. Bocche cucite negli uffici della d’Annunzio e al comando della GdF, anche se si parla con insistenza di un interessamento della magistratura per alcune operazioni come l’acquisto del Ciapi (sul quale la Gdf ha già indagato, rimettendo un’ampia relazione alla Procura di Chieti), le spese forse eccessive della Fondazione (all’attenzione della Corte dei Conti) e quelle per il Cus, che in realtà lamenta non di aver ottenuto molti soldi, ma esattamente il contrario, cioè di essere creditore di decine di mln per aver svolto attività – non pagate - per conto e su incarico dei vertici della d’Annunzio.
Il tutto in un clima di conflittualità interna per le questioni irrisolte del personale, in lotta per il salario accessorio forfetizzato, che il nuovo dg Filippo Del Vecchio, in forza delle nuove disposizioni ministeriali vuole legare al raggiungimento degli obiettivi per i singoli progetti assegnati ai dipendenti. Su questo argomento si sta trattando, perché i sindacati vogliono sottrarre l’erogazione degli straordinari ed altre voci alla discrezionalità dei dirigenti.
 Ma entro un mese si dovrà trovare una soluzione per la busta paga di gennaio. A tutto va aggiunto il ricorrente scontro sulla validità del contratto del direttore in carica, che però l’ultimo CdA ha ritenuto valido.

LA GUERRA DI RICORSI E DI ISPEZIONI METTE A RISCHIO L’UDA
Che succede alla d’Annunzio, tra inchieste, ispezioni, conflittualità sotterranee o conclamate, tra difensori del nuovo corso e “laudatores temporis acti”, cioè chi rimpiange gli anni passati? In effetti era prevedibile qualche “aggiustamento” per il cambio di rettore, avvenuto dopo un lungo periodo di governo da parte di Franco Cuccurullo, sostituito da Carmine Di Ilio, eletto anche con l’appoggio elettorale del rettore uscente. Ma forse il terremoto che sta destabilizzando la d’Annunzio era già avvenuto prima, con il licenziamento in tronco del dg storico Marco Napoleone e con le vicende complicate che hanno portato alla nomina dell’attuale dg, dopo la rinuncia di Giovanni Cucullo, vincitore della selezione, rimpiazzato da Del Vecchio anche per le referenze che furono assicurate al rettore Cuccurullo.
E’ da allora – ormai oltre due anni – che l’università di Chieti e Pescara naviga a vista, senza progetti, tappando una falla qua ed una là, impegnata in ricorsi e controricorsi alla magistratura amministrativa, martoriata dai tagli ai finanziamenti del ministero sempre in diminuzione e con un numero di studenti in calo fisiologico, ma sempre in calo e senza nessuna iniziativa per attrarli.
Ma quello che rende difficile l’interpretazione di questi fatti è scoprire chi c’è dietro questa lotta interna che rischia di frantumare il futuro dell’Uda. Perché le spese eccessive o le inchieste sugli sprechi o i debiti da onorare (peraltro non nuove, ma sempre senza conseguenze) non mettono a rischio solo gli stipendi dei dipendenti, ma il futuro dell’UdA.
Di questo dovrebbe essere preoccupato il nuovo rettore Di Ilio che però sembra tranquillo. In realtà alcune scelte per lui sono state difficili anche perché non sembra molto ben consigliato e coadiuvato dal nuovo CdA, da cui molti aspettavano un contributo di efficienza che invece non si è avvertito.
 In pratica oggi l’Uda è passata da un sistema monarchico ad una diarchia dove decidono tutto rettore e dg. Il che ha prodotto anche situazioni imbarazzanti per Di Ilio, come il suo no “molto difficile” alla proroga per il rettore Cuccurullo andato in pensione (insieme ad altri primari) perché la sua permanenza avrebbe tolto punti organico per futuri concorsi. Oppure ha prodotto un no rigido ad una transazione con il Cus per le richieste economiche avanzate, il che ha prodotto una sospensione della convenzione in atto con lo stesso Cus e fa rischiare  una guerra a colpi di decreti ingiuntivi.
Per cercare di capire da dove possono nascere queste complicazioni per tali operazioni, basta leggere i pareri legali sulla regolarità o meno del contratto del dg.
A sottoscrivere un parere fortemente negativo e critico dell’operato del rettore Di Ilio e a contrastare le motivazioni addotte dal dg Del Vecchio per la regolarità del suo contratto sono due vecchie conoscenze della cronaca giudiziaria recente: infatti l’avvocato Gioia Vaccari, braccio destro dell’UdA e del rettore Cuccurullo contro Napoleone e quindi a favore di Del Vecchio, ora invece scrive contro. E scrive anche contro il suo collega Valerio Speziale con cui è nel collegio difensivo contro Napoleone. Detto in altre parole, ora Di Ilio – come Fausto Coppi - rischia di rimanere “un uomo solo al comando”, senza però prospettive certe di vittoria.

Sebastiano Calella