RIFIUTI E RICORSI

Debiti Sogesa, Deco trascina i Comuni del Cirsu in tribunale… ma perde

La società condannata a pagare 8 mila euro di spese legali al Comune di Roseto

Redazione PdN

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Debiti Sogesa, Deco trascina i Comuni del Cirsu in tribunale… ma perde

 
ROSETO. 12.584 euro (iva inclusa): questa è la cifra che il Comune di Roseto ha appena liquidato all’avvocato di fiducia per le spese relative alla causa intentata dalla Deco che chiedeva di ottenere un risarcimento milionario.
Alla fine, a conti fatti, all’amministrazione pubblica è andata più che  bene considerando che la società privata che si occupa di rifiuti ha perso la causa e ha dovuto versare al Comune 8.500 euro per spese legali.
Si chiude dunque con la determina 133 del 4 novembre scorso la questione che aveva creato più di qualche preoccupazione all’amministrazione Pavone (e non solo).  
Nel 2012 la Deco spa aveva trascinato in tribunale il Comune di Roseto degli Abruzzi, la società Sogesa, il consorzio Cirsu, il Comune di Notaresco, Giulianova, Bellante, Mosciano Sant’Angelo, Morro d’Oro.
A loro chiedeva di accollarsi il pagamento di 2.354.467 euro, oltre agli interessi, ovvero il debito di Sogesa.
Una brutta gatta da pelare per i Comuni che hanno dovuto affrontare il giudizio. A marzo 2012 solo il Comune di Roseto, aveva dovuto impegnare per le spese legali oltre 25 mila euro (incarico affidato all’avvocato Pietro Referenza).
Alla prima udienza, il 6 aprile 2012, i Comuni hanno eccepito l’incompetenza territoriale del Tribunale di Pescara  e il giudice ha dato loro ragione. A maggio la Deco è tornata all’attacco e ha riassunto la causa davanti al Tribunale di Teramo, sezione distaccata di Atri. Ma il 22 ottobre 2012 il giudice ha dichiarato l’interruzione del giudizio alla luce del Fallimento della Sogesa.
La Deco si è opposta e a gennaio scorso ha chiesto la prosecuzione del giudizio. A marzo il giudice se da un lato ha accolto l’eccezione preliminare di estinzione del giudizio interrotto a seguito del fallimento della Sogesa ha dichiarato però l’estinzione del giudizio per «tardiva riassunzione». Nella stessa udienza il giudice ha condannato la Deco alla rifusione delle spese: 8.500 euro a favore del Comune. 

LA DECO SCRIVE
In relazione all’articolo in oggetto, registriamo che le Vs. fonti sono a dir poco imprecise e non aggiornate. La Deco, infatti non ha ancora perso alcuna causa. Vi basti sapere che l’ordinanza di estinzione pronunciata dal Tribunale di Atri è stata appellata dalla Deco dinanzi alla Corte di appello dell’Aquila e che la Corte ha dapprima sospeso, con decreto immediato, l’esecutività dell’ordinanza, confermando poi la già concessa sospensione con ordinanza del 24.9.2013, ritenendo sussistente il fumus boni juris dell’appello.
La notizia da Voi pubblicata è dunque a dir poco inesatta perché, allo stato, la Deco non ha pagato e non dovrà pagare nulla a titolo di spese legali alle controparti, sussistendo al contrario ottime prospettive per l’accoglimento del suo appello che sarà deciso a dicembre di questo stesso anno.
In ogni caso, le questioni sin qui discusse riguardano esclusivamente aspetti di rito e la causa è ancora tutta da fare nel merito (in questo o in altro giudizio da intraprendere ex novo). Nessuna delle parti coinvolte è quindi ragionevolmente autorizzata a cantare vittoria prima del tempo, come è invece quantomeno incautamente avvenuto qualche tempo addietro da parte di almeno uno dei Sindaci interessati, come si legge nel Vs. articolo del 26 marzo scorso.


LA NOSTRA FONTE: QUESTO DOCUMENTO
COMUNE ROSETO Determina n 133 Deco Roseto