L'INCHIESTA
Sequestro di persona, padre Salvatore non risponde ai giudici: «sereno ma provato»
Sgomento a Ripa Teatina
ROMA. Aspetta di conoscere con precisione di cosa lo accusano. Solo dopo parlerà con i giudici.
Ieri mattina padre Renato Salvatore, superiore generale dei Camilliani, arrestato martedì scorso con l’accusa di sequestro di persona (in concorso con altre 4 persone), davanti ai magistrati per l’interrogatorio di garanzia, ha scelto il silenzio.«Si è avvalso della facoltà di non rispondere», confermano i suoi avvocati Cristiano Piacentini e Daniele De Santis.
«E’ sereno ma provato, evidentemente, dalla misura custodiale disposta anche nei suoi confronti».L’indagato abruzzese, rivelano i suoi difensori, «ritiene che sia stato travisato il suo comportamento nella vicenda ma è determinato ad essere ascoltato nei prossimi giorni all’esito della piena conoscenza degli atti depositati dalla Procura». In questo modo potrà «procedere ad analitica ricostruzione dei fatti. Ringrazia quanti in questo momento di personale difficoltà gli sono vicini con la preghiera e l’affetto di sempre».
L’alto prelato, sostiene la procura romana, ci teneva talmente tanto alla sua rielezione che il 13 maggio scorso avrebbe fatto sequestrare due confratelli, padre Rosario Messina e il chierico Antonio Puca.I due, intenzionati ad esprimere la propria preferenza per padre Monks (già supperiore dei Camilliani in passato) sono stati fermati per un controllo da due finanzieri complici dell’operazione (arrestati anche loro) e sono stati trattenuti per ore in una caserma della Guardia di Finanza per impedirgli di arrivare in tempo alla Casa del Divin maestro di Ariccia dove intanto si stava votando.
Regista dell'operazione, dice la Procura, sarebbe stato il "faccendiere" Paolo Oliverio. Secondo le indagini Oliverio era interessato alla gestione degli ospedali dell'ordine, soprattutto in Campania e Sicilia, e per questo avrebbe messo in piedi il finto sequestro. Aiutando padre Salvatore a restare in sella, infatti, avrebbe rafforzato il «suo rapporto privilegiato» con l'altro prelato e con esso «il proprio potere nella gestione dei vari ospedali diretti dall’ordine» “al servizio degli infermi” i cui corposi bilanci sono alimentati dai rimborsi milionari della Regione.
Quello dei camilliani è un ordine religioso antichissimo, fondato da San Camillo de Lellis di Bucchianico alla fine del '500 e da oltre quattro secoli si dedica alla cura agli ammalati e gestisce case di riposo, accoglienza e ospedali.
SGOMENTO A RIPA TEATINA
«La vicenda giudiziaria che ha investito padre Renato Salvatore – commenta il primo cittadino Ignazio Rucci – mi ha particolarmente colpito. Anche l’intera cittadinanza ripese ha appreso la notizia con molto stupore. Naturalmente la Magistratura farà piena luce sulla vicenda. Padre Renato ha sempre mantenuto rapporti amichevoli con il suo paese, dove è nato nel 1955. Nell’anno 2010 è stato ospite di un Consiglio Comunale appositamente convocato e durante il quale gli è stata attribuita riconoscenza per l’importante incarico». A Ripa Teatina vivono ora la madre Elvira Di Ghionno e due dei sei fratelli, che abitano ancora con l’anziana madre.