ACQUA TORBIDA

Bilancio Cam, «valori alterati», slitta l’approvazione

La relazione tecnica evidenzia irregolarità

Redazione PdN

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Un potabilizzatore


AVEZZANO. Slitta l'assemblea al Consorzio acquedottistico marsicano, convocata per l'approvazione del bilancio del 2012.
Il Consorzio vanta quasi 70 milioni di debiti e una situazione in bilico. L’ultimo atto della ‘telenovela’ è tutt’altro che incoraggiante.
Ad aprile scorso anche il commissario unico Pierluigi Caputi ha denunciato una situazione insostenibile: i debiti totali sono 300milioni mentre i crediti iscritti nei bilanci sono 200 milioni ma lo stesso commissario straordinario nutre seri dubbi che quei crediti siano tutti davvero esigibili.

Tra le situazioni debitorie più compromesse vanno segnalati i casi gravi della Cam Spa, che ha accumulato debiti per 51 milioni di euro (su ricavi di produzione di 19 milioni); della Ruzzo Spa, con 65 milioni di euro (su ricavi produzione di 36 milioni); e dell'Aca Spa con 92 milioni di euro (su ricavi produzione di 43 milioni).
Adesso nelle ultime ore è slittata pure l’assemblea che avrebbe dovuto approvare il bilancio del 2012.
Il rinvio è stato motivato da alcune incongruenze rilevate nel documento contabile da parte del revisore del consiglio di sorveglianza.
La relazione tecnica, inviata a tutti i comuni soci dell'azienda idrica, evidenzia che il bilancio del 2012 non rappresenta la situazione effettiva dei conti del Cam.
«Per una rappresentazione chiara e veritiera - si legge - il valore delle immobilizzazioni materiali, che è inscritta nella voce di bilancio 'altri beni' per un valore pari a circa 25 milioni di euro, cifra che corrisponde al valore dei sistemi acquedottistici di proprietà pubblica, doveva essere inserita, secondo la legge, nella voce di bilancio 'Conti d'ordine’. Tutto questo avrebbe apportato evidenti ripercussioni sul capitale sociale e sul patrimonio netto della società».
Nei conti d'ordine di un bilancio di una società, viene rilevato, sono stati inseriti i beni di proprietà di terzi e non dell'impresa; i sistemi idrici, come stabilito dalle Corte Costituzionale con la sentenza numero 320 del 2011, sono pubblici e quindi indisponibili e non trasferibili ad aziende private.
Elementi che alterano i valori del documento contabile.
«Stabilita la natura pubblica delle reti idriche - si legge ancora nella relazione del revisore contabile- ritengo che il bilancio non rappresenti in maniera chiara e veritiera la situazione del Cam che si trova in uno stato di liquidazione tale da dover promuovere, senza indugio, la causa di scioglimento della società, come previsto dall'articolo 2484, comma uno numero quattro del codice civile, dove si indica come motivo possibile di scioglimento di un'azienda la riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale».