ACQUA TORBIDA

Guardiagrele. Acqua, «quel piano d’ambito è falso, va aggiornato»

La diffida parte da Guardiagrele: «situazione descritta non è reale»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1186

Guardiagrele. Acqua, «quel piano d’ambito è falso, va aggiornato»




GUARDIAGRELE. Un Piano d’Ambito vecchio, non aggiornato, e per questo «pericoloso».
I consiglieri di Guardiagrele Gianna Di Crescenzo, Carla Altorio, Simone Dal Pozzo, Angelo Orlando e Gianluca Primavera fanno partire la diffida e chiedono al Commissario straordinario Ato Chetino e alla Sasi di prendere provvedimenti. Di aggiornare, quanto meno, quel documento perché se lasciato così potrebbe far danni.
Il Piano prevede un totale di interventi per 246.476.885 euro distribuiti negli anni 2010-2032. Per il comune di Guardiagrele, si prevedono interventi, per quanto riguarda i servizi di acquedotto per 100.000 euro per il riefficientamento e 300.000 euro per la sostituzione di tratti di rete fognaria nel centro storico.
In tutte le altre parti, denuncia il gruppo consiliare, il Piano d’Ambito è rimasto invariato e, quindi, identico, nei contenuti, a quello originariamente approvato dall’Assemblea dell’Ente d’Ambito n 6 Chietino (oggi soppresso) con deliberazione dell’Assemblea numero 9 del 18 dicembre 2002.
«In mancanza di una esplicita e complessiva approvazione, non può considerarsi legittimo un Piano che, nelle parti non modificate, promana da un implicito richiamo a quanto approvato da un Ente ormai soppresso», denunciano i consiglieri. Ma non è questo il problema più grave: «il Piano risulta essere assolutamente lacunoso» e «non corrisponde al reale stato delle cose», si legge nella diffida.
Una problematica che i consiglieri avevano già messo in evidenza anche in occasione del Consiglio comunale di Guardiagrele del 20 dicembre 2012.
Nel documento, al capitolo 3 (Stato attuale dei servizi e delle reti), in merito alle “caratteristiche idrauliche” dell’acquedotto dell’Avello, si dice, tra l’altro, che c’è un’opera di presa denominata “Sbarramento” a quota 1100 metri. Poco dopo si aggiunge che il volume d’acqua prodotto nell’anno ’98 è stato di 2.490.043 mc per una portata media pari a 78,95 l/sec. Nell’anno 2000 la portata è stata invece di 16-70 l/sec.

«La descrizione non coincide con lo stato dei fatti», si legge sempre nella diffida. Ed è stato già ribadito nella delibera del Consiglio Comunale n. 43 del 2012 dove si parla di «una precaria e preoccupante situazione delle opere idrauliche a servizio dell’acquedotto, sia in termini di manutenzione (ordinaria e straordinaria) sia sotto il profilo igienico».
«La situazione descritta in sede ufficiale, per altro alla presenza del presidente della Sasi s.p.a. (che ha personalmente preso parte al Consiglio) non è affatto mutata e, anzi, si è aggiunto un ulteriore e ormai non più tollerabile aggravamento».
Il gruppo consiliare ha richiesto meno di una settimana fa l’intervento del sindaco di Guardiagrele e l’emanazione di una ordinanza contingibile e urgente in virtù delle competenze che l’ordinamento gli attribuisce, per fare eseguire le necessarie opere manutentive che potrebbero alleviare la grave emergenza in cui versa il comprensorio.
«Ci troviamo ad operare con un Piano d’Ambito che ormai non corrisponde allo stato reale della situazione laddove vi si descrivono sorgenti, opere di adduzione e portata che i fatti hanno dimostrato assolutamente falsi», si legge nella diffida con la quale si chiede «una completa revisione «che si fondi su una analisi dello stato di fatto poiché non è possibile rubricare come descrizione dello stato delle reti una analisi che poco ha a che vedere con il loro vero stato, come è stato ampiamente documentato».