LAVORI PUBBLICI

Fiume Aterno: bocciate vasche di contenimento. «Ora i 60 mln a L’Aquila»

Tinari (Pdl): «sentenza esemplare»

Redazione PdN

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Fiume Aterno: bocciate vasche di contenimento. «Ora i 60 mln a L’Aquila»




L’AQUILA. Nei giorni scorsi il Tribunale superiore della Acque pubbliche ha accolto il ricorso contro il progetto che prevedeva la realizzazione di vasche di laminazione lungo i fiumi Aterno e Raio.
Sono stati annullati gli atti impugnati e le spese di giudizio compensate. Il Tribunale ha riconosciuto che le opere, «inutili e costose» hanno una volumetria non congrua a fronteggiare piene di lunga durata. L’intervento, qualora fosse andato a buon fine, avrebbe interessato le località aquilane di Cansatessa, Coppito, Pettino, San Vittorino e Sassa lungo l’asta fluviale del bacino del fiume Aterno.
Già nei mesi scorsi era saltato fuori un diverso progetto realizzato dagli Ingegneri Martella e Iorio. Da questo si evince che per evitare eventuali esondazioni sarebbe necessario sbassare l’alveo dei fiumi ed allargarne il letto, così da aumentarne la capacità della portata. Sarebbe inoltre dannoso perché le vasche, comunque, si riempirebbero presto col rischio di tracimare e produrre effetti analoghi se non peggiori a quelli di un’esondazione.
«E’ una sentenza esemplare», commenta Roberto Tinari consigliere comunale dell’Aquila (Gruppo Pdl), «e conferma tutte le obiezioni che ho sempre rivolto a questa operazione del commissario Goito. Un progetto faraonico, che in realtà comportava la cementificazione di alcuni dei posti più belli del territorio comunale dell’Aquila: la piana di Sassa, Coppito, Cansatessa, Pettino, San Vittorino. Un intervento costosissimo, che peraltro, come stabilito dal Tribunale, si portava dietro una serie di dubbi sull’effettiva possibilità di raggiungere il risultato che si era previsto, e cioè quello di contenere la portata dell'acqua».
Il commissario Goito ha preannunciato ricorso in Cassazione. «E’ un suo diritto», replica Tinari. «L’importante è che, una volta che si sarà pronunciata la Suprema Corte, se avrà confermato il verdetto di primo grado, si
facciano emergere le responsabilità, a qualsiasi livello».
L’esponente del Pdl contesta inoltre «il silenzio assordante» delle associazioni ambientaliste ma anche il comportamento del sindaco perché «in Consiglio comunale su questo argomento aveva lasciato intendere di essere favorevole all’opera. Davvero non ne indovina una…». In ballo ci sono anche i 60milioni di finanziamento che sarebbero dovuti proprio a sostenere l’operazione. Tinari chiede che quelle risorse vengano trasferite a L’Aquila vista la notevole carenza di fondi.