APPALTI E VELENI

Chieti, chiesto l’annullamento dell’appalto per il Comune

Anche un ricorso al Tar contro questi lavori da 3 mln

Redazione PdN

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Il sindaco Di Primio

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CHIETI. Guai in vista anche sull’appalto per la ristrutturazione dell’edificio che a Chieti ospitava il Comune, dopo le grane per i lavori allo Stadio.
E pure in questo caso Scelta civica ha presentato al presidente del consiglio comunale un odg per l’annullamento in autotutela della gara di appalto.
Senza dire che l’Ance (associazione costruttori) di Chieti e la Secap di Torino il 14 ottobre hanno presentato ricorso al Tar contro questa gara da circa 3 mln di euro. Secondo i ricorrenti, che sul bando già pubblicato hanno richiesto un parere all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, ci sarebbero diversi profili di illegittimità, in particolare i due che l’Avcp ha condiviso nel suo parere.
Si tratta del possesso dei requisiti per poter partecipare al lavoro e della clausola che riguarda l’acquisto da parte della ditta aggiudicataria delle opere provvisionali già presenti nel cantiere. In realtà anche questo contenzioso si riallaccia allo scontro ormai in atto in tema di lavori pubblici tra l’imprenditoria locale del settore edilizio e l’amministrazione Di Primio.
L’Ance sottolinea come in questi anni siano stati privilegiati gli imprenditori edili che operano altrove rispetto a quelli in loco. Nel botta e risposta che ne è seguito, l’assessore Mario Colantonio ha difeso la regolarità di queste assegnazioni dei lavori, ma è stato contraddetto dall’Ance: Angelo De Cesare – vice presidente nazionale dell’associazione - ha dimostrato che la questione non è il numero degli appalti, ma la loro consistenza economica che è a favore delle imprese forestiere. In questa guerra ormai dichiarata, la nuova battaglia è ora sull’appalto delle opere per la ristrutturazione dell’edificio comunale danneggiato dal terremoto.
Al di là dell’esito giudiziario, il dato politico più preoccupante per l’amministrazione di centrodestra è lo scollamento con l’economia locale, di cui gli uffici comunali del settore lavori pubblici non sono più il terminale con evidenti, negative ripercussioni occupazionali.

Sebastiano Calella