RIFIUTI E CONSENSI

Differenziata. Il Comune di Chieti risparmia 2,4 mln ma i cittadini non se ne sono accorti

Nonostante la differenziata la spesa per la raccolta rifiuti non è diminuita

Redazione PdN

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Differenziata. Il Comune di Chieti risparmia 2,4 mln ma i cittadini non se ne sono accorti

L'assessore Bevilacqua


CHIETI. Rifiuti: un flop che l’amministrazione Di Primio cerca di nascondere, anche se è molto difficile far finta di non vedere Chieti sommersa dai cassonetti dell’immondizia, nonostante i soliti proclami «faremo, risolveremo, cambieremo».
Tra cassonetti stracolmi e maleodoranti si aggiunge il mancato risparmio per i cittadini per i buoni risultati della differenziata.

Risulta che c’è una “contesa” in atto nel senso che il Comune si sforza di sapere, scrive e telefona al gestore della raccolta dei rifiuti ma nessuno risponde per comunicare i dati richiesti sui cassonetti distribuiti.
Un dato però sembra verificato ed incontrovertibile: tutta la differenziata che i cittadini si sono sforzati di realizzare con risultati molto soddisfacenti non ha prodotto risparmi, perché oggi si spende esattamente quanto si spendeva prima senza la differenziata.
E’ vero che in discarica oggi arriva meno immondizia e quindi si paga di meno, ma questo risparmio è fittizio perché il Comune paga di più per far pulire la raccolta differenziata.
Quanto paga? Il conto è presto fatto: prima si smaltivano 27 mila tonnellate che moltiplicate per 135 euro fanno esattamente 3 mln e 645 mila euro. Oggi si smaltiscono 9 mila tonnellate che costano 1 mln e 215 mila euro, cioè 2 mln e 430 mila euro in meno.
Questa cifra risparmiata per il minor conferimento di rifiuti in discarica viene girata pari pari al gestore della raccolta rifiuti per la pulizia della differenziata, come da delibera della Giunta comunale n° 1597 del 2 agosto scorso (“Riconoscimento prestazioni extra contrattuali. Presa d’atto”).
 Su una richiesta di 3 mln circa, la Giunta accordò infatti un pagamento di 2 mln e 470 mila euro, proprio quello che si risparmiava in discarica.

CASSONETTI SUFFICIENTI?
Tra le promesse di intervenire per far cessare uno sconcio che è sotto gli occhi di tutti, c’era la lettera che sarebbe stata scritta ai condomini per far posizionare i mastelli dei rifiuti – come da capitolato di appalto – all’interno dei palazzi e non sulla strada o sui marciapiedi.
Ebbene l’assessore Alessandro Bevilacqua ha scritto agli amministratori per invitare tutti a “mascherare” i cassonetti che assediano la città, ma nessuno se l’è “filato” e le risposte sono state zero.
In Comune infatti non c’è traccia di richieste di autorizzazione alla “mascheratura” e molti amministratori hanno cestinato la lettera ritenendo improponibile la soluzione indicata.
E così Chieti presenta ancora oggi un’immagine di sporcizia diffusa e di immondizia multicolore ed anche sparpagliata, perché quasi sempre i mastelli ed i cassonetti sono insufficienti e stracolmi. Eppure a luglio, dopo che PrimaDaNoi.it aveva documentato il degrado delle vie cittadine invase dall’immondizia

l’assessore Bevilacqua aveva dichiarato che «è inutile rispondere a chi, con tignosa pervicacia, vuole far passare la sua verità come l’unica verità: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire».
Ora però chi non vuole sentire è proprio l’amministrazione comunale (assessore competente in primis) che promette multe e rapida sistemazione dello sconcio e poi tutto resta come prima. Infatti la situazione cassonetti è “come prima più di prima”: degrado insostenibile e città ostaggio dell’immondizia e dei mastelli.

Le cose da chiarire rimangono tante: per esempio se il numero dei cassonetti o dei mastelli effettivamente disponibili sul territorio urbano siano sufficienti e proporzionati al bisogno, lo sconto del 5% tanto reclamizzato ed a quanto ammonta, e se la raccolta differenziata di cui tanto si vanta l’amministrazione comunale ha prodotto una diminuzione dei costi oppure no.
E poi sarebbe utile sapere che fine hanno fatto le sanzioni irrogate al gestore per il servizio di nettezza urbana o ai cittadini che occupano il suolo pubblico.
E in bolletta? Nessun vantaggio per i cittadini.

Sebastiano Calella