LA SENTENZA

Abruzzo. Inchieste Montesilvano: Cantagallo condannato anche in appello

Corte conferma parzialmente sentenza Ex Ferrigno

Redazione PdN

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Cantagallo in aula

Cantagallo in aula




MONTESILVANO. L'ex sindaco di Montesilvano, Enzo Cantagallo è stato condannato dalla Corte d'Appello dell'Aquila a 8 mesi per abuso e assolto dalla concussione.
L’inchiesta è quella sulle assunzioni "sospette" all'Azienda speciale per i servizi sociali "ex Deborah Ferrigno". Per la stessa vicenda è stato condannato, a 2 anni e 10 di reclusione (per abuso e concussione),  l'ex direttore dell'Azienda speciale, Gianluca Di Blasio.
Cantagallo e Di Blasio erano stati condannati in primo grado, nel dicembre 2011, dal Tribunale collegiale di Pescara a 2 anni ed 8 mesi per concussione ed assolti invece dall'abuso. Sempre nell'ambito dell'inchiesta sono stati condannati ad 8 mesi di reclusione per abuso gli ex assessori Guglielmo Di Febo, Giovanni Bratti e Cristiano Tomei. Assolti, invece, l'ex vice sindaco Marco Savini e l'ex assessore Giuseppe Tini. Tutti e cinque erano stati assolti in primo grado. Secondo l'accusa, l'azienda speciale sarebbe stata trasformata in un "ricettacolo" di posti di lavoro clientelari.

La vicenda della concussione per cui sono stati condannati Cantagallo e Di Blasio, ruota attorno a Alison De Rito, parte civile nel processo, ex dipendente a progetto del Comune di Montesilvano, che, dopo aver vinto, nel 2005, un concorso per un posto a tempo indeterminato all'Azienda speciale, secondo l'accusa, a causa delle pressioni subite, avrebbe rinunciato due volte all'assunzione per far posto a due persone sponsorizzate dai politici, vale a dire, un amico dell'ex direttore dell'Azienda, Gianluca Di Blasio, e la figlia dell'ex assessore, Guglielmo Di Febo.
L'inchiesta è uno stralcio della più nota indagine denominata Ciclone e scoppiò l'8 gennaio del 2008 con l'arresto dell'ex direttore Di Blasio. Alla base delle accuse vi era una intensa gestione clientelare dei posti di lavoro all'interno dell'azienda speciale e la violazione sistematica di norme che riguardano il divieto di assunzioni, le selezioni pubbliche per le assunzioni, la regolarità dei concorsi, la gestione della cosa pubblica nei suoi fondamenti.

+++ LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DI PRIMO GRADO