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Inchiesta Sasi, Scutti: «sono sereno, ciarlatani oscurano nostro lavoro»

Il presidente commenta la mancata archiviazione dell’indagine

Redazione PdN

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Inchiesta Sasi, Scutti: «sono sereno, ciarlatani oscurano nostro lavoro»

LANCIANO. «Apprendo con serena soddisfazione la notizia della richiesta di archiviazione da parte della Procura», commenta il presidente della Sasi Domenico Scutti.
L’inchiesta, però, aperta a seguito di un esposto dell’associazione Codici, non è chiusa perché il gip ha respinto la richiesta dell’accusa e disposto nuove indagini. Ma Scutti è tranquillo e si dice certo che il tutto si sgonfierà e servirà per certificare che il lavoro che ha portato avanti è stato ben corretto.
«Esprimo assoluta fiducia nella magistratura», aggiunge, «con la quale abbiamo sempre collaborato e che spesso viene sollecitata da esposti di chi preferisce, ai chiarimenti che noi ci siamo sempre prestati a dare, attacchi violenti che nascondono ben altre motivazioni».
Per Scutti «le nostre buone prassi e i risultati ottenuti sono la prova che la nostra azione va sempre nell’interesse dell’azienda che per questo continua ad ottenere miglioramenti nella governance aziendale».
Poi il presidente passa in rassegna alcune delle contestazioni mosse nell’esposto, saltando però quelle che si riferiscono all’affidamento di un incarico ad un ingegnere suo socio. 

I CONTATORI
«La posa dei nuovi misuratori, o contatori», spiega, «è stata affidata a piccole ditte locali seguendo le procedure di affidamento diretto che la legge consente a una società come la nostra. Parliamo di importi che vanno da 10 a 20mila euro e che, fortunatamente, è stato possibile far eseguire a tutte piccole realtà del nostro territorio. I lavori effettuati dalla Sasi per importi più rilevanti sono eseguiti da ditte che vincono le gare secondo procedure di legge: per rilevanti si intendono investimenti e grosse manutenzioni, come verificato già da indagini svolte dalla Guardia di Finanza, oppure rispondendo con preventivo per lavori di piccolo importo, sempre come consentito dalla legge».

«TROPPI ‘PARREBBE’ E ‘SI DICE’
«Gli esposti, le denunce e i proclami», va avanti Scutti, «si basano sempre su dei verbi che mi lasciano interdetto. Parlo dei vari “sembra”, “parrebbe”, “forse”, “si dice”, “sarebbero”. Questi sono i termini usuali dei nostri abituali detrattori che ignorano che poi lo stipendio deve essere pagato ai dipendenti, che gli investimenti devono essere fatti, che il servizio deve essere efficiente, che la legge deve essere rispettata, che le cose devono essere fatte nell’interesse della collettività. Il mio lavoro in Sasi è ispirato al “deve” e non “al sembra”, e non al “si dice” ma, al contrario, quello che si dice si deve fare nei confronti delle amministrazioni comunali e degli utenti. La coscienza e la forza che abbiamo messo tutti in questo miracolo non saranno sporcate da chi ha vissuto sinora di politica o privilegi e vuole continuare a farlo nascondendosi dietro a operazioni di finta legalità».
«Rinnoviamo la fiducia nella magistratura», chiude Scutti, «e quando si sarà chiarita anche quest’ultima fase della vicenda potrò raccontare questi tre anni in cui qualche ciarlatano è riuscito ad oscurare il lavoro di tante persone per bene».