MURO ACCADEMICO

Uda. Cus all’attacco della d’Annunzio sui debiti non riconosciuti

Lettera aperta al rettore: «Di Ilio sa tutto, si muova di conseguenza»

Redazione PdN

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Uda. Cus all’attacco della d’Annunzio sui debiti non riconosciuti

Di Ilio e Di Marco




CHIETI. Ormai è guerra aperta tra il Cus e la d’Annunzio per il riconoscimento dei debiti contratti dal Centro universitario sportivo per le attività svolte in favore ed al posto dell’Università.
Ieri è partita la lettera aperta al rettore preannunciata dal presidente Cus, dove Di Marco sostiene che «l’Uda ha la memoria corta, perché il Cus è stato il braccio operativo su vs richiesta. Ecco i documenti che lo dimostrano».
 Sembrava che l’istituzione di una Commissione paritetica potesse servire a dirimere il contenzioso collegato alla richiesta Cus (affidata ad un faldone di 420 pagine con delibere ed autorizzazioni), al contrario la situazione si è improvvisamente complicata per l’irrigidimento dei vertici UdA che vogliono limitare l’esame della documentazione al rendiconto degli anni 2011 e 2012. Così almeno sostengono rettore e dg, supportati dai componenti della Commissione che si sono appiattiti su questa interpretazione della loro funzione che però contrasta da quanto si legge nei documenti.
Nell’ultima riunione di lunedì è stato esibito dall’UdA un verbale del Comitato dello sport che darebbe valore alla storia del rendiconto. 

Si tratta però – a dire del Cus – di una bozza di verbale non approvata e quindi di fatto inesistente come documento, oltre a non essere rappresentativa di quello che si è detto nella riunione verbalizzata, di cui il Cus stesso ha chiesto la sbobinatura audio. Eppure la Commissione non ha rilevato questa incongruenza, così come forse non ha ben valutato che nella lettera di convocazione si parla espressamente di esame della «Convenzione in essere» e non del rendiconto 2011 e 2012 che peraltro non deve essere escluso, ma inserito a pieno titolo nell’esame di tutta la documentazione riferita alla Convenzione. In realtà queste sono soltanto schermaglie procedurali, che spiegano però in che clima si opera alla d’Annunzio per questa vicenda che in altri tempi sarebbe stata risolta senza guerre guerreggiate. Come avviene ora con la lettera aperta al rettore inviata da Mario Di Marco, presidente del Cus, la struttura che deve occuparsi solo dello sport per gli iscritti alla d’Annunzio e che invece è stata utilizzata per i sogni di gloria dell’UdA, che si è ingrandita a spese del Cus che ora da 13 mesi non paga gli stipendi ai suoi dipendenti (vedi la nascita della facoltà di scienze motorie e i lavori in vari impianti sportivi, oltre che manifestazioni molto costose come i Giochi del Mediterraneo ed Eurobasket).
Ora lo scontro diretto tra Mario Di Marco, presidente Cus, con il rettore in carica Carmine Di Ilio, anche nella sua veste di braccio destro del suo predecessore:
«Spiace registrare – conclude la lettera - che ti sei dimenticato di essere stato per 15 anni presidente del Comitato per lo sport. Non puoi nascondere la testa sotto la sabbia: noi non ci stiamo. E non puoi scambiare una nostra disponibilità a trattare sui soldi da riavere come un nostro segno di debolezza».

Sebastiano Calella

«PERPLESSITA’ LECITE»
«Le tante perplessità e incongruenze sollevate dal Rettore Di Ilio e della Commissione paritetica  – dichiara l’assessore Mauro Febbo che ricorda come negli anni scorsi aveva più volte denunciato le ombre sulla gestione, da parte del Presidente del Cus Mario Di Marco, di Eurobasket 2007 e Giochi del Mediterraneo 2009– mi sembrano quanto mai lecite e giustificate. Ancora una volta sembra venga messo in discussione il metodo con cui Di Marco e soci hanno gestito le sorti del Centro Universitario Sportivo».
«Già in passato», continua Febbo, «il sottoscritto si era soffermato, mettendo alla luce e denunciando, sugli sprechi e sperperi che erano stati perpetrati in occasione di due grandi eventi sportivi come gli Europei di Basket femminile 2007 e  Pescara 2009 (la cui organizzazione è tornata alla ribalta in questi giorni) sollevando più di un dubbio sulla gestione Di Marco.  Per i Giochi del Mediterraneo sono state spese cifre stratosferiche lasciando una lunga scia di debiti, così come era accaduto anche in occasione dei Campionati Europei di basket in Provincia di Chieti, organizzati guarda caso dallo stesso gruppo formato da Di Marco & soci. Debiti che come spesso accade pesano sulle spalle dei cittadini e basta pensare alle tante cartelle esattoriali (contributi previdenziali, assistenziali, ritenute ecc. non pagati e rimasti a carico dell’Inps e dell’Erario) e ai numerosi decreti ingiuntivi che hanno colpito l’Amministrazione provinciale di Chieti e dei Comuni di Chieti, Lanciano, Vasto e Ortona. Visti i precedenti dunque credo che non ci sia affatto da sorprendersi sulla situazione del Cus e spero che si riesca a far luce al più presto su questa vicenda che certo non giova all’immagine della prestigiosa Università D’Annunzio. Mi auguro che finalmente anche qualcun altro decida di andare a verificare i libri contabili e l’operato del Cus in questi anni»