BILANCIO

Comune Pescara, l’assessore Filippello rassicura: «conti in ordine, nessun dissesto»

I dubbi di Fli nonostante le rassicurazioni

Redazione PdN

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Massimo Filippello

PESCARA. Il Comune di Pescara non violerà il Patto di stabilità, non andrà in dissesto e, soprattutto, non ha avuto bisogno di incrementare il costo di tariffe e servizi a carico del contribuente per garantire gli equilibri di bilancio.
Lo ha garantito l’assessore al Bilancio del Comune di Pescara Massimo Filippello nel corso della conferenza stampa convocata con il dirigente del Settore Ragioneria Giovanni D’Aquino e con il Dirigente ai Tributi Marco Scorrano.
Nei giorni scorsi dalle fila del Pd è arrivato l’allarme circa lo sforamento, da parte del Comune di Pescara, del Patto di stabilità e addirittura si parlava di un rischio di dissesto.
«Quella sul dissesto è la prima sciocchezza sfornata», ha replicato l’assessore, «visto che un Comune va in dissesto solo quando non ha più la possibilità di incrementare la sua leva fiscale ed è quindi chiaramente un’affermazione fuori luogo per il Comune di Pescara che ha mantenuto bassissime tutte le tariffe e che, a fronte di un rischio finanziario, potrebbe ancora aumentare l’Irpef comunale, l’Imu o i servizi a domanda individuale, ma Pescara non ne ha bisogno».

TROPPE OPERE PUBBLICHE?
Ma Filippello ha garantito anche che non si corre nemmeno il rischio di sforare il Patto di stabilità: «la norma prevede che per il Patto di stabilità vadano rispettati dei parametri da cui deve poi uscire sempre un saldo positivo e nel rispetto dei parametri c’è sempre il gioco delle entrate e delle uscite. Ora, l’ultima accusa che ci è stata rivolta dal Pd è che facciamo troppe opere e che quindi sforeremo il Patto non potendo provvedere ai relativi pagamenti».
Ma l’assessore spiega che il Comune ha già pagato forniture per 11milioni 468mila euro solo sul fronte dei lavori pubblici, dato aggiornato a mezzogiorno di giovedì.
E sempre alle 12 di giovedì «abbiamo registrato un saldo positivo per 1milione 263mila euro, al quale la Regione Abruzzo sicuramente aggiungerà, per metà ottobre, lo spazio finanziario di un altro milione-1milione e mezzo di euro. La Regione non erogherà fondi ma autorizzerà il Comune a spendere risorse proprie ancora per 1milione e mezzo di euro senza rischiare di sforare il Patto di stabilità, estendendo a Pescara l’autorizzazione dello Stato. In altre parole anche per il 2013 Pescara è perfettamente in linea con i pagamenti alle aziende, ricordando che anche la Cassa Depositi e Prestiti ha di recente ampliato per 5milioni di euro la nostra capacità di spesa e ci attendiamo una nuova apertura di altri 5milioni di euro entro fine anno».

RANIERI, «ANCORA DUBBI»
Il consigliere comunale di Fli, Renato Ranieri, sebbene si senta «rassicurato» dalle spiegazione dell’assessore, sostiene che ci siano ancora troppi dubbi.
«Se il Comune, secondo lui, gode di una situazione finanziaria ottima e le casse sono capienti per far fronte agli impegni come mai non paga il canone ad Attiva costringendo la stessa a ricorrere al prestito bancario il cui costo, fra oneri ed interessi, pesa per circa 400.000 euro l'anno? Perche' dobbiamo appesantire la tassa Tares di questi oneri, se il Comune puo’ pagare? La verita' e' che il Comune ha chiesto ed ottenuto anticipazioni di cassa di notevoli entita', soprattutto per pagare i debiti certificati ai fornitori al 31/12/2012 e sui quali paghiamo ingenti interessi. Queste anticipazioni dovranno essere restituite e parte sono garantite dal vincolo sui alcuni tributi incassati nell'anno».

PIGNOLI: «PAGAMENTI ARRETRATI»
Ai dubbi si accoda anche Massimiliano Pignoli (Fli) che definisce «un delirio» le affermazioni di Filippello: «con la scusa di rispondere alle opposizioni, ha parlato a ruota libera sul bilancio, lanciando messaggi non corrispondenti alla realtà. L’assessore dice che il bilancio è ok e che non si rischia il dissesto. Mi sembra strano che l’assessore abbia sostenuto questa tesi al fianco del dirigente del Settore D’Aquino che più volte, al sottoscritto, ha ribadito l’esatto contrario. L’assessore ha detto e sostenuto che sono state pagate per 10 milioni di euro le aziende creditrici. Cosa non vera e per questo lo invito a recarsi presso l’Ufficio Mandati della Ragioneria per vedere la lunga lista di pagamenti rimasti arretrati e sospesi per mancanza di liquidità».