LO SCONTRO

Uda, Cus Chieti, «stop a prese in giro e all’ostracismo del nuovo vertice»

«Non si possono cancellare 50 anni di storia sportiva»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2692

Uda, Cus Chieti, «stop a prese in giro e all’ostracismo del nuovo vertice»
CHIETI. «Le difficoltà non riguardano i rapporti istituzionali tra noi e l’Università che da sempre hanno significato successi sportivi ed organizzativi ma i programmi, i progetti e gli obiettivi raggiunti in dieci anni».
Così dal Cus Chieti si riassume la situazione attuale che vede ‘contrapposte’ le due realtà universitarie che nei giorni scorsi hanno tentato un primo confronto rimandato poi al prossimo 30 settembre .
«La notizia che abbiamo presentato un dossier», spiega ancora il Centro universitario sportivo «non è corretta perché in realtà si tratta di una raccolta analitica (420 pagine) di atti amministrativi, valutazioni, impegni di spesa e costi da noi sostenuti per concretizzare i programmi, i progetti e le idee realizzate in dieci anni, riguardanti la nascita della Facoltà di scienze dell'educazione motorie con gli ingenti interventi su i palazzetti di Colle dell’Ara e di Santafilomena che l’Università aveva chiesto ed ottenuto dal Comune di Chieti, del materiale tecnico fornito a tutti gli studenti iscritti alla facoltà, costi per docenti di materie sportive, del sistema sportivo integrato presso l’ex fondazione Ciapi e per la organizzazione e gestione di particolari attività didattico scientifiche».
La vicenda è nota ed era già emersa alla fine del 2010 in quanto il Cus non era stato ristorato dei notevoli investimenti sostenuti per le attività e gli obiettivi previsti.
Dopo un confronto durato qualche mese, si spiega oggi, «l’allora rettore Franco Cuccurullo, il direttore generale Napoleone e tutto il Cda dell’Ateneo diedero atto al Cus riconoscendo gli investimenti e le spese da questo sostenute con atti amministrativi e deliberativi, concretizzatosi con un nuovo accordo (contratto) di durata venticinquennale sottoscritto il 31 maggio 2011 con reciproca soddisfazione delle parti».
Ma come mai oggi il problema torna nuovamente a galla?
«La risposta è semplice», spiegano dal Cus, «il nuovo vertice dell’ateneo con una sottile e costante forma di ostracismo ha cercato e sta cercando di non riconoscere l’operato dei precedenti amministratori. Ovviamente il clima inaspettatamente ostile anche da parte di chi aveva condiviso nei minimi dettagli ogni singolo passaggio dei progetti e delle iniziative, ha continuato a creare i presupposti negativi nei rapporti tra le due parti quando invece vi era la necessità di una maggiore chiarezza e disponibilità per dare il tempo materiale affinché l’accordo raggiunto e sottoscritto potesse efficacemente e definitivamente risolvere problemi che si trascinavano da anni».

«NUOVE E PESANTI PENALIZZAZIONI»

Così anche la vita ordinaria ed istituzionale avrebbe subito «nuove e pesanti penalizzazioni».
«In primis i disagi che hanno dovuto sopportare le persone in forza alla struttura operativa del Cus, senza tralasciare la dolorosa rinuncia a vent’anni di storia dei campionati di serie A della squadra di calcio a 5. Con la solita nostra disponibilità e per evitare la rottura totale abbiamo proposto una commissione paritetica che avesse come unico obiettivo la condivisione nella ricostruzione certosina di tutte le ragioni di credito da noi rivendicate e racchiuse nel volume presentato, in modo da fare chiarezza una volta per tutte e superare il disagio che inevitabilmente va a ricadere sulla notevole attività sportiva che a livello nazionale viene riconosciuto al Cus Chieti – Pescara».
I componenti della commissione, chiariscono ancora dal Cus, hanno ricevuto «almeno sei giorni prima» della riunione del 5 il volume rilegato di tutti gli atti riguardanti le ragioni di credito vantate.
I lavori della commissione sono stati aggiornati al 30 settembre per avere un congruo tempo per analizzare nel miglior modo possibile l’enorme mole di documenti e per permettere alla parte nominata dall’Ateneo un’altra seduta di lavoro sull’argomento il 17 settembre.
«Per chiarezza la seduta del 30 settembre è per noi la data ultima per porre la parola fine ad un problema che con grande senso di responsabilità era stato già risolto dal precedente Rettore e CdA. Questo per smentire anche chi impropriamente afferma che la commissione ha altri compiti. Se gli attuali amministratori dell’ateneo vogliono superare il principio della continuità dell’azione nella pubblica amministrazione devono avere il coraggio di assumersi la responsabilità di esporre l’università ad un azione ristoratrice e risarcitoria di notevole entità. E’ giusto che tutti sappiano, a cominciare dal mondo accademico, che il Cus ha dato la piena disponibilità ripetutamente in sede di comitato per lo sport (vedere i verbali per conferma) di superare anche l’attuale contratto vigente con un nuovo accordo di reciproca soddisfazione finale».
«Non siamo più disposti a nessun altra presa in giro ed a metodi dilatatori con la costruzione di problemi senza avere poi il coraggio di affrontarli e risolverli. Altresì, non permetteremo a nessuno di dilapidare una storia sportiva di quasi cinquant’anni e che nell’ultimo ventennio è stata ai vertici del panorama sportivo nazionale e che ha significato soprattutto per l’Ateneo un valore aggiunto incalcolabile da offrire a tutti gli studenti iscritti alla d’Annunzio», chiude il Cus Chieti.