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Abruzzo. L’Aquila, Equitalia da Cialente, «decine di multe non pagate». Il sindaco: «mi suicido o rido?»

«I vigili urbani si appostavano per multare i colleghi»

Redazione PdN

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Carlo Maggitti

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L’AQUILA. Giornata terribile quella di ieri per il sindaco aquilano Massimo Cialente.
Dopo gli scontri con la sua maggioranza (resi pubblici) è arrivata anche la doccia fredda dell’aeroporto di Preturo con il Ministero dei Trasporti che ha bloccato l’apertura dello scalo a 4 giorni dall’inaugurazione. Ieri Cialente ha invitato i cittadini a presentarsi ugualmente in aeroporto nel giorno prefissato ma non per fare festa ma per «fare casino».
Ma nel ‘martedì pazzo’ del sindaco c’è stato anche un altro contrattempo: la visita dei vertici di Equitalia. Lo ha raccontato proprio Cialente su Facebook chiedendo consiglio ai suoi amici: «che faccio? Rido? Mi suicido? Invoco un’epidemia?»
Il primo cittadino racconta così di aver scoperto che il Comune «ha un sacco di pagamenti in arretrato».
«Sapete gran parte di questa somma, per decine di migliaia di euro da dove viene?
Tenetevi forte. Sono multe subite dai mezzi del Comune e non pagate. Da parte di chi le multe? Polizia stradale, finanza, forestale, carabinieri??»
No. Le multe, continua Cialente, sono state fatte «dai vigili urbani del Comune stesso».

E così il sindaco spiega: «dal 2002 al 2006, comandante Maggitti Carlo (attualmente al vertice della Municipale di Pescara, ndc). Forse nell'ambito della guerra tra dirigenti, i vigili si appostavano per multare i loro colleghi. In questi anni poi nessuno ha fatto niente». Dunque ora c’è questa pila di multe da saldare, con tanto di mora.
A chi chiede maggiori dettagli, Cialente fa sapere che solo tra qualche giorno, dopo una attenta ricognizione, sarà possibile dire la cifra esatta dei debiti. E intanto, a chi chiede di spiegare meglio la situazione, chiarisce meglio cosa è accaduto: «negli anni 2002-2006, vi erano guerre interne tra i dirigenti ed assessori della giunta Tempesta. Ed allora i vigili dovevano appostarsi per multare le auto, anche con motivazioni stravaganti. Ho chiesto di indagare su quei verbali. Ve ne porterò a conoscenza. Con l'allora comandante Maggitti ricordo scontri epocali. Ricordate il caos che regnava in città. Lui mi diceva che era contrario a fare le multe perchè doveva fare prevenzione e non repressione, anche perchè i suoi vigili non gli davano retta. La repressione si faceva invece sulle auto del Comune. Se una macchina del Comune sta facendo un'infrazione non si fa la multa. Si chiama il dirigente del settore cui appartiene l'auto e si fa fare una ramanzina, o peggio, al responsabile. Ma L'Aquila era un Comune normale?»