LE CARTE

Vicenda Arca: amnesie, carte mancanti, sviste clamorose, personaggi misteriosi

«400 mila euro di danni provocati alla città»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3181

ARCA CAMPO SPORTIVO

Quel che resta del cartello dello stadio

SPOLTORE. A ripercorrere la vicenda dell’accordo di programma tra Comune di Spoltore e società Arca ci si imbatte in una tale serie di incredibili fatti da ritenere che sia impossibile non ipotizzare un progetto preordinato ed una regia fin dall’inizio.

Il Comune concede il permesso di costruire al più grande centro commerciale ed in cambio deve ottenere opere pubbliche per 18miliardi di vecchie lire (siamo nel 1999).
Una parte di queste opere però non vengono realizzate creando così un indebito arricchimento al privato ed un danno erariale al Comune.
A pagarne le spese sarà forse solo l’ex sindaco Donato Renzetti che la procura della Corte dei Conti ha chiamato a difendersi e rischia di dover sborsare 200mila euro.
Il resto dei danni (altri 200 mila euro) è perso poiché non sono stati individuati altri responsabili né in questa inchiesta nè in altre due della procura di Pescara che sono state archiviate.
La cosa più grottesca ed eclatante di tutta questa vicenda e che per circa 10 nessun amministratore pubblico sia andato a fondo sulla questione.
Come si giustifica questa amnesia così lunga e generalizzata? Perché nessuno ha mai chiesto, si è mai attivato prima per capire per quale ragione il Comune non avesse introitato le somme stabilite nell’accordo di programma con l’Arca?
Per 10 anni non si è riusciti a fare nulla di concreto per sanare gli inadempimenti  e consegnare quel campo di calcio del valore di quasi 1 miliardo di lire.

LA DELIBERA CONTESTATA
Nella delibera contestata dalla Corte dei conti la giunta di allora operava un illegittimo scomputo degli oneri concessori per l’edificazione del centro commerciale sollevando la società dal pagamento della somma dovuta per legge in cambio della realizzazione del campo sportivo con gradinata per 5000 posti e spogliatoio per un valore di 800 milioni di lire più un parco privato in località fosso Grande per un ulteriore impegno di spesa di 600 milioni di lire.
Nella originaria convenzione tuttavia gli oneri concessori dovuti al Comune erano pari a 5 miliardi e mezzo, in aggiunta la stessa società doveva realizzare a sue spese le opere di urbanizzazione primaria e secondaria dell’importo di altri 13 miliardi di lire.
La delibera del 2001 ha fatto sorgere subito qualche dubbio: sono stati chiesti illustri pareri e tra le alter cose è emerso che la giunta comunale non poteva modificare una convenzione tipo che era stata predisposta dal consiglio comunale in variante alle disposizioni urbanistiche.

LA FIDEIUSSIONE FASULLA
L’articolo 7 della convenzione del 1999 prevede una «adeguata garanzia finanziaria per l’adempimento degli obblighi» cioè del pagamento degli oneri concessori. Davanti al notaio Massimo D’Ambrosio l’Arca cede al Comune degli immobili a garanzia e poi la somma restante viene garantita dalla polizza del valore di 9.430.720.648 di lire.
Nella sentenza del Tar del 2011 la società afferma che «è pronta a ultimare la costruzione del Campo Sportivo… e cedere l’area per l’edificio scolastico». Riconosce in effetti che vi sono delle inadempienze contrattuali.
Nulla si muove però mentre la consigliera Marina Febo (Pdl) scopre che la polizza fideiussoria è fasulla.
La polizza viene stipulata a Roma il 13/12/2001 (nella “Direzione Commerciale” della società in Via Nazionale 230, quest’ultima aperta il 3/10/2001 e chiusa il 30/9/2002) tra l’Arca S.r.l. in persona di Antonio Piergallini Antonio (a quella data la società aveva capitale sociale di € 15.000) e L’Intercontinentale S.p.a. (Partita iva n 02341670483), rappresentata dalla Direzione Commerciale,
senza che vi sia indicazione nella fideiussione del nominativo del sottoscrivente. Di chi si tratta?
L’importo massimo garantito era di 4.870.560,74 euro.
La polizza prevedeva una garanzia dal 15/12/2001 fino al 15/12/2011 con pagamento annuale di un corrispettivo stabilito in 18.592 euro.
L’intercontinentale risulta dichiarata fallita dal Tribunale di Roma il 17/03/2005, e la relativa procedura concorsuale veniva chiusa il 5/10/2006.
La fideiussione viene rilasciata per garantire un credito, in questo caso del Comune consistente nella realizzaione delle opere da parte del privato.
In caso di inadempimento dell’Arca sarebbe stata L’Intercontinentale a garantire e versare il corrispettivo al Comune ma nemmeno questo è avvenuto.
Negli atti del Comune non vi è prova di nuova polizza fideiussoria, né del pagamento delle quietanze nell’arco del decennio.
Il Comune di Spoltore e la società Arca non hanno mai ridotto la polizza fideiussoria, in ragione dello stato di avanzamento dei lavori…
«In altri termini», si legge nell’esposto dei consiglieri alla Corte dei Conti, «non vi è prova della garanzia che la società Arca avrebbe prestato a favore del Comune di Spoltore dal 2007 e neppure
della valenza della polizza in vigenza della Convenzione, tra l’altro stipulata da società per azioni costituita il 30/07/2001, ovvero solo due mesi dopo la stipula della Convenzione tra l’Arca e il Comune, Società trasformata da S.p.A. in S.r.l.,con trasferimento di sede legale da Firenze
a Reggio Calabria, con soci diversi, contestualmente sciolta e messa in liquidazione in data 10/02/2003».

NESSUN SEGRETO….
Particolare rilevanza nella citazione riveste una dichiarazione rilasciata su Facebook da tale signor Luigi Spina il 4 novembre 2012 commentando un articolo nella pagina “Forum Città di Spoltore” del social network
relativo alla polizza fideiussoria e al fallimento della società L’Intercontinentale.
«La questione era conosciuta già nel 2006», scrive Luigi Spina, «io feci un ricorso per accertamento tecnico preventivo per i tre condomini posti davanti al centro, poiché si allagavano sempre e scoprimmo anche che, all'epoca, il sistema fognario realizzato dall'Arca era di diametro più piccolo ed insufficiente rispetto a quello occorrente, tant'é che si allagava sempre mezza Frascone quando pioveva, mi ricordo di case addirittura con pompe... il tutto grazie al
CTU Michetti ed al CTP ing. Baldassarre, ci furono delle riunioni nell'ufficio dell'allora segretaria comunale... e partirono in urgenza dei lavori appaltati dal Comune alla ditta Palumbo... in questi l'Arca non mise un euro, mentre pagarono i danni le polizze assicurative dell'Arca e del Comune... ma di questo... chi sta all'opposizione adesso ed allora era in maggioranza non s'interessò».
E ancora «anzi addirittura le compagnie assicurative che pagarono i danni furono quelle dell'Aca e del Comune, nemmeno nel risarcimento l'Arca pagò...».
E infine: «no, anche alcuni cittadini erano al corrente... ma l'interesse
era pari a zero a fronte di un grande centro commerciale...».