STORIA INFINITA

Bucchianico. Palazzo dei Camilliani: appalto da 2,7 mln per 36 mini appartamenti per anziani

Saranno tagliati anche due piani

Redazione PdN

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Bucchianico. Palazzo dei Camilliani: appalto da 2,7 mln per 36 mini appartamenti per anziani



BUCCHIANICO. Si parla di «Riqualificazione del centro antico: recupero grande Palazzo di piazza Roma e delle aree adiacenti».
 Di fatto però è solo l’appalto per completare il disegno dell’amministrazione comunale di Bucchianico che con il sindaco Mario Di Paolo ha fortemente voluto l’acquisto di questa struttura realizzata negli anni ’70 dall’Ordine di San Camillo. Ora, come si legge nel bando da poco pubblicato, sono previsti 2,7 mln di lavori per tagliare due piani del Palazzo (che da 7 avrà 5 piani per farlo tornare all’altezza del vecchio edificio medievale distrutto) e per sistemare i locali a piano terra ed il parcheggio da 40 posti.
Su questo progetto iniziale, approvato dall’attuale consiglio comunale, sarà possibile presentare varianti migliorative, pur restando fissa la destinazione di 36 mini appartamenti «per anziani a canone sostenibile» da realizzare al terzo e quarto piano.  Prevista anche la rimozione dei pannelli prefabbricati in cemento armato dell’attuale facciata e la loro sostituzione con mattoncini «per la parte interessata» (?). A piano terra saranno invece realizzati una sala polifunzionale, un refettorio ed una sala per attività ricreative.
La sorpresa dell’appalto è che nel bando è quasi completamente scomparsa la destinazione sociale ed assistenziale del Palazzo che il Comune si era impegnato a conservare al momento dell’acquisto dai Camilliani. L’unica traccia che si rinviene nel documento potrebbe essere il riferimento “riduttivo” ad alcuni locali e strutture che «sono gravati da una sorta di vincolo di destinazione parziale».


 Per il resto silenzio assoluto, anche se il Palazzo è stato costruito con i fondi messi a disposizione dall’eredità dell’ambasciatore Giacinto Auriti – che voleva assistere i bisognosi e soprattutto dieci bambini poveri di Guardiagrele, suo paese natale - e con un finanziamento della Cassa per il Mezzogiorno. Dopo quasi 10 anni di battaglie all’interno del consiglio comunale (il primo progetto cancellato risale all’amministrazione di Carlo Tracanna che voleva realizzarci una Casa di riposo); dopo l’assoluto disinteresse all’eredità da parte del Comune di Guardiagrele  (il centrosinistra con il sindaco Mario Palmerio lasciò correre ed il centrodestra si attivò solo con due esponenti: Dario Ceregato e Pietro D’Amico); dopo la condanna per diffamazione del sindaco Di Paolo che aveva parlato di oscuri interessi sul Palazzo da parte del primo progettista architetto Alfonso Settimi, questo bando chiude ingloriosamente una storia di solidarietà mancata.
E di promesse elettorali svanite sui vantaggi dell’acquisto per il Comune e sul grande futuro del Palazzo per il suo possibile uso turistico-religioso e sociale.

Sebastiano Calella