IL SEQUESTRO

Abruzzo. Contenitori mezzi vuoti pagati per pieni: presunta truffa dei rifiuti sanitari

Nuove accuse per Francesco Maio titolare della ditta Guglielmo Maio srl

Redazione PdN

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Abruzzo. Contenitori mezzi vuoti pagati per pieni: presunta truffa dei rifiuti sanitari


LANCIANO. I bidoni dei rifiuti speciali che la ditta ritirava in seguito ad un appalto regionale che interessava diverse Asl abruzzesi erano mezzi vuoti. I calcoli per il pagamento da parte dello Stato però avvenivano in base alla capienza dei contenitori per cui i soldi pubblici venivano impiegati anche per pagare la parte vuota dei recipienti.
Il risultato sarebbe stato un guadagno indebito per la ditta ed una truffa per le casse dello stato.

E’ la teoria che ha mosso le accuse della procura di Lanciano nella inchiesta seguita direttamente dal procuratore della repubblica Francesco Menditto che ha indagato la ditta Maio srl e chiesto ed ottenuto un sequestro disposto dal gip, Massimo Canosa.

L’inchiesta ha potuto contare sulle verifiche del corpo Forestale dello Stato che ha operato controlli sulla gestione di rifiuti sanitari nelle diverse Asl abruzzesi.
E’ stato accertato così che sarebbero state commesse diverse irregolarità sul sistema di gestione in essere, in particolare per quanto concerne l’Asl Avezzano – Sulmona. Nelle strutture di tale azienda sanitaria l’affidataria del servizio Maio Guglielmo Srl avrebbe provveduto a contabilizzare il ritiro di scarti sanitari a rischio infettivo aventi stato fisico liquido, come avvenuto in contenitori interamente riempiti.
Le ispezioni eseguite su carichi in partenza dai nosocomi di quella Asl hanno permesso di appurare che i contenitori deputati alla raccolta di scarti avente natura liquida, in realtà, erano solo parzialmente riempiti e per altro con rifiuti anche aventi stato fisico solido.
Tale irregolarità, all’apparenza solo formale, si è ripercossa pesantemente nella contabilizzazione del servizio. Infatti, il costo per il trasporto e recupero dei bidoni destinati alla raccolta di rifiuti sanitari a rischio infettivo aventi stato fisico liquido, pari a € 3,50 al litro, è stato  determinato in base alla capacità dei recipienti e non all’effettivo livello di scarto in essi contenuto. Quelli allo stato solido venivano invece contabilizzati al prezzo di € 1,60 al chilogrammo, dopo l’oggettivo riscontro della pesata.
Ciò ha consentito alla ditta, nel periodo febbraio 2009 – aprile 2010, di procurarsi un ingiusto profitto di circa  421.000 €.
A seguito di tali riscontri il gip del Tribunale di Lanciano, Massimo Canosa ha disposto il sequestro per equivalente di somme e titoli per un importo pari a quello della ipotizzata truffa, a carico di Francesco Maio, legale rappresentante della ditta.

Nell'ambito della stessa inchiesta Maio è già stato rinviato a giudizio. Il processo si aprirà il prossimo 10 aprile 2014.