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Porto Pescara, niente cargo nè navi di turisti: operatori nella morsa di Equitalia

«Indifferenza politica da oltre due anni»

Redazione PdN

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Porto Pescara, niente cargo nè navi di turisti: operatori nella morsa di Equitalia




PESCARA. Un’altra estate è finita ma i problemi restano lì, tutti a galla.
Gli operatori commerciali del porto di Pescara si preparano ad iniziare un nuovo autunno caldo: sul fronte porto commerciale, spiegano, «tutto è fermo da due anni ma alle istituzioni non interessa».
Gli operatori tornano a denunciare l’ «indifferenza istituzionale» che avrebbe condannato a morte lo scalo. «A più di due anni dall’ultimo approdo di una nave cargo e dall’assurdo addio ai collegamenti con la Croazia», spiega Gianni Leardi, rappresentante degli operatori portuali, «è ancora tutto fermo. Nessun provvedimento teso a risollevare le sorti di un’economia che ha una storia e un peso nella vita del territorio, non solo pescarese; nessun rimedio alle perdite che decine di realtà imprenditoriali, già provate dalla lenta fine del porto, hanno dovuto fronteggiare in piena solitudine; nessun interesse a dare un futuro turistico e commerciale a un’infrastruttura tanto strategica quanto abbandonata dalla politica».
Gli operatori portuali di Pescara tornano a puntare il dito contro Provveditorato alle Opere Pubbliche di Roma, Regione Abruzzo, Provincia e Comune di Pescara perché le principali questioni che potrebbero offrire una speranza concreta alla ripresa o alla sopravvivenza di tante aziende, «restano tutte clamorosamente ferme e indefinite».
Punto uno, il dragaggio della darsena commerciale: «a 7 anni dall’ultimo e unico dragaggio, non si conoscono ancora né la profondità effettiva del fondale che si intende ottenere, né i tempi necessari», rileva Leardi. Eppure gli operatori hanno più volte dichiarato che se non si scava fino a 6,5 metri non sarà possibile alcun tipo di traffico.
Punto due, indennizzi agli operatori: a più di due mesi dalla scadenza del bando regionale che ha assegnato agli operatori 300mila euro di aiuto compensativo, non si sa ancora quando verranno erogate queste risorse, né se saranno integrate con fondi di altri enti, che pure sono stati interpellati. Intanto le imprese portuali ad oggi sono assediate da Equitalia e per somme che i due anni di inattività hanno reso impossibile pagare.


Punto tre, Piano Regolatore Portuale: mentre altri porti vicini e con storie più recenti guadagnano risorse per il futuro, quello di Pescara vede il suo fondamentale strumento programmatorio misteriosamente sparire nei meandri della procedura di VAS in Regione, che lo blocca da un anno.
«Questa paralisi», fa notare Leardi, «rende di fatto inutili anche i fondi individuati nell’ambito dell’Intesa Governo-Regione sulle infrastrutture (20 milioni di euro per la deviazione in mare aperto della foce fluviale). Eppure, il soggetto proponente, cioè il Comune di Pescara e il suo assessore-fantasma con delega al Porto, non operano alcun sollecito verso la Regione, la quale, attraverso un cavillo burocratico, tiene strumentalmente fermo il Piano Regolatore Portuale e la vita presente e futura del porto. Tutto ciò è tanto più grave se si pensa che l’emanazione del decreto di VAS consentirebbe di avviare la fase finale di approvazione del Piano e l’entrata in vigore nel giro di pochi mesi».


Non va meglio per i pescatori impegnati in queste ultime settimane in una lotta impari con i delfini. Come denunciato nei giorni scorsi, infatti, i mammiferi in cerca di cibo romperebbero tutte le reti dei pescatori che denunciano dunque pescate sempre più magre. I marinai hanno chiesto alla Regione di acquistare dei dissuasori che allontanino i delfini ma la strada, visti anche i costi elevati, non sembra percorribile.
Le barche dei pescatori nelle ultime settimane sono tornate faticosamente in mare tra mille difficoltà tecniche e mille problemi economici.
Tutta l’ attività e il settore commerciale e turistico del porto è stato completamente distrutto con perdite di posti di lavoro e di risorse economiche molto pesanti a tutt’ oggi senza nessuna prospettiva di risoluzione e di ripartenza.
«L’amministrazione comunale», sprona il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio, «dia risposte certe sui tempi e sulle modalità del dragaggio nella darsena commerciale per dare la possibilità agli operatori di programmare se possibile il futuro. Chiediamo all’ amministrazione comunale di uscire fuori dall’ incredibile inerzia e assordante silenzio in cui si trova nei confronti della regione Abruzzo dove è depositato da anni il piano regolatore portuale, non si sa che fine abbia fatto ed è ancora in attesa di una firma che non arriva mai tenendo bloccate così iniziative di finanziamenti e di progetti che darebbero una soluzione definitiva alla portualità di Pescara. A che gioco stanno giocando sulla pelle dei pescaresi?»