LA SENTENZA

Pronto soccorso di Tagliacozzo, ancora un no alla chiusura

Il Tar riconferma la linea: apertura h24 e servizi minimi attivi

Redazione PdN

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PRONTO SOCCORSO




ABRUZZO. Il Tar dice ancora una volta no alla chiusura del Pronto soccorso dell’ospedale di Tagliacozzo. Ormai siamo alla quarta pronuncia su una vicenda che non è solo amministrativa: il Tar Abruzzo ha sentenziato che il diritto alla salute per gli abitanti di quel territorio è h24.
In sostanza ha riconfermato quanto già detto: il Pronto soccorso non solo deve funzionare giorno e notte, ma deve avere un numero di servizi minimi (Radiologia, laboratorio analisi, reparto di osservazione breve e reperibilità per ortopedico, chirurgo, radiologo, anestesista e cardiologo) in grado di dare risposte sanitarie ai cittadini.
In realtà questa ennesima pronuncia rischia di far diventare le ordinanze come le “grida” manzoniane che nessuno rispettava. Perché l’incredibile di questa situazione è che l’Ufficio commissariale della Regione e la Asl dell’Aquila continuano a comportarsi come se nulla fosse.
«E’ la vittoria del Comitato dei cittadini nato in difesa dell’Ospedale – spiega Rita Tabacco, presidente di questo gruppo di cittadini – e la sconfitta di chi ha una visione solo tecnica della sanità, invece di guardare ai diritti dei cittadini. Il Comitato di fronte a questa ennesima pronuncia dice ancora grazie ai giudici ed agli avvocati (Simone Dal Pozzo, Livia Ranuzzi, Paolo Novella), ai medici, agli infermieri e a tutto il personale la cui professionalità tiene in vita la nostra speranza di una sanità più a misura del cittadino. Tengo a precisare ed a sottolineare che questa ennesima vittoria non è contro nessuno ma per qualcosa, cioè il diritto alla salute messo in crisi dai tagli alla sanità. Noi crediamo ancora nello stato di diritto e quindi auspichiamo che anche la Asl sia adempiente alle prescrizioni del Tar».

 In realtà questa vicenda è emblematica di come ancora oggi, a due anni dal Programma operativo che decise la soppressione di cinque piccoli ospedali, la Asl dell’Aquila e la Regione siano così autoreferenziali da non comprendere che ci sarà pure un motivo fondato se più volte diversi Tar e diversi piccoli ospedali hanno vinto sulla carta lo loro battaglia contro i tagli lineari.
Il problema allora sembra un altro: si fa finta di non capire che questa battaglia al Tar non è per l’apertura di questo o di quel piccolo ospedale e che servirebbe un corso accelerato per l’interpretazione della parola “ospedale”. Oggi che questa parola significa un concentrato di tecnologie e di macchinari sofisticati, nessuno pretende a Tagliacozzo come a Guardiagrele o Pescina o Gissi che qui ci siano cardiochirurgie avanzate o strutture specialistiche di avanguardia. I cittadini ed i comitati – e i giudici del Tar hanno condiviso – chiedono solo che sul territorio ci siano strutture efficienti di primo soccorso in funzione h24. Perché il diritto alla salute non osserva l’orario di ufficio.

Sebastiano Calella