SHINING LIGHT

Tangenti al colonnello dell’esercito «coccia pelata»: «voleva percentuale del 5-6%»

Giovedì gli interrogatori di garanzia degli arrestati

Redazione PdN

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Tangenti al colonnello dell’esercito «coccia pelata»: «voleva percentuale del 5-6%»

Il tribunale di Pescara





PESCARA. Si terranno domani mattina in Tribunale a Pescara, gli interrogatori del presidente dell'Azienda acquedottistica Aca spa, Ezio Di Cristoforo, dell' amministratore unico dell'Ater di Chieti, Marcello Lancia e delle altre persone finite ai domiciliari il 17 luglio scorso nell'ambito dell'operazione "Shining Light" su presunti appalti e tangenti.
Gli arrestati saranno ascoltati, a partire dalle 9,30, dal gip Luca De Ninis.
Oltre a Di Cristoforo e Lancia, a comparire davanti al giudice saranno Ernesto Marasco, dirigente dell'Ater di Chieti, Alessandro Faraone, geometra dell'Ater di Chieti e Salvatore Tasso, geometra del settore Lavori Pubblici del Comune di Montesilvano.
Intanto lunedì scorso è stato posto ai domiciliari il tenente colonnello, William Basciano, che al momento delle esecuzioni delle misure cautelari era in vacanza all'estero.
Molto probabilmente anche lui sarà ascoltato domani. I reati contestati agli indagati sono, a vario titolo, quelli di corruzione, concussione, turbata libertà degli incanti, falso e truffa. Al centro del sistema di appalti e tangenti - secondo gli inquirenti - gare turbate bandite dall'Aca spa relative alla manutenzione ordinaria della rete fognaria di Pescara degli ultimi quattro anni per un importo complessivo di 1,6mln di euro; gare bandite dall'Ater Chieti relative alla riparazione dei danni provocati dal terremoto del 6 aprile del 2009 alle palazzine di Via Amiterno di Chieti per un importo complessivo di 1,2 milioni circa; gare turbate bandite al Comune di Montesilvano relative ai lavori di completamento della scuola di Villa Verrocchio e per i lavori di via Maresca per un importo complessivo di 900.000 euro circa; gare turbate bandite dall'Ufficio Infrastrutture inerenti i lavori svolti presso la Caserma Clementi di Ascoli Piceno e la Caserma Falcinelli di Ancona, per un ammontare di circa 400 mila euro.

TANGENTI IN CASERMA
Secondo quanto emerso dall’inchiesta i metodi di presunta corruzione erano sempre gli stessi anche quando ci si trovava in una caserma dell’esercito..
Almeno stando a quando gli investigatori hanno appurato anche grazie alla confessione piena dell’imprenditore Claudio D’Alessandro.
Uno «scenario desolante» come lo definisce pure il gip Luca De Ninis che ha disposto gli arresti domiciliari per sei persone tra cui anche il tenente colonnello William Di Basciano che per il suo ruolo sarebbe stato in grado di pilotare gare per la ristrutturazione delle caserme anche fuori Abruzzo.
La confessione di D’Alessandro agli uomini della forestale è giudicata piena e veritiera anche perché sono stati portati allegati alla richiesta di arresti una serie di riscontri che hanno impegnato per mesi investigatori e inquirenti della procura di Pescara.
Dopo il lavoro risulterebbero truccati gli appalti con procedura negoziata i lavori alla Caserma Clementi di Ascoli Piceno aggiudicati nel dicembre 2010 al Consorzio Stabile Abruzzo Lavori importo a base di gara 194.186,30 ma anche l’appalto per i lavori alla Caserma Falcinelli di Ancona aggiudicata alla GLD appalti srl nell’autunno 2012.
In effetti una serie di files sequestrati nei computer dell’imprenditore danno riscontro a quanto messo a verbale nella confessione che ha squarciato lo scenario di omertà e corruzione.
Anche in questo caso fu il terremoto de L’Aquila a fornire l’occasione della conoscenza tra D’Alessandro e Bastiano per lavori di ristrutturazione della caserma del capoluogo.

Come conosce il Colonnello Basciano William di cui riferisce nei pregressi interrogatori ?
D’ALESSANDRO: «Nell'anno 2009 alla consegna dei lavori della caserma Rossi dell'Aquila fu la prima
occasione in cui ebbi modo di vedere il Basciano. In quell'occasione il RUP era il colonnello
Marcella, poi andato in pensione (…) Successivamente, dopo qualche mese, credo intorno ad aprile-maggio 2010, ci siamo rivisti presso il distretto militare di Pescara ed il Basciano mi disse che erano in programma delle gare su lavori ad invito a cinque ditte ed altri piccoli lavori da affidarsi direttamente.


LA PRIMA TANGENTE
Chi assunse l'iniziativa alla prima dazione di danaro?
«Il Basciano, che io vedevo perché ero solito recarmi presso il suo ufficio in Pescara in Piazza Unione, al primo piano del Distretto militare, perché avevo in corso i lavori aggiudicati nel 2009, regolarmente di cui ho detto sopra, mi disse che poteva organizzare gare inserendo ditte "di mia conoscenza" (e comunque iscritte in quelle di fiducia dell'ufficio al quale egli apparteneva) che avrebbe potuto pilotarle. Ciò fece dentro gli uffici del distretto, eravamo soli. Era primavera e faceva caldo. Più precisamente mi disse che erano in programmazione una serie di gare pubbliche da bandire e che se avessi seguito la sua indicazione avrei vinto senza problemi. Era la prima volta che avevo avuto una richiesta corruttiva da parte di un pubblico ufficiale (…)
«Fino a quel momento ovvero al 2009-2010 avevo avuto piccoli lavori e non avevo grandi difficoltà economiche. Poi assumendo altri impegni finanziari, ad esempio facendo leasing di macchinari ed incrementando la manodopera ho avuto paura di non avere continuità di ricavi. Ripeto, intorno al mese di giugno, almeno credo, anno 2010, ci furono i primi acconti sul totale.

«5-6% DIPENDEVA DAL COMPUTO METRICO»
Come vi accordaste?
«Mi disse che c’era una percentuale da pagare che variava nella misura del 5/6 % dell'imporlo di aggiudicazione, ed era 5 oppure 6, a seconda della bontà del lavoro e dell'esistenza di alcune rifiniture (…). Se definire al 5 o al 6 di percentuale di pagamento delle tangenti lo decideva direttamente il Basciano ma anch'io dovevo avere un ritorno economico. Davo uno sguardo al computo dei lavori e se ce la facevo a sostenere quei costi extra che mi venivano richiesti dal pubblico ufficiale, accettavo. Ho avuto paura ad accettare l 'accordo di pagamento ma sapevo che non avevo altra strada se non quella di ridurre le mie spese e ristrutturare completamente al ribasso le mie aziende. Non ho avuto il coraggio di farlo ma ora mi approccio a cambiare, per il futuro».
D’Alessandro ha spiegato che questo è successo, ad esempio, «per i lavori di ristrutturazione della Caserma Clementi di Ascoli Piceno (ovvero quelli di risanamento dei "locali truppa ") per un importo pari a circa 180.000,00 circa. Sul punto le produco, ove occorra, l'aggiudicazione di questo lavoro che è del dicembre 2010».

SISTEMATO ANCHE IL FIGLIO DEL COLONNELLO
Inoltre Claudio D'Alessandro ha raccontato che in contropartita oltre le prestazioni in denaro Basciano pretese anche l'assunzione, con contratto a tempo determinato, del figlio Andrea Basciano.
Per non destare sospetto il figlio del militare fu assunto per alcuni mesi dalle ditte Edil Costruzioni, Gld, Tecnorestauri con mansioni di operaio semplice con ultima scadenza febbraio 2013.
Il gip rimarca il fatto che il figlio del colonnello ma anche responsabile del procedimento per i lavori alla caserma fosse stato assunto proprio dalla ditta Gld che quei lavori doveva svolgere in seguito alla gara truccata dal padre.

E papà William Basciano si interessava e come alle sorti lavorative del figlio: gli investigatori lo scoprono quasi subito ascoltando una telefonata
Il 21 marzo 2012 Basciano chiama D’Alessandro per sollecitarlo al rilascio di una dichiarazione cartacea per l’attività del figlio.
«Il Basciano appare pienamente edotto di tutte le vicende ed i rapporti lavorativi del figlio», annota il gip, «con le ditte riferibili al D'Alessandro (ovvero presso le quali questi aveva un penetrante potere di influenza e di determinazione al compimento di atti negoziali); in esso si dà conto del fatto che il D'Alessandro Claudio è il dominus degli atti di regolazione delle dinamiche contrattuali del Basciano Andrea».

William Basciano: «va be otto e mezza. fammi uno squillo quando stai sotto»
Claudio D'Alessandro: «benissimo»
William Basciano: «perchè poi .... non so se Antonio ti ha detto ad Andrea servivano quelle
dichiarazioni da parte tua gliel'hai date da parte dell'altra impresa con la quale aveva lavorato»
Claudio D'Alessandro: «Sì, Sì domani vediamo»
William Basciano: «Perchè siccome gli scade la domanda fine mese servivano»
Claudio D'Alessandro: «no ma domani tu mi dici quel che è si prepara, non c'è problema vediamoci domani mattina»
William Basciano: «Ok a domani ciao»
In un'altra intercettazione si prende appuntamento per vedersi un attimo di persona perché è necessario.
D’Alessandro chiarirà a verbale che l’incontro era funzionale alla consegna di contanti.


Alessandro Biancardi