CONSENSI E RIFIUTI

Rifiuti differenziata a Chieti, sindaco e assessore scrivono ai condomìni

«Posizionare dentro i mastelli, altrimenti scattano le multe»

Redazione PdN

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Rifiuti differenziata a Chieti, sindaco e assessore scrivono ai condomìni




CHIETI. «Nei giorni scorsi, per la precisione l’11 luglio, ho inviato con il sindaco una lettera a tutti i condomìni per normalizzare il posizionamento dei mastelli rifiuti: debbono stare dentro i portoni ed i cittadini debbono rispettare meglio i turni di conferimento dell’immondizia».
 Ma ci sono state domande per chiedere l’autorizzazione a posizionarli fuori, con opportuni mascheramenti?
«In tutta Chieti ce ne saranno 8-9. Quindi bisogna attivarsi oppure partiranno le multe. Lo abbiamo già deciso».
 Ma forse non è problema di multe, nel senso che se tutta la città è “abusiva” vuol dire che le regole sono cervellotiche e andrebbero cambiate…
«Il capitolato sarà oggetto di revisione il prossimo anno alla scadenza. Adesso bisogna rispettarlo».
 Andrebbe rispettato anche nel punto in cui i mastelli si debbono lavare mentre questo non è stato mai fatto…
«Risulta impossibile lavarli, perché sono sempre pieni per il mancato rispetto delle regole».


 Dunque linea dura del Comune sulla raccolta rifiuti. Una linea forse impopolare che però forse va meglio calibrata con il buon senso e la partecipazione di tutti.
L’assessore sceglie la via più impopolare, perché in altri tempi e con meno trasparenza, il palazzo avrebbe avvicendato i funzionari che insistono sul rispetto delle regole, risolvendo così il problema: “sollevo dall’incarico i Vigili che non fanno le multe o i funzionari che “rompono” e così nascondo le lamentele”.
Per fortuna non è andata così. Resta però il fatto che l’assessore Bevilacqua forse non aveva saputo o aveva sottovalutato le segnalazioni dei cittadini per i mastelli dell’immondizia posizionati abusivamente sui marciapiedi e sulla strada. E nemmeno aveva dato peso alla fitta corrispondenza tra i suoi uffici ed i Vigili per multare i condomìni non rispettosi del regolamento urbano. 


Ma intanto l’umido marcisce nei bidoni che non sono mai stati lavati e l’altra immondizia deborda perché i mastelli sono insufficienti o perché non viene ritirata o perché – come sostiene l’assessore – i cittadini conferiscono i sacchetti a tutte le ore e non rispettano i turni indicati dal Comune.
Ma c’è di più: finché la richiesta di spostare i mastelli viene da un privato, siamo nella normalità dei rapporti cittadino-Comune. Quando però è un ufficio comunale che chiede lo spostamento (come fa il settore lavori pubblici), risulta evidente che tra gli uffici c’è qualche scollamento perché in Comune tutti dovrebbero sapere che quei mastelli sono abusivi.
E come si fa a chiedere di spostare una cosa abusiva? E come si fa a concederlo? In attesa della risposta scritta all’interrogazione del consigliere Giardinelli sull’argomento, l’importante è che alla fine a pagare non sia soltanto il cittadino incolpevole.

Sebastiano Calella