IL SERVIZIO FA ACQUA

Acqua, «Chieti non consegni le reti idriche all’Aca»

Il Wwf chiede al sindaco di difendere i suoi cittadini

Redazione PdN

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Acqua, «Chieti non consegni le reti idriche all’Aca»

Il sindaco Di Primio




CHIETI. ACA S.p.A., l’azienda a totale partecipazione pubblica che gestisce il servizio idrico integrato nella val Pescara e nell’area metropolitana Chieti-Pescara, è tornata nuovamente alla ribalta della cronaca per una inchiesta che ha portato all’arresto del suo presidente, Ezio Di Cristoforo

Al di là dell’esito del procedimento giudiziario il Wwf lancian la sua condanna sul piano politico per una gestione del servizio idrico «clientelare e privatistica, a danno dei cittadini-utenti chiamati a pagare con le proprie bollette l’incapacità gestionale, se non peggio, di una azienda oberata, come altre analoghe in Abruzzo, di debiti per milioni di euro».
È a questa azienda che, nei fatti, il Comune di Chieti, per ora senza aver mai portato l’argomento in consiglio comunale, si appresta a consegnare le proprie reti idriche. Una scelta, imposta da una normativa regionale «ingiusta», dice Nicoletta Di Francesco, «che comporterà per i cittadini di Chieti un enorme aumento dei costi da pagare in bolletta (si calcola circa il triplo!) senza alcun reale vantaggio».
La gestione dell’acqua da parte dell’amministrazione teatina, con in propri uffici e i propri fontanieri, secondo gli ambientalisti è stata in questi anni in grado di fornire «una discreta efficienza a costi limitati, con vantaggi notevoli per gli utenti».


Il sindaco Di Primio e la sua giunta «si apprestano invece a condannare i cittadini di Chieti a partecipare alla copertura dei debiti accumulati negli anni dall’Aca. Né vale dire che la cessione è imposta dalla Regione, perché contro le norme che nuocciono è legittima una democratica opposizione: è stato fatto di recente contro l’ipotesi della cancellazione della Provincia, ancor più è necessario farlo per difendere i diritti e il portafoglio dei cittadini».
Il Wwf chiede al sindaco Umberto Di Primio uno scatto d’orgoglio «per i propri amministrati e per il bene comune Acqua. Gli chiediamo in particolare di rifiutare la cessione delle reti mantenendo la positiva gestione “in casa” e di chiedere nel contempo alla Regione una riforma del Servizio Idrico Integrato che, attraverso la cancellazione di società che ormai sono percepite dall’opinione pubblica abruzzese come una sorta di bancomat del cosiddetto “partito dell’acqua”, porti a una scelta che tolga l’acqua dalle politiche clientelari e privatistiche e costruisca una gestione pubblica e di diritto pubblico del bene acqua, fondata sul controllo, la responsabilizzazione e la partecipazione dei cittadini, dei lavoratori del settore e delle amministrazioni municipali, come del resto è già stato fatto a Napoli, Palermo o Reggio Emilia».