SANITA'

Anaao: «denunceremo la Asl di Chieti all’Ispettorato del lavoro»

Caos stipendi medici: stesso lavoro negli ospedali, ma busta paga diversa

Redazione PdN

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Anaao: «denunceremo la Asl di Chieti all’Ispettorato del lavoro»




CHIETI. «Non è una minaccia e forse nemmeno un avvertimento, ma solo la conseguenza del livello delle relazioni sindacali all’interno della Asl di Chieti che è così basso da costringere l’Anaao (aiuti ed assistenti ospedalieri) di Chieti ad interessare l’Ispettorato del lavoro. E potrebbe costare un botto di soldi alle casse della sanità locale quello che il manager Francesco Zavattaro non vuole fare, cioè l’adeguamento dei contratti  per i medici ospedalieri (ma anche gli infermieri non se la passano bene)».

Così Luciano Marchionno, segretario aziendale del sindacato dei medici ospedalieri, ha informato di persona  Gianni Chiodi durante la passerella per il Bilancio sociale della Asl di Chieti.

«Così non va, caro commissario. Sono mesi che sollecitiamo una soluzione condivisa per il problema degli stipendi di centinaia di medici – ha riferito Marchionno ad un incredulo Chiodi – non è possibile che nella stessa Asl e a parità di lavoro, i medici vengano pagati in modo differente. Come non è possibile che i medici abruzzesi, per lo stesso lavoro, guadagnino meno che in altre regioni. Di fronte alla chiusura del manager Zavattaro e dei suoi funzionari, l’unica strada che ci rimane è quella della denuncia all’Ispettorato del lavoro».


 Chiodi ha chiesto di pazientare ancora un pò per trovare una soluzione, ma l’Anaao non sembra molto fiduciosa in una soluzione contrattata con i sindacati. Perciò in coincidenza con lo sciopero nazionale del 22 luglio applicherà le direttive nazionali che sono quelle – spiega ancora Marchionno – «di procedere a tutti i contenziosi legali per i comportamenti omissivi degli uffici amministrativi.  Qui poi c’è l’aggravante di una voce messa in giro dagli uffici del personale, secondo cui i sindacati medici della Asl hanno firmato un regolamento sull’orario che li autorizza a cancellare dai report mensili tutte le ore dallo schema automatico di attribuzione giornaliera di 6 e 40 min. Un “trucco digitale” che depenna attività quotidiane certificate da registri operatori, coperture di turni aggiuntivi mai ratificati da accordi aziendali su orari eccedenti il “turno” dettati da necessità assistenziali. Il che determina buste paga molto ridotte e differenze tra i medici di Chieti, Lanciano e Vasto».
In realtà Chiodi è già intervenuto a dicembre scorso, riuscendo a convincere Zavattaro ad erogare i fondi che peraltro sono vincolati per legge e che vengono tranquillamente concessi in Lombardia, in Veneto, in Emilia Romagna e così via. «Invece – sottolinea Marchionno - Zavattaro stila i contratti e le delibere immediatamente esecutive solo per i suoi amici di Rieti che chiama a lavorare con lui. Peccato che il manager la stessa sensibilità non l’avverta per altri professionisti ( Di Sebastiano, Schips e tanti altri) che per venire a lavorare qui hanno subìto notevoli perdite economiche».


 Insomma l’impressione che si ricava confrontando queste denunce Anaao con i proclami della Asl, è che sugli orari e sugli stipendi dei medici, sui costi disallineati con le altre regioni per i farmaci e per i presìdi di molte specialità costose qualcuno si ostina a negare l’evidenza.
«Tant’è – conclude il segretario Anaao - che i docenti di Economia della d’Annunzio hanno definito la Asl di Zavattaro tra le meno trasparenti d’Italia. Per cui, senza relazioni sindacali che facilitano la trasparenza, il sindacato si avvia verso contenziosi legali. Altro che piano di riordino ospedaliero: le funzioni “contrattualmente definite” sono solo nelle diapositive che Zavattaro presenta da anni nei convegni. Oggi serve altro».

Sebastiano Calella