LA SENTENZA

Pescara. L’incompiuta mai demolita che costa 56 mila euro

L’amministrazione pagherà 11 mila euro annui fino alla demolizione

Redazione PdN

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Pescara. L’incompiuta mai demolita che costa 56 mila euro




PESCARA. Costa caro al Comune di Pescara il mancato abbattimento dell’incompiuta sulla riviera nord della ditta Immobiliare Michelangelo.
Un edificio di sette piani, sorto nel 2002, rimasto incompleto, e costruito con procedure non a norma di legge. La costruzione, infatti, è stata realizzata in parte su suolo demaniale, per distrazione degli uffici comunali.
Nonostante la pronuncia definitiva (sentenza del 12 maggio 2008) che aveva ordinato che «l’abbattimento fosse eseguito dall'autorità competente (il Comune di Pescara)», l’amministrazione comunale non ha fatto nulla. Ed oggi “l’ecomostro”, così è stato ribattezzato l’edificio, fa ancora parte dell’arredo urbano.
Adesso, però, qualcosa si muove: non di certo il palazzo. Il Tribunale amministrativo ha riconosciuto, infatti, ad alcuni residenti della zona la richiesta del risarcimento del danno per il deprezzamento dei loro immobili e la privazione della possibilità di vedere il mare, sostituita con la vista di un relitto «che oggettivamente introduce un forte elemento di degrado».


I giudici amministrativi (Michele Eliantonio, presidente; Dino Nazzaro, consigliere e Massimiliano Balloriani, Consigliere, estensore) hanno riconosciuto dunque il «danno continuativo e permanente ma non definitivo», dal momento che, sottolineano, «l’amministrazione ha dovere e modo di porvi fine».
A conti fatto il Comune dovrà sborsare in totale 56.900 euro ma continuerà a pagare altri 11.380 euro annui (più interessi e rivalutazione) ai cittadini confinanti con la struttura fino a quando non butterà già l’ecomostro’. 


Ieri mattina il consigliere Giovanni Di Iacovo (Sel) ha presentato una interrogazione per conoscere la data e la procedura che si attende da 5 anni.
«L’edificio di per sé antiestetico e assurdo per dimensioni e geometrie, ormai annerito dal tempo, coperto di scoloriti graffiti, incombe sulla prospettiva di questo tratto di riviera, ed é ormai divenuta base operativa di microdelinquenza legata allo spaccio», denuncia Di Iacovo.
«Il Comune di Pescara», protesta il consigliere di minoranza, «dovrà usare i denari dei contribuenti per tenere in vita un abuso edilizio che i cittadini tutti, residenti o passanti, considerano vergognoso e che per la legge doveva essere demolito già da 5 anni . Questa ennesima inadempienza dell'attuale amministrazione che ricade sui portafogli di tutti i cittadini é davvero vergognosa, e chiediamo quantomeno - conclude Di Iacovo - di conoscere i tempi esatti per la demolizione dell'ecomostro Michelangelo, a meno che il Comune non intenda rimediare come con l'opera di Toyo Ito, ricoprendola di manifesti colorati per nascondere alla vista dei cittadini un problema ancora irrisolto».


Alessandra Lotti