LA SENTENZA
Abruzzo/ Crak Giulianese. Iva non versata: assolto Profeta perché usurato
L’avvocato Dragani ha fatto valere lo stato di usurato del suo assistito
CHIETI. Il Tribunale di Chieti ha assolto Antonio Profeta, ex presidente della cooperativa “La Giulianese”, dall’accusa di non aver versato l’Iva dell’anno 2009.
Il giudice monocratico Patrizia Medica ha infatti sentenziato che Profeta va assolto «per non aver commesso il fatto».
La vicenda segna un punto a favore dell’ex presidente nella lunga vicenda della bancarotta della cooperativa di Giuliano Teatino da lui presieduta e che proprio nel 2009 ha avuto il suo collasso economico.
Come chiarisce l’avvocato difensore Massimo Dragani, questo esito positivo è sopraggiunto perché in udienza è riuscito a dimostrare che Profeta non ha pagato solo perché era usurato e non per deliberato omesso versamento Iva.
«Peraltro – spiega ancora l’avvocato Dragani – il mio assistito vantava diversi crediti dai clienti della cooperativa ed aveva anticipato anche suoi soldi alla società. Insomma questa assoluzione è un piccolo passo verso la verità e verso la riabilitazione dell’ex presidente, a torto dipinto come un mostro da sbattere in prima pagina».
In realtà bisogna aspettare le motivazioni della sentenza, che saranno pubblicate entro un mese, per capire tutti gli aspetti della vicenda che riguarda un totale di 130 mila euro contestati dall’Agenzia delle entrate.
Certo è che questa assoluzione è una carta che la difesa giocherà nel processo più importante per la bancarotta milionaria della Giulianese, dove si è ancora nella fase della decisione del Gip che deve approfondire una memoria difensiva presentata dall’avvocato Giuliano Milia per uno dei suoi assistiti. Sullo sfondo comunque riappare il fantasma dell’usura, sia per lo stato di usurato che Profeta ha ottenuto dalla Prefettura sia per questa assoluzione.
Con un corollario: se c’è un usurato, c’è sicuramente un usuraio. Come dire che il processo per la bancarotta della Giulianese promette sorprese.
s. c.