ACQUA ALLA GOLA

Aca. Confusione e niente numero legale: rimandato aumento della tariffa dell’acqua

Tutto fa pensare che sarà ineludibile un nuovo aumento

Redazione PdN

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Aca. Confusione e niente numero legale: rimandato aumento della tariffa dell’acqua

 

 


PESCARA. Per mancanza del numero legale, la riunione dei sindaci dei Comuni soci dell'Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca) è stata sciolta, con il rinvio della ratifica, da parte dell'Assi (Assemblea dei sindaci del Servizio idrico integrato), della nuova tariffa.
All'interno della sala consiliare della Provincia è stato avviato un dibattito finalizzato ad approfondire le tematiche in questione.
 I partecipanti al sit in promosso dal Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua chiedevano proprio un rinvio della ratifica della nuova tariffa, che doveva essere adottata in base al nuovo Metodo tariffario transitorio (Mtt). 


«La situazione è talmente confusa - spiegano gli esponenti del Forum - che non si riesce neppure a capire se vi saranno aumenti e di quale entità».
«Dato che in Abruzzo il servizio idrico integrato è stato commissariato - dicono gli attivisti -, le decisioni sono tutte in capo a una persona, cioé il commissario Pierluigi Caputi, ancor di più oggi, considerando che la Corte Costituzionale ha reso non vincolante il parere dell'Assi. Proprio per questo chiediamo anche una revisione della legge regionale che istituisce l'Ersi, Ente unico regionale per il servizio idrico, proposta che da tempo abbiamo inviato a tutti i consiglieri regionali».
«La preoccupazione principale - afferma Francesco D'Agresta, assessore di Civitaquana (Pescara) - è che essendo previsto a livello nazionale un nuovo metodo, il 6 luglio, trascorso il tempo massimo per il parere dell'Assi, l'Aca ha diritto all' applicazione del nuovo metodo tariffario in piena autonomia. L' unica possibilità è chiedere all'Aca di attendere e permetterci di esprimere un parere a stretto giro. In tal senso abbiamo sottoscritto un documento da inoltrare all'azienda».


 I manifestanti criticano anche l'operato dell'Aca, in termini di «rappresentazione degli investimenti pregressi, con la mancanza di documentazione di supporto» e di «veridicità dei dati contenuti nel bilancio 2011. In sostanza - evidenziano - lo stesso Ato non riesce a controllare la società. Siccome i sindaci che sono qui sono anche soci di Aca, è necessario che facciano chiarezza».
«Sono necessari approfondimenti all'insegna della trasparenza, coinvolgendo i cittadini e le associazioni - concludono i manifestanti - ed è necessario mettere mano all' Aca, impegno che i sindaci avevano già preso un anno fa».

COSTANTINI: «CACCIARE I SINDACI»
Il consigliere regionale Carlo Costantini (Movimento 136) sulla propria pagina Facebook abbandona la sua consueta diplomazia e scrive: «cominciamo a mettere le cose in chiaro. E' inutile prendersela con i cda delle società' che gestiscono il servizio idrico. E' ora di prendersela con i sindaci irresponsabili che li nominano. Vanno cacciati a pedate nel culo, uno per uno!»
COSTANTINI: «CACCIARE I SINDACI»

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