I CONTROLLI

Spese folli alla Provincia di Chieti: da giustificare gioielli, cene e smartphone

Primo successo della GdF: l’Ente paga l’Irap non versata

Redazione PdN

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La caserma della Gdf

Spese folli alla Provincia di Chieti: da giustificare gioielli, cene e smartphone
 Primo successo della GdF: l’Ente paga l’Irap non versata
Spese folli, provincia chieti, guardia di finanza, 
CHIETI. C’è stato un primo successo per l’indagine della Gdf di Chieti sulle spese folli della Provincia di Chieti.
I finanzieri hanno scoperto acquisti di smartphone di ultima generazione e di tablet costosi, oltre che cene e riunioni non riconducibili all’attività politica ed istituzionale. Nell’indagine però è confluito anche il mancato pagamento dell’Inpdap per i dipendenti e dell’Irap per i lavoratori interinali. La Provincia allora, per questo ultimo aspetto, è corsa ai ripari per attutire in parte il possibile intervento della Corte dei Conti ed ha pagato all’Agenzia delle entrate una parte dell’Irap a suo tempo non versata per i dipendenti interinali. 
Nei giorni scorsi infatti il presidente Enrico Di  Giuseppantonio ha versato circa 800 mila euro del milione e trecentomila contestato dalla Guardia di Finanza per gli anni 2008 e 2009, durante l’amministrazione Coletti (gli anni precedenti sono stati prescritti). Il che è avvenuto tecnicamente “per adesione” alle contestazioni che sono state oggetto anche di segnalazione alla Corte dei conti a carico di entrambi i presidenti per non aver versato prima e dopo l’Irap che è sempre a carico di chi “affitta” il personale precario. Ma indagando sulle irregolarità contabili e sull’uso uso disinvolto dei soldi pubblici, la Gdf ha esaminato anche  le spese dei Gruppi politici, compresa l’utilizzazione impropria della carta di credito a disposizione del presidente Coletti per acquisti di gioielli e lingotti d’oro e presso ipermercati ed enoteche. L’inchiesta della Gdf, partita con un esposto, è approdata adesso in Procura ed alla Corte dei Conti, perché agli aspetti “di moda” sulle spese della politica si è aggiunto – come detto - il mancato versamento degli oneri previdenziali (Inpdap) per i dipendenti e dell’Irap per i circa trecento lavoratori interinali a suo tempo assunti, il che è un possibile danno erariale. 
E così, mentre resta ancora all’esame della Procura della Repubblica la valutazione degli aspetti penali della vicenda complessiva, i due settori di indagine -  Gruppi politici e Inpdap e Irap – viaggiano su binari separati. 
Per le spese della politica la Gdf ha segnalato possibili reati a carico di tutti i presidenti dei Gruppi sotto l’amministrazione Coletti e un uso probabilmente non istituzionale della carta di credito da parte del presidente e di alcuni suoi collaboratori. Per il secondo settore Di Giuseppantonio - pagando - si è sfilato  dalle conseguenze dell’inchiesta per quanto riguarda l’Irap (del che beneficerà anche il suo predecessore), mentre resta in piedi tutto il corposo dossier raccolto dalla Gdf di Chieti sul mancato versamento dei contributi Inpdap per una cifra attorno ai 3 mln di euro. Si tratta di una questione annosa con i soldi che prima sono stati accantonati per questi contributi e che poi sono scomparsi, nel senso che non sono stati versati, ma sono stati utilizzati per altre spese. Sulla vicenda è in corso un lungo braccio di ferro tra l’Inps e la Provincia per l’interpretazione delle norme da applicare al problema, la cui soluzione è ancora lontana. Infatti questa cifra non è stata ancora riconosciuta come debito fuori bilancio perché non rientra tra i debiti ammessi a questa procedura. 
Più dettagliata è la contestazione delle spese degli 11 Gruppi politici che ammontano a 40 mila euro circa e della carta di credito, circa 10 mila euro negli anni 2007, 2008 e 2009 per il presidente Coletti e circa 4 mila per quattro suoi collaboratori. Nella vicenda complessiva sono coinvolti anche alcuni dirigenti della Provincia, ma c’è da dire che la difesa di tutti è stata che le spese sono avvenute per fini istituzionali. Non ci sono però riscontri o almeno non sono state esibite giustificazioni documentali. 
Toccherà ora alla Procura della Repubblica di Chieti ed alla Corte dei Conti decidere per quanto di loro competenza.
Sebastiano Calella
CHIETI. C’è stato un primo successo per l’indagine della Gdf di Chieti sulle spese folli della Provincia di Chieti.

I finanzieri hanno scoperto acquisti di smartphone di ultima generazione e di tablet costosi, oltre che cene e riunioni non riconducibili all’attività politica ed istituzionale. Nell’indagine però è confluito anche il mancato pagamento dell’Inpdap per i dipendenti e dell’Irap per i lavoratori interinali. La Provincia allora, per questo ultimo aspetto, è corsa ai ripari per attutire in parte il possibile intervento della Corte dei Conti ed ha pagato all’Agenzia delle entrate una parte dell’Irap a suo tempo non versata per i dipendenti interinali. Nei giorni scorsi infatti il presidente Enrico Di  Giuseppantonio ha versato circa 800 mila euro del milione e trecentomila contestato dalla Guardia di Finanza per gli anni 2008 e 2009, durante l’amministrazione Coletti (gli anni precedenti sono stati prescritti). Il che è avvenuto tecnicamente “per adesione” alle contestazioni che sono state oggetto anche di segnalazione alla Corte dei conti a carico di entrambi i presidenti per non aver versato prima e dopo l’Irap che è sempre a carico di chi “affitta” il personale precario. 

Ma indagando sulle irregolarità contabili e sull’uso uso disinvolto dei soldi pubblici, la Gdf ha esaminato anche  le spese dei Gruppi politici, compresa l’utilizzazione impropria della carta di credito a disposizione del presidente Coletti per acquisti di gioielli e lingotti d’oro e presso ipermercati ed enoteche. L’inchiesta della Gdf, partita con un esposto, è approdata adesso in Procura ed alla Corte dei Conti, perché agli aspetti “di moda” sulle spese della politica si è aggiunto – come detto - il mancato versamento degli oneri previdenziali (Inpdap) per i dipendenti e dell’Irap per i circa trecento lavoratori interinali a suo tempo assunti, il che è un possibile danno erariale. 

E così, mentre resta ancora all’esame della Procura della Repubblica la valutazione degli aspetti penali della vicenda complessiva, i due settori di indagine -  Gruppi politici e Inpdap e Irap – viaggiano su binari separati. Per le spese della politica la Gdf ha segnalato possibili reati a carico di tutti i presidenti dei Gruppi sotto l’amministrazione Coletti e un uso probabilmente non istituzionale della carta di credito da parte del presidente e di alcuni suoi collaboratori. Per il secondo settore Di Giuseppantonio - pagando - si è sfilato  dalle conseguenze dell’inchiesta per quanto riguarda l’Irap (del che beneficerà anche il suo predecessore), mentre resta in piedi tutto il corposo dossier raccolto dalla Gdf di Chieti sul mancato versamento dei contributi Inpdap per una cifra attorno ai 3 mln di euro. Si tratta di una questione annosa con i soldi che prima sono stati accantonati per questi contributi e che poi sono scomparsi, nel senso che non sono stati versati, ma sono stati utilizzati per altre spese. 

Sulla vicenda è in corso un lungo braccio di ferro tra l’Inps e la Provincia per l’interpretazione delle norme da applicare al problema, la cui soluzione è ancora lontana. Infatti questa cifra non è stata ancora riconosciuta come debito fuori bilancio perché non rientra tra i debiti ammessi a questa procedura. 
Più dettagliata è la contestazione delle spese degli 11 Gruppi politici che ammontano a 40 mila euro circa e della carta di credito, circa 10 mila euro negli anni 2007, 2008 e 2009 per il presidente Coletti e circa 4 mila per quattro suoi collaboratori. Nella vicenda complessiva sono coinvolti anche alcuni dirigenti della Provincia, ma c’è da dire che la difesa di tutti è stata che le spese sono avvenute per fini istituzionali. Non ci sono però riscontri o almeno non sono state esibite giustificazioni documentali. Toccherà ora alla Procura della Repubblica di Chieti ed alla Corte dei Conti decidere per quanto di loro competenza.

Sebastiano Calella