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Abruzzo/Paradosso filovia, lavori quasi finiti e lo studio preliminare martedì al Via

Lunga lista di osservazioni, ce la farà Filò?

Redazione PdN

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Il dirigente Antonio Sorgi

Il dirigente Antonio Sorgi

 

 



PESCARA. Martedì prossimo alle ore 16 all'ordine del giorno del Comitato Via ci sarà la discussione delle "osservazioni" sulla filovia.
O meglio, le osservazioni allo "Studio preliminare ambientale" predisposto dalla Gtm sui lavori in gran parte già realizzati (all’incirca l’80%). E infatti il passaggio al comitato di valutazione di impatto ambientale arriva in gran ritardo e solo dopo lo scoppio dell’inchiesta penale e dopo le consulenze tecniche della procura.
In molti si chiedono inftti che senso abbia discutere oggi su una studio "preliminare" che riguarda questioni ambientali a cose fatte.
A ottobre del 2012, su sollecitazione del Wwf, anche la Commissione europea è scesa in campo per confermare che l’opera deve obbligatoriamente passere al Via perché Filò «è un filobus a tutti gli effetti».
All’Unione Europea, nel 2011, il dirigente della Regione e presidente della Commissione Via, Antonio Sorgi, disse che lo screening era stato effettuato a dicembre del 2008, cosa smentita persino dalla procura della Repubblica di Pescara che dopo una lunga relazione tecnica ha scritto nero su bianco non solo che la procedura non era stata esperita ma che era obbligatoria farla.


Proprio la procura di Pescara ha aperto una inchiesta sull’intera vicenda, il pm sostiene che Sorgi avrebbe creato un ingiusto vantaggio al privato e che sapesse che la Via andava fatta, di sicuro il direigente si è attivato molto in prima persona per fornire risposte alle contestazioni piovute da più parti.
I magistrati contestano al dirigente il fatto che la Commissione (riunitasi realmente il 15 luglio 2008 come sostiene il dirigente) si limitò a recepire integralmente le indicazioni delle società che fanno parte dell’Ati e di Pierdomenico Fabiani senza svolgere alcuna attività istruttoria.
La stessa procura a gran sorpresa vuole procedere all’archiviazione dell’inchiesta. Comitati e associazioni ambientaliste si sono opposte. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto agli inquirenti di chiarire e i parlamentari grillini hanno annunciato una interpellanza al Ministero della Giustizia.
La settimana prossima, però, come detto c’è lo scoglio della commissione Via.

LA LUNGA LISTA DI OSSERVAZIONI
I tempi e i ritardi «la dicono lunga sulla regolarità della procedura in esame, sul cui conto è pendente un ricorso, di pertinenza del Tar Abruzzo, presentato da alcuni cittadini residenti nelle immediate vicinanze della tratta riservata (Strada parco)», commenta Antonella De Cecco del Comitato ‘Oltre il Gazebo- NO filovia’.
La riunione, prevista per il 15 maggio scorso in conformità ai termini stabiliti dalla procedura di "Screening", si terrà con un mese di ritardo, a causa della disamina delle tante osservazioni pervenute dalle Associazioni e Comitati contrari al progetto nella configurazione prescelta, con riguardo alle numerose criticità tecniche ed economiche, «tuttora irrisolte».


Esse si riferiscono, principalmente, all'inadeguatezza strutturale del sottofondo della Strada parco, accertata dalla ditta “STS Mobile S.r.l” di Ancona che ha eseguito i relativi carotaggi, al marciapiede lato mare per lunghi tratti inesistente ovvero di larghezza inferiore a quella minima di sicurezza di 1.50 metri, alla scelta di un rotabile (Phileas) sovradimensionato nella struttura e dall'incerto funzionamento nel sistema di guida elettronica in dotazione, tuttora privo di collaudo, «all'inutile» elettrificazione e magnetizzazione di un tracciato «per nulla idoneo allo scopo», interessato da numerosi incroci semaforizzati nella direzione mare-monti che, secondo gli oppositori, potrebbero persino peggiorare la qualità dell'aria che s'intende migliorare con l'avvento della filovia a causa delle soste delle auto e, soprattutto, alla presenza di insuperabili barriere architettoniche distribuite sull'intero percorso riservato, tali da rendere praticamente inaccessibile il servizio ai portatori di disabilità. 


Ne sa qualcosa anche l’assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, che nei giorni scorsi, durante una simulazione in carrozzina insieme ad una associazione di diversamente abili, si è cappottato finendo a terra. In quella occasione proprio Morra si è detto sconcertato per la presenza massiccia di barriere architettoniche.
«Le Associazioni e i Comitati confidano molto che il Comitato VIA voglia tenere nel debito conto le osservazioni», commenta ancora De Cecco, «perchè la mancata risoluzione delle criticità rilevate comporterebbe la sicura rinuncia agli indubbi benefici sulla qualità della vita fin qui procurati dall'attuale destinazione d'uso del tracciato, che risale ormai al lontano anno 2000, senza con ciò garantire - come contropartita - un servizio di trasporto pubblico moderno e innovativo, che sia davvero efficiente e funzionale e che, viceversa, rischia di rimanere un’eterna incompiuta».
«Ne conseguirebbe», dicono dal comitato, «un ingente danno ambientale e patrimoniale per l'intera Comunità, tanto più aggravato da un consistente esborso di denaro pubblico, che peserebbe inutilmente sulle esigue disponibilità delle Casse dello Stato»


Alessandra Lotti