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Pescara. Autovelox: svarioni e superficialità ma la legge cambia 100 metri più in là

Il caso dell'affidamento diretto illegittimo e società dei misteri

Redazione PdN

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Pescara. Autovelox: svarioni e superficialità ma la legge cambia 100 metri più in là


PESCARA. La giunta Mascia dopo l’affidamento diretto si salva solo grazie all’ ‘aiutino’ esterno di un attento segnalatore.
La versione dell’assessore Berardino Fiorilli sulla questione degli autovelox è che siccome hanno saputo da un gentile signore che le quote della società Pescara Mobilità e sicurezza srl erano state cedute ad un privato, l’affidamento del servizio di acquisto e monitoraggio degli autovelox è stato bloccato in autotutela.
La società, infatti, prima della cessione di quote avvenute pochi giorni dopo la determina del dirigente Trisi faceva capo all’Aci di Foggia. L’assessore Fiorilli, tuttavia, non spiega perché la giunta ha deciso di utilizzare la formula della sperimentazione e non chiarisce nemmeno perché poi di fatto vi è stato l’affidamento diretto di un servizio che grazie alla mano pesante della amministrazione farà confluire milioni di euro (stimati 8mln all’anno) nelle casse comunali.
Rimangono i dubbi sulla Gestore srl (iniziale proprietaria della società affidataria) già citata dalla giunta a febbraio, sulla successiva cessione di quote «in violazione del contratto». Rimane da capire se l’affidamento diretto sia o meno una cosa lecita. Secondo il Comune è lecito perché almeno inizialmente la società era pubblica (cioè dell’Aci).


Secondo alcuni ci sarebbe già una inchiesta della magistratura tra l’altro allertata dallo stesso solerte cittadino che ha informato la giunta e se così dovesse essere (ma la giunta smentisce) saranno ancora una volta i magistrati a spiegare cosa è lecito e cosa no.
E’ un fatto peraltro abbastanza inquietante che appena 100 metri più in là di Palazzo di città, al di là della piazza, dentro il Palazzo della Provincia vigono altre leggi ed infatti, casualmente nello stesso momento, anche lì vi è l’esigenza di comprare autovelox ma qui la legge prescrive addirittura una gara europea (peraltro pubblicata sull'albo pretorio del Comune di Pescara!)  forse perché nessuno ha parlato loro dell’Aci di Foggia. Importo da 230 mila euro.
Dunque: stesso servizio procedura diversa. Chi è che sbaglia? Mistero.

LA SUPERFICIALITA’ DEL COMUNE
Non c’è bisogno di essere laureati in giurisprudenza per conoscere l’adagio “l’ignoranza della legge non è scusabile”. Se la legge c’è va rispettata e conosciuta.
Se la giunta, il dirigente e gli altri tecnici fossero stati più attenti avrebbero scoperto che si stavano mettendo in un bel guaio.
L’Autorità di vigilanza per i contratti pubblici (la maggiore autorità in materia) si era già espressa su un caso molto simile a quello della procedura adottata dal Comune di Pescara.
Il caso era talmente simile che già nel 2010 si parlava dell’Aci di Foggia e dei dubbi sulla procedura diretta di affidamento del servizio di rilevamento assistito della velocità.
Che cosa diceva il 27 luglio 2010, ripetiamo, la massima autorità in materia di contratti pubblici?
«I servizi oggetto della convenzione stipulata con l’Aci Foggia devono essere affidati dal Comune a seguito di procedura ad evidenza pubblica, nel rispetto delle disposizioni in materia di appalti pubblici di servizi».
E poi ancora «difettando i requisiti della collaborazione per la realizzazione congiunta di un servizio pubblico e dell’assenza di corrispettivo per tale collaborazione, nel caso in esame non è legittimo ricorrere allo strumento della convenzione ex art. 15 della legge 241/1990».
Tutto molto chiaro e se non bastasse si aggiunge: «l’AC Foggia, al pari degli altri AC Provinciali e dell’ACI, quali operatori economici che offrono stabilmente servizi sul mercato, sono legittimati a partecipare alle procedure ad evidenza pubblica bandite per l’affidamento di appalti di servizi e forniture».
A fronte di questo specifico precedente la posizione del Comune di Pescara si fa molto complicata.

INATTIVA E POVERA
La società incaricata della sperimentazione onerosa, Pescara Sicurezza e Mobilità Srl, è però inattiva ed ha un capitale sociale di 10mila euro.
«Una società con capitale di diecimila euro, ancora inattiva non ottiene neanche un fido in banca ma a Pescara gli offrivano un contratto milionario. Ma chi gestisce la nostra città», si domanda Antonio Blasioli, il consigliere Pd che sta spulciando le carte alla ricerca di ulteriori incongruenze sulla procedura.
«E poi», aggiunge, «se una società offre opere e servizi per 9 milioni in un anno ed ha un capitale di diecimila euro avrà pur fatto una fideiussione con il Comune? E se offre 9 milioni di opere e servizi in un anno quanto pensava di incassare per gli autovelox? Cioè quanto pensava di prelevare dalle tasche dei nostri concittadini?»
Misteri che la decantata trasparenza della giunta Mascia non riesce ancora a fugare.
A proposito secondo il Ministero le colonnine azzurre messe ai lati della strada vuoti, utilizzati come deterrente, sono illegittime: lo ripetiamo nel caso a Palazzo di città non fosse ancora arrivata la notizia.
Le colonnine senza telecamere sono illegittime e potrebbero anche generare responsabilità contabili (perché il Comune ha speso soldi pubblici per acquistare “scatole” non conformi).