LA DENUNCIA

Megalò 3, oggi giornata decisiva al Comitato Via. Acerbo: «gigantesca speculazione»

Progetto osteggiato oggi potrebbe ottenere via libera

Redazione PdN

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L'area del Megalò

L'area del Megalò




ABRUZZO. Torna oggi all’esame del comitato Via il terzo intervento relativo al Prusst Megalò.
Il Comitato si era occupato dell’intervento decidendo di rinviare il parere nella seduta del 26 aprile 2012 durante la quale il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, e il Nicoletta Di Francesco del Wwf chiesero di essere ascoltati.
Si tratta dell’intervento proposto da Pinti Carmen che si aggiunge al Megalò già realizzato in zona di esondazione del fiume e all’intervento della Sirecc S.r.l. (il Megalò 2, nuovo centro commerciale, no food, di 30 mila metri quadrati che si troverà a 150 metri dall’argine del fiume Pescara) già assentito dal comitato Via l’anno scorso.
Con il Megalò 3 di cui si discuterò oggi, invece, sono previsti cinque edifici con diversa destinazione d'uso per un totale di 3,63 ettari di superficie edificata. In particolare saranno presenti attività commerciali e para commerciali, tra cui attività di esposizione, attività sportivo ricreative e attività di ristoro con relative infrastrutture di servizio, parcheggi per il pubblico e verde pubblico.
«Per l’ennesima volta una gigantesca operazione speculativa è stata mascherata con la sigla “Programma di Riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio”», denuncia il consigliere regionale Acerbo.


L’area d’intervento, costituita da terreni di diversi proprietari si sviluppa nel comune di Chieti, si trova nelle immediate vicinanze dello svincolo del raccordo autostradale Chieti-Pescara e del casello autostradale (Chieti) della A25, a confine con il PRUSST 7-93 (Centro Commerciale Megalò) già realizzato.
L’area oggetto di intervento ha una superficie complessiva territoriale di 215.283 metri quadrati.
«Questo Prusst che passerà alla storia come vergognosa operazione speculativa», insiste Acerbo, «ha avuto un avventuroso iter urbanistico che meriterebbe un forte interessamento della magistratura».
In cambio di un insediamento commerciale come il Megalò doveva realizzarsi un parco fluviale e una pista ciclabile di cui non c’è traccia. «In compenso sorgerà un grande McDonald spacciato per rifugio per i frequentatori del parco», denuncia l’esponente di Rc.
Su questa aree vi sono stati numerosi interventi della politica volti a eliminare vincoli (da quelli paesistici a quelli relativi alla pericolosità idraulica) e modificare destinazioni.


L’anno scorso al comitato Via Acerbo ha consegnato la risoluzione contraria al progetto approvata dal Consiglio Comunale di Pescara su sua proposta. Le organizzazioni di categoria del commercio hanno espresso la propria contrarietà «ma evidentemente», insiste il consigliere regionale, «ci sono interessi fortissimi in ballo».
Si è anche sottolineato il fatto che l’area in questione rientra nella “zona di risanamento metropolitana Pescara- Chieti”, individuata dal Piano regionale per la Tutela della Qualità dell’Aria e quindi richiede la massima vigilanza sull’aumento dei fattori inquinanti. E’ stato fatto presente che i centri commerciali «sul piano dell’inquinamento dell’aria hanno un impatto ambientale di solito trascurato pari se non maggiore di impianti industriali o di produzione energetica». Per ovviare a questa problematica il progetto prevede soluzioni di “promozione di progetti di incentivazione ad una mobilità alternativa e sostenibile”.
Ma queste soluzioni nella realtà non sono state programmate: «non c’è traccia di finanziamenti e progetti cantierabili in tal senso», continua Acerbo. «L’unica realtà è che alle file di auto che crea Megalò 1 si aggiungeranno quelle causate dai nuovi interventi con ulteriore aumento dell’inquinamento. Considerata l’inesistenza delle soluzioni volte a rendere compatibile l’intervento sul piano della qualità dell’aria riteniamo che esso non possa ricevere un parere favorevole».
Perplessità sono state sollevate anche sui problemi urbanistici e quelli relativi alla difesa dalle alluvioni, sull’impatto socioeconomico sui centri abitati della altissima densità di grande e media distribuzione nell’area metropolitana Chieti-Pescara.