SANITA'

Malati come pacchi postali, spostati senza informare le famiglie

La figlia di un paziente si rivolge al Tribunale del malato

Redazione PdN

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Malati come pacchi postali, spostati senza informare le famiglie





CHIETI. Malati come pacchi. E i familiari tenuti fuori da ogni informazione sugli spostamenti, sulle visite dell’Uvm (le unità di valutazione medica) per decidere il setting assistenziale, sulle eventuali dimissioni e sui nuovi ricoveri (ammesso che ci siano strutture adeguate).
Lo denuncia la figlia di un paziente che si è rivolta a Cittadinanza attiva-Tribunale per chiedere l’assistenza di un legale perché questo malato grave è stato visitato dall’Uvm di Chieti, su delega dei colleghi di Castel di Sangro, e ne è stata decisa la dimissione, senza informare la famiglia.
Secondo la protesta, la procedura burocratica si è sviluppata in questo modo: richiesta di proroga per il ricovero inviata alla Asl di residenza (Castel di Sangro), delega alla Asl di Chieti per una visita da parte della sua Uvm che ha “visto” il paziente, parere negativo alla proroga inviato a Castel di Sangro, telefonata da parte di quest’ultima Asl che si informava su come mai il paziente non fosse stato dimesso.  Solo con una certa insistenza, visto che non c’era stata nessuna comunicazione, le dimissioni sono state prorogate al 10 giugno. 


«Confermo che le cose vanno così – aggiunge e chiarisce Aldo Cerulli, segretario regionale di Cittadinanza attiva – l’Uvm di Chieti invia il suo parere (“dimissioni” nella maggior parte dei casi) al Distretto di provenienza del paziente, senza informarne la struttura che lo ospita in riabilitazione intensiva e tanto meno i parenti del paziente. L’altra Uvm si riunisce per trasformare il parere in decisione e neanche qui si informa nessuno. Tutto si scopre quando si viene a sapere che il paziente (o meglio il pacco postale, senza il nuovo indirizzo di destinazione, come sarebbe obbligo indicare) non è stato dimesso. Non male, come trattamento ad un anziano ormai invalido e con grave cronicità. Che ne dice il sub commissario Zuccatelli? In questo caso», aggiunge Cerulli, «protestare mi sembra il minimo, ma mi aspetto da lui anche interventi sulle altre criticità da noi sempre segnalate, come il cattivo funzionamento del Cup, le lunghe liste di attesa, il mancato potenziamento del territorio, tutte cose che il manager di Chieti liquida come “macchina del fango”, invece di riconoscerne la gravità».


 In realtà questa contestazione nasce per la mancata informazione dei parenti, ma qualche dubbio viene sollevato anche sulla visita dell’Uvm, visto che i familiari conoscono la condizione medica del paziente «arrivato al ricovero con un decondizionamento motorio in emiplegia sinistra da esiti di intervento per ematoma temporo-parieto-occipitale destro trattato chirurgicamente. Ipertensione arteriosa. Pregressa emorragia cerebrale esitata in sfumata emiparesi sx ed ipovisus occhio sx. esiti poliomielite arto inferiore».
 Durante la precedente degenza in ospedale gli era stata effettuata anche la tracheotomia ed ora si trovava in trattamento riabilitativo, con «necessità di completa assistenza nelle principali attività di vita quotidiana e di costante monitorizzazione clinico-laboratoristico e delle conseguenti valutazioni diagnostiche, con notevole carico assistenziale sia medico-riabilitativo che infermieristico».


 Pur essendo migliorate le sue condizioni «dopo il training clinico e riabilitativo fin qui svolto, il paziente ha recuperato lentamente e progressivamente una stabilità delle condizioni cliniche, pur rimanendo la necessità di ossigeno terapia durante le ore notturne, con riduzione, pur rimanendone la necessità, di broncoaspirazioni durante la giornata. Il miglioramento  della capacità d’interazione e di partecipazione ambientale ha consentito l’addestramento all’alimentazione per os, ma persiste necessità della nutrizione attraverso il Sng. Sta comunque continuando l’iter logopedico e iniziando il ricondizionamento alla stazione eretta, dopo che sono migliorati il controllo del tronco e la tolleranza alla carrozzina. E stata appena sostituita la cannula tracheale con una fonatoria per l’addestramento alla comunicazione orale e in prospettiva di una futura, se possibile, decannulazione del paziente stesso. Persiste però la necessità di completa assistenza in tutte le attività  di variazione posturale, di trasferimento di carico e nelle Adl».


Sebastiano Calella