IL PORTO DELLE SABBIE

Dragaggio Pescara, domenica notte pescherecci di nuovo in mare dopo due anni di stop

«C’è ovunque una profondità di 3 metri e 30»

Redazione PdN

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PESCHERECCI




PESCARA. La flotta peschereccia di Pescara potrà riprendere il mare domenica notte dopo due anni di fermo dovuto all'insabbiamento del porto canale.
La notizia è stata data oggi dal comandante della Capitaneria Luciano Pozzolano. La riapertura del porto per imbarcazioni che non superino i 2,5 metri di pescaggio è stata possibile dopo i lavori di dragaggio degli ultimi mesi, e dopo due anni di polemiche, inchieste della magistratura, sequestri, blocchi stradali, manifestazioni, cassa integrazione e fondi straordinari per gli interventi a sostegno del lavoro e degli imprenditori marittimi. Secondo gli imprenditori marittimi il danno economico, comprensivo dell'indotto, è stato intorno ai 40 milioni di euro, mentre per le operazioni complete di dragaggio ci sono fondi per quasi 15 milioni di euro. Fino ad oggi sono stati dragati 60 mila metri cubi di fanghi.
Al momento «c'è quasi dovunque una profondità di 3,30 metri», commenta sul suo blog Antonio Spina, «per cui la Capitaneria emetterà un'ordinanza di agibilità in tempo utile. Nei pressi della banchina nord, dove ci sono le pompe di carburante, c'è una profondità anche di 3,50 metri. E presto anche la banchina sud potrà ospitare di nuovo anche i pescherecci con chiglia più profonda. In settimana i pescherecci hanno già fatto rifornimento di carburante, i pescatori hanno preparato le reti e le attrezzature e qualcuno ha fatto già qualche pescata di prova».
«C’è voluto da parte del provveditore Carlea», continua Spina, «un coraggio enorme a prendere in mano la situazione e fare quello di cui nessuno in passato aveva avuto la capacità. Perciò la marineria gli è grata per aver sbloccato la situazione e aver ridato ad essa la possibilità di tornare in mare e non essere più di peso alle casse pubbliche per via dei rimborsi che lo Stato, la Regione (l'Assessorato alla Pesca e in modo particolare l'assessore Febbo) e gli altri enti hanno nel frattempo giustamente dovuto elargire (anche se non tutti ancora)».
Intanto ieri si è parlato dei problemi dello scalo nel corso di un incontro che si è svolto a Roma tra il ministro Gaetano Quagliariello e una delegazione di armatori, con il presidente della Provincia Guerino Testa e il consigliere comunale Massimo Pastore.
Facendo il punto della situazione e illustrando al ministro le ultime novità sul dragaggio, Testa e gli armatori hanno auspicato che le operazioni di escavo procedano in maniera spedita, per arrivare ai 200mila metri cubi previsti nel bando del Provveditorato, e hanno evidenziato la necessità di sbloccare i fondi che il Decreto sviluppo ha destinato agli armatori. 


Dei tre milioni di euro in questione per gli armatori, 500mila euro sono stati destinati ai lavoratori dipendenti - proprio per volontà degli armatori - ma i due milioni e mezzo di euro rimanenti non sono stati ancora erogati perché si corre il rischio di incorrere in una infrazione comunitaria.
«E' indispensabile - hanno detto Testa e Mimmo Grosso, in rappresentanza degli operatori - che queste somme vengano sbloccate in tempi rapidi per dare un po' di respiro ai pescatori per cui va individuata senza indugi una soluzione da parte del Governo, di concerto con Bruxelles».
Tra le richieste formulate ieri al ministro c'è anche quella di prevedere delle somme in favore della categoria, sempre a livello governativo, per i danni subiti nell'ultimo mese dalle imbarcazioni durante le operazioni di uscita ed entrata in porto.
Operazioni di prova, hanno fatto notare gli addetti ai lavori, finalizzate a consentire il ritorno in mare nella giornata didomenica. Come già evidenziato più volte in passato la delegazione pescarese ha parlato della impossibilità di effettuare il fermo pesca estivo.
Per armatori e pescatori, ma anche per il mercato ittico all'ingrosso, sarebbe un danno ulteriore per cui il Governo dovrebbe dare il via libera all'esonero per gli appartenenti alla marineria del capoluogo adriatico. Da parte del ministro c'è stata «massima disponibilità a supportare gli armatori e ad investire rapidamente tutti i soggetti competenti delle varie questioni emerse, mantenendo un filo diretto con Pescara»