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Pescara. Riqualificazione Corso Vittorio tra compassi, bianchetti e “playmaker”: la confusione nelle carte

Ancora misteri che riguardano incarichi e progettisti. Le bacchettate del Pd

Redazione PdN

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Masci, Lepore, Mascia

Masci, Lepore, Mascia






PESCARA. Oltre il merito del progetto di riqualificazione semi-pedonalizzaione del corso c’è di più.

Per esempio i misteri (presunti?) legati ai simboli massonici che compaiono sull’asfalto: un mega compasso formato da linee che non sembrano inserirsi proprio bene nel contesto.
C’è poi il bianchetto sui documenti ufficiali che cancella un nome in particolare che invece compare sui documenti digitali e poi c’è la confusione degli incarichi.
Mentre l’attenzione è concentrata sulla pedonalizzazione parziale del corso e lo spostamento del traffico automobilistico sull’area di risulta i consiglieri del Pd si sono messi a studiare le carte ed hanno tirato fuori qualche coniglio dal cilindro.
I consiglieri della commissione Urbanistica, Enzo Del Vecchio, Camillo Pastore, Florio Corneli definiscono «al momento» «solo singolare il tourbillon dei soggetti partecipanti alla redazione di questo progetto».
C’è forse da attendersi altro, per esempio come la richiesta di annullamento della gara effettuata?

Intanto si sa che gli elaborati posti a base di gara e scaricabili dal sito istituzionale del Comune sono tutti rigorosamente privi di firma, evidenziano discrepanze e contraddittorietà con le copie cartacee.
Il Pd nella fattispecie evidenzia come il professore universitario e architetto Michele Lepore, indicato con il compito di «Coordinamento e Supervisione» sia nel progetto preliminare che nel definitivo ed esecutivo posto in gara non compare invece nel corrispettivo documento cartaceo disponibile presso l’Urp che invece ostenta un «colpo di bianchetto». Perché il nome è cancellato?
Il geometra Domenico Ballone, indicato prima come «Responsabile del Servizio nel progetto preliminare» poi appare come coprogettista con il progetto definitivo/esecutivo i cui elaborati risultano datati nel mese di novembre. Poi diventa ancora «Responsabile del Procedimento, giusta disposizione dirigenziale n. 6804/264090 del 03.12.2012»


E poi c’è l’architetto Fabrizio Trisi, progettista ed «autentico playmaker del Settore Lavori Pubblici», lo definiscono i consiglieri Pd, che fanno notare come lo stesso attesta tra l’altro che «…il progetto in PDF consegnato al Servizio Gare e Contratti in data odierna è perfettamente conforme agli elaborati progettuali cartacei a base di gara»
«e cioè tutti privi di firma e con le diciture sbagliate».
«Inoltre», dicono i consiglieri, «risulta difficile risalire a quale data faccia riferimento il progettista Trisi visto che la Sua nota è rigorosamente priva di data e protocollo. Di fronte a questa incredibile sequela di leggerezze e superficialità di ordine tecnico-amministrativo che rispondono perfettamente alla faciloneria dell’amministrazione nella scelta dell’opera in totale carenza di studi propedeutici e di coinvolgimento della Città attiveremo tutte le iniziative ed istanze affinchè la procedura di gara sia immediatamente annullata al fine di evitare, quantomeno, possibili ricorsi ed eventuali spese aggiuntive, in danno patrimoniale della Città, sulla stregua del pasticcio legato alle vicende ultime del permesso a costruire rilasciato alla società Pescaraporto».