L'OPERA CONTESTATA

Abruzzo/San Vito, nuovo parcheggio a pagamento da 180 posti. «A chi serve?»

Si cerca l’azienda che dovrà gestirlo

Redazione PdN

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L'area del nuovo parcheggio





SAN VITO CHIETINO. Un nuovo parcheggio a pagamento da 180 posti in via Caduti sul lavoro, nell’area della vecchia Stazione Fs (l’area tratteggiata di rosso).
Ieri è stato pubblicato sull’Albo Pretorio l’ invito a procedura negoziata mediante gara ufficiosa per l’affidamento in concessione del servizio di gestione di parcheggi pubblici nel territorio del Comune di San Vito Chietino.

In pratica con questo atto ufficiale, il Comune invita le aziende interessate a partecipare al bando per la gestione del parcheggio a pagamento, di conseguenza si evince che sarà un privato a gestire l’area, che corrisponderà all’ente circa 4 mila euro.
Scettico Roberto Nardone del gruppo San Vito Bene Comune: «partiamo dal presupposto che quell’area non si può asfaltare, giustamente, perché rientra nelle area del corridoio verde della costa teatina. Rimarrà con queste caratteristiche attuali. Le linee come verranno effettuate? Quale metodologia di pagamento sarà utilizzata? A mano? Macchinetta? Gratta e vinci? In definitiva a chi serve questo parcheggio? Ai cittadini no. Alle casse comunali no. Ai turisti nemmeno. Alla azienda aggiudicatrice? Mah, vedremo. Intanto resta il dato di fatto che rimangiarsi le parole ed i fatti a 5 anni dall’abolizione dei vecchi parcheggi a pagamento rimane un’alchimia politica classica dei politicanti azzeccagarbugli da prima repubblica».


L’aggiudicazione del servizio avverrà, mediante procedura negoziata, a favore
dell’offerta economicamente più vantaggiosa, determinata in base anche a determinati parametri sull’arredo e la risistemazione dell’area destinata a parcheggio, sulla segnaletica ed informazione utente, le modalità di pagamento, il tempo di realizzazione delle opere
Ci sono ancora 9 giorni di tempo per la ricezione delle offerte.
«Hanno scelto di rimettere i parcheggi a pagamento», commenta ancora Nardone, «dopo che li avevano eliminati cavalcando un sentimento popolare in campagna elettorale ed adesso si ritrovano a dover giustificare l’ingiustificabile. Più populisti di così è difficile».