SANITA'

Asl Chieti, un medico di famiglia spiega le difficoltà del Cup

Critiche al mancato ascolto delle proposte e dei correttivi

Redazione PdN

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Walter Palumbo

Walter Palumbo




CHIETI. Non poteva mancare la voce di un medico di famiglia nella crisi di gestione del Cup della Asl di Chieti. E Walter Palumbo, che tra l’altro è il coordinatore dell’Intersindacale sanitaria, giudica così il funzionamento del Centro unico di prenotazione.
«Innanzitutto», dice, «è difficile risolvere qualche problema di un servizio se non ci si predispone a sentire tutti gli attori coinvolti nello stesso, con la pazienza e con la trasparenza degli atti e delle procedure – premette Palumbo – delle lamentele degli utenti si è parlato, io vorrei fare qualche proposta operativa per migliorare la gestione del Cup, che rimane una questione sempre a rischio di critiche. I dirigenti del servizio, il manager e tutti quelli che ne hanno titolo dovrebbero pretendere che tutti i prescrittori, medici dipendenti e convenzionati, usino il ricettario rosso del sistema sanitario e prescrivano gli accertamenti valutandone la loro brevità di esecuzione. Per far questo basta utilizzare le modalità delle classi di priorità, basata sulla gravità dei sintomi, come prevede una delibera regionale che va rispettata e fatta rispettare da tutti, pena richiami, penalizzazioni e valutazioni delle perfomance dei professionisti. E contemporaneamente è necessario invitare gli assistiti a farsi prescrivere gli esami secondo la gravità dei disturbi».
 E per evitare le file agli sportelli? 


«Bisognerebbe incrementare le “prenotazioni on line” per prenotare gli esami, velocizzando e semplificando le procedure attualmente troppo lente (vedere per credere). Poi pretendere che, specie per le visite specialistiche, ci sia la possibilità di visualizzare quali e quanti specialisti in servizio, non specializzandi, sono presenti nella Asl evitando che gli specialisti (verso i quali non ho nulla da ridire...) possano essere scelti dall’utenza per una visita anche con la ricetta rossa e non a pagamento per la libera professione intramoenia (in sigla: Alpi). Questo modo di visitare sta diventando l’hobby dei colleghi con le conseguenze che un paziente perde la garanzia di essere seguito per il suoi problema dallo specialista che lo ha visitato la prima volta».
 Ieri i farmacisti si lamentavano per la difficoltà di prenotare dal loro computer: «Anche i medici incontrano queste difficoltà – conclude Palumbo – per cui si dovrebbe tornare a dare la possibilità reale di fare prenotazioni dai nostri studi, con personale dedicato e formato perché i medici convenzionati potrebbero risolvere anche i problemi di interpretazione spicciola legata alla diagnostica e della specialistica. Ma per una prenotazione non si può perdere una giornata. Poi bisogna evitare che per ridurre le liste di attesa, le stesse vengano sospese e si blocchi la prenotazione di esami per i pazienti provenienti da altre aziende (come la Asl di Chieti ha fatto per le mammografie, con un provvedimento di questo direttore)».

Sebastiano Calella